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Bere, andare a ballare e soprattutto mangiare

A Trieste e dintorni 4 pagine di consigli web davvero doc: bere, divertirsi di notte, mangiare alla grande spendendo poco

di Redazione Studenti 14 maggio 2007

DOVE BERE (E UBRIACARSI ALLA GRANDE)
Come ben sapranno gli studenti friulani, il Friuli – Venezia Giulia è la regione in Italia col più alto tasso di alcolizzati. Trieste è sicuramente poi una città che, forse per lontano retaggio della dominazione austriaca, ama fare il bagno nella birra: proliferano quindi pub all'inglese, birrerie alla tedesca, bar ad ogni angolo, che offrono oltre che oceani di alcol anche megapaninazzi.

Locali veramente molto belli e sempre stracolmi di gente, specialmente com'è ovvio verso il fine settimana. Iniziamo dal "Jazz Club - Round Midnight" e dal "Public House", due pub a taglio universitario tra i più belli a Trieste, e con una buona scelta etilica oltre che musicale. Ma due parti della città, in particolare, sono ricche di pubs e affini: la zona delle Rive e Barriera. Nella prima, partendo da piazza Unità, balza agli occhi soprattutto d'estate il "bar Unità" per la folla abnorme che richiama; di tradizione un po' attempata è invece il "san Quirino" in via Diaz, mentre nuovissimi e di stile anglo-irlandese il Bennigan's e il Tender più o meno attaccati l'uno con l'altro. Sempre in zona di città vecchia, è il "Together", sopra piazza Hortis.

In Barriera motlo frequentati sono il "Duke" e il "Bounty". Non propriamente in zona centrale, ma sicuramente particolare anche perché è uno dei pochi posti dove avete una scelta di alcune buonissime birre, cocktail, e cibarie (sempre a rotazione, dai fagioli alla messicana ai ravioli alla bolognese, ai cevapcici triestini), è "Knulp" in via Piccardi, aperto da poco e non molto incasinato.

Le birrerie alla tedesca (dove troverete bionde birre, opulenti donne bionde, e bionde sigarette) sono il Corsia Stadion (dove ci va pure il nostro amico Chiasso!), il Mastro Birrario dalle parti di Cavana e il Bavaria di via Commerciale, particolari perché si beve birra bavarese e il cibo locale (porcina, luganighe, jota e crauti).

OSMIZZE (LOCANDE DOVE SE BEVI VIN)
Dicesi osmizza: casolare in prossimità di zone campagnose nel quale è possibile gustare, in una cornice rustica e a tratti naif, del vino fatto in casa accompagnato a prodotti tipici della degustazione locale, quali salami nostrani, formaggi, e roba simile. Non solo però: perché di osmizze fac-simile ce sono a dozzine in particolare lungo le ripidissime salite che, peculiari in Trieste, fanno da ponte da Trieste al Carso. Ci sembra tutto sommato inutile fornirvi dei precisi nominativi di qualche osmizza, in quanto non si differenziano in maniera sostanziale fra loro per prodotti offerti, né per ambiente circostante (frasche, cespugli, e terriccio ci sono ovunque). Sottolineiamo con forza che il rapporto qualità-prezzo è comunque ottimo.

VITA NOTTURNA

Ahinoi, sono per adesso sospesi i tempi delle notti brave del "Jota Rock Club", che aveva stravolto le notti studentesche dell'anno scorso. Ma non si sa mai che ritorni.
Siete universitarie che non aspettano altro che mettersi in tiro il giovedì sera per andare a scatenarsi in discoteca? Bene, la scelta ahivoi a Trieste è abbastanza scarna. Potete scegliere tra il Machiavelli, il Mandracchio e le varie discoteche che ogni anno cambiano nome e stile.
Partiamo dal meno peggio, ovvero il Machiavelli, a detta di alcuni specialisti la migliore della Regione. Classica discoteca, dotata di privèe, e giardino (molto ospitale); il programma varia di serata in serata: il giovedi è gratis per gli universitari, e c'è musica tra il funky, il rap, l'acid jazz. Il venerdì potete sollazzarvi con serate a tema, revival; il sabato, oltre pagare 15 sacchi, al programma musicale del giovedì nel privèe, si unisce la musica più commerciale e di tendenza.

Il resto è dedicato a clientele differenti rispetto a quello che potrebbe definirsi "target universitario": ma tant'è ci sono e quindi li abbiamo nominati. Il Mandracchio nei fatti potrebbe ravvivare la gelatinosa inerzia che c'è a Trieste in termini di discoteche per ragazzi/e, ma, eccetto qualche serata (una fra le quali è dedicata anche alle matricole) organizzata a inizio stagione (ottobre-novembre), la sua attività per il resto dell'anno è troppo poco pubblicizzata all'interno delle varie facoltà.

Carissmo e dedicato quasi sempre a vecchi bacucchi è diventato il "Macaki", locale bellissimo di viale XX settembre, dalle alterne vicende di gestione (vedi anche la parentesi toghissima del Jota Rock Club).

DOVE MANGIARE (pizzerie, ristoranti cinesi, buffet)
In ogni caso, anche se è buona, mica mangerete solo in mensa, no? Se una sera desiderate una classica pizza e siete talmente pigri da non riuscire a staccarvi di casa, sappiate che molte sono le pizzerie che effettuano servizio a domicilio. Tra le migliori, e non solo come take-away, sicuramente spicca "il Brigantino", un ambiente a dire il vero non così giovane, a due passi tra l'altro dalla facoltà di Lettere e Filosofia, la cui clientela standard è però formata essenzialmente da coppiette. E ci vengono in mente anche la "Lanterna" – attaccata a largo Barriera - la "bella Napoli" in Viale XX Settembre e il "Sub" a Barcola.

Frequentati dagli studenti universitari perché piuttosto economici (c'è a chi non piaccciono dopo) sono i numerosi ristoranti cinesi; ne citiamo fra questi il ristorante cinese presso il teatro romano, il più tranquillo ed appartato, il Cina-Cina presso il viale XX settembre, e il ristorante di piazza Goldoni. Nuovo, molto cool, ma anche molto dispendioso, è il ristorante indiano sempre nella zona del Cina-Cina in viale XX settembre.

Per mangiare un panino o un piatto veloce e bere un "calicetto" di bianco ben scelto o una buona birra (di solito sono aperti solo fino alle 20) sono i buffet tradizionali con specialità gastronomiche locali "Giovanni" presso piazza san Giovanni, il famosissimo ma costoso "Pepi s'ciavo" vicino a piazza della Borsa, e il buonissimo buffet di via Carducci "L'approdo". Ancora da citare nello stesso campo sono "Marascutti" all'inizio di via Battisti, "Mase" in via Valdirivo, la "Forst" (dove fanno anche il trashissimo karaoke) fra piazza Oberdan e Scuola per Interpreti.

Menzione speciale per la mitica gostilina e pivovarna oltreconfine di Mahnic: oltre il confine sul Carso a mezz'ora di macchina o anche meno pagherete tra le 20 e le 30 mila lire per piatti giganteschi di carne buonissima e la birra altrettanto buona fatta in casa.

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3
Commenti

Michy giovedì, 6 maggio 2010

Rebechin all'Emiliana

Ciao,
non sono di Trieste e quando ho sentito la parola Rebechin non avevo la minima idea di che cosa fosse....Poi però mi sono rifatta perchè ho trovato un locale, il Via Emilia, dove si può fare un ottimo Rebechin all'emiliana...insomma un po' di tradizione della mia terra. Per chi vuole provare l'ottima cucina emiliana, fuori dall'Emilia, è l'ideale

n° 2
Daniela mercoledì, 20 giugno 2007

Aggiornamento

Peccato che le notizie siano molto vecchie!!!
La discoteca Machiavelli è stata sostituita dal Benningam: locale dove si mangia del buon polletto e patate ed a una certa ora la musica si alza e si balla sui tavoli.
Anche il Macaki è stato sostituito ma non molto apprezzato dai giovani si chiama Viale 37

n° 1
Paolo Maiolin venerdì, 31 luglio 2009

Re: Aggiornamento

> Peccato che le notizie siano molto vecchie!!!
> La discoteca Machiavelli è stata sostituita dal
> Benningam: locale dove si mangia del buon polletto
> e patate ed a una certa ora la musica si alza e si
> balla sui tavoli.
> Anche il Macaki è stato sostituito ma non molto
> apprezