Tristano e Isotta: trama e storia del libro

Tristano e Isotta: trama e storia del libro A cura di Silvia Corelli.

Tristano e Isotta: trama, analisi e commento di uno dei più famosi miti nati durante il Medioevo. Storia del libro e del suo autore

1La leggenda di Tristano e Isotta e il testo

I nomi di Tristano e Isotta non giungono nuovi all’orecchio di nessuno. Abbiamo sentito nominarli in occasioni che probabilmente neppure ricordiamo, e fanno parte di un bagaglio culturale comune nel mondo occidentale. Questo può dare l’idea che la storia di Tristano e Isotta provenga da un unico testo e da una tradizione omogena, ma in realtà la vita di questa leggenda è assai complessa.

Le primissime testimonianze della narrazione si trovano in racconti popolari celtici risalenti almeno all’Undicesimo secolo e, in particolare, focalizzate nel territorio dell’odierno Galles. Questo significa che inizialmente la storia circola solo come racconto orale e che non possiamo avere testimonianza di quale fosse l’originale trama. È solo un secolo dopo, nel Dodicesimo secolo quindi, che cominciamo a trovare traccia delle prime attestazioni scritte e a poter seguire quindi lo sviluppo della vicenda. Ne possediamo due versioni, entrambe recanti il titolo di Roman de Tristan, una è opera di un autore poco noto, probabilmente un chierico di nome Thomas che scrive in anglonormanno, e l’altra di Béroul che scrive invece la leggenda in normanno.  

Miniatura del Roman De Tristan, in un manoscritto del XV secolo
Miniatura del Roman De Tristan, in un manoscritto del XV secolo — Fonte: ansa

Nei secoli successivi, la leggenda viene ripresa e rielaborata svariate volte. Ne possediamo versioni tedesche e italiane (importante in questo caso è ad esempio la Tavola Ritonda) dove la storia di Tristano si mischia con le vicende della corte di re Artù.

In età moderna la storia divenne nota al grande pubblico soprattutto per l’opera del compositore tedesco Richard Wagner, che utilizzò questa leggenda per mettere in scena un suo profondo dramma interiore, un amore impossibile. Sempre in tempi moderni fu un grande studioso francese a proporre, basandosi sulle versioni medievali circolanti in Europa, una versione di Tristano e Isotta che integrasse, dopo uno studio comparativo, tutte le versioni per averne una definitiva. È questo rifacimento che, da quel momento in poi, conoscono la maggior parte dei lettori.
Ultimamente, oltre ad altri adattamenti, è stato tratto anche un film dalla storia di Tristano e Isotta. Come possiamo dedurre, quindi, moltissime sono, in realtà, le storie dei due amanti ma il nucleo dell’azione è uno, ed è di questo che parleremo nel prossimo paragrafo, facendo riferimento in particolare alla prima narrazione di cui si ha notizia: l’opera anglonormanna di Thomas

Il terribile filtro, che m'ha votato al tormento, io stesso l'ho distillato! Nell'affanno del padre, nel dolore della madre, nel riso e nel pianto, ho trovato i veleni del filtro!

Richard Wagner, Tristano e Isotta

2La trama

Come abbiamo anticipato la leggenda ha radici celtiche e si ambienta quindi fra la Cornovaglia, l’Irlanda e la Bretagna, regioni celtiche appunto. Tristano è orfano e viene cresciuto da suo zio Marco, re di Cornovaglia che, per questioni politiche, è tenuto a pagare un sostanzioso tributo all’Irlanda (accadeva spesso che un Paese dimostrasse la sua dipendenza da un altro pagando dei tributi in segno di sottomissione). Tristano, ormai divenuto adulto e un valoroso guerriero, decide di liberare la Cornovaglia da questo peso e sconfigge Moroldo, il gigante fratello del re d’Irlanda.

Illustrazione della leggenda di Tristano e Isotta
Illustrazione della leggenda di Tristano e Isotta — Fonte: getty-images

Tristano rimane però ferito nel duello e, moribondo lontano dalla corte mentre cerca di tornare in Cornovaglia, viene curato, creduto un uomo qualunque, dalla bellissima figlia del re irlandese, Isotta, che non sospetta nulla riguardo all’accaduto.
Quando torna in Cornovaglia, Tristano è guarito e porta con se un capello biondo di Isotta: quando re Marco lo vede, anche per porre fine alle pressioni dei sudditi che vogliono vedere il re sposato per avere assicurata la successione al trono, decide di sposare la donna a cui appartiene quel capello, appunto, Isotta. Tristano riparte allora per l’Irlanda, come messaggero, e Isotta acconsente a sposare re Marco per porre fine alla rivalità fra i due regni. Interviene un trucco magico a questo punto: Isotta consegna alla sua balia, Brangania, un filtro d’amore che bevuto dopo le nozze con re Marco li farà innamorare perdutamente l’uno dell’altra, garantendo così alla giovane un matrimonio felice e non solo d’interesse. Accade però un imprevisto: a bere il filtro è, per errore, Tristano. Lui e Isotta si innamorano follemente e la loro vita è rovinata perché il matrimonio non può certo essere annullato, e Tristano si trova nella terribile situazione di essere innamorato della sposa dello zio che tanto amorevolmente lo ha cresciuto, e verso cui è legato da un doppio vincolo: come parente e come suddito.

Nei mesi successivi Tristano e Isotta sono continuamente perseguitati da personaggi che frequentano la corte, soprattutto baroni e un nano – personaggio questo che nella letteratura medievale ricopre sempre una parte maligna. Alla fine i due innamorati verranno scoperti e Tristano decide di lasciare Isotta a re Marco e si reca in Bretagna con l’intento di stare lontano dalla corte e dalla sua amata, fuggendo il dolore della separazione.

Scorcio della Cornovaglia
Scorcio della Cornovaglia — Fonte: istock

In Bretagna Tristano conosce e sposa un’altra donna, che non ama e con la quale non avrà mai nessun tipo di rapporto: Isotta dalle Bianche Mani (il nome della sposa è identico a quello dell’amata abbandonata e la distinguiamo solo per il diverso epiteto “dalle bianche mani”). La nostalgia per Isotta è troppo grande in Tristano e il nostro eroe comincia allora una serie di viaggi verso la Cornovaglia. Si reca, travestito, alla corte di re Marco per rivedere Isotta, ma suo cognato, Caerdino, il fratello di Isotta dalle Bianche Mani, offeso dall’oltraggio che Tristano sta facendo a sua sorella lo segue. Caerdino, dopo aver visto Isotta, la donna amata da Tristano, comprende finalmente l’amore che il cognato prova per quest’altra donna e lo perdona

Isotta dalle Bianche Mani è a questo punto offesa sopra ogni limite. Approfitta allora di una disgrazia per vendicarsi: Tristano è stato ferito durante una spedizione ed è morente nel suo letto. Chiede che venga chiamata Isotta dalla Cornovaglia perché è convinto che solo la sua presenza, come era già successo, potrà guarirlo dal male. Per sapere se la nave, di ritorno dalla Cornovaglia, porta con sé anche Isotta chiede che vengano issate delle vele bianche o nere a seconda della presenza o meno della donna sulla nave. In questo modo saprà, appena le vele faranno capolino all’orizzonte, se Isotta ha deciso di raggiungerlo o di abbandonarlo. La moglie di Tristano decide di cambiare le carte in tavola e mente a Tristano: gli rivela infatti che la nave sta giungendo con le vele nere. Tristano decide allora di lasciarsi morire e quando arriva Isotta è troppo tardi: si uccide sul corpo di Tristano e i due, fatti tornare in Cornovaglia per volere di Isotta dalle Bianche mani che si è pentita profondamente di quanto ha causato, vengono sepolti vicini.

3I personaggi e il loro significato

Ovviamente i personaggi principali della vicenda sono Tristano, Isotta e re Marco. Possiamo considerarli, in base alle loro funzioni nel racconto, l’eroe della vicenda (Tristano) e l’eroina (Isotta) contro re Marco che funge da antagonista insieme agli uomini di corte che remano contro gli innamorati. Un secondo antagonista si presenta poi nella seconda parte della narrazione, ed è ovviamente la figura di Isotta dalle Bianche mani, la moglie di Tristano che finirà per portare i due amanti al loro tragico finale. Ci sono però delle dinamiche più profonde che agiscono fra questi personaggi e possiamo comprenderle alla luce del sistema feudale che caratterizza questa, come ogni altra opera nata nel Medioevo cortese. Le gerarchie erano sentite in modo molto forte: re Marco è il re, Tristano suo nipote e suo suddito. La fedeltà verso il suo superiore, verso re Marco, deve essere per Tristano una priorità assoluta, non sono concessi sgarri alla regola. Tristano è un traditore, Tristano sta sbagliando.  

Per ovviare a questo problema, e quindi non considerare Tristano il vero “cattivo”, si ricorre al filtro magico. Tristano e Isotta non sono traditori, sono vittime di un sortilegio e non posso fare nulla per contrastare il loro amore, scorretto sotto ogni punto di vista.
Isotta riveste in questo senso un ruolo di eroina avvinta dall’amore; bionda, accudisce il suo amato, si rimette al volere di Tristano quando decide di abbandonarla e resta con re Marco, suo marito e suo sovrano. Isotta è accompagnata dalla figura tradizionale della balia, Brangania, che si sacrifica e aiuta i due amanti nei loro incontri. La figura della balia è molto importante nella letteratura medievale ma anche in quella Rinascimentale, pensiamo che anche in Romeo e Giulietta, per fare l’esempio più noto, la balia è un’aiutante fondamentale nel corso della vicenda.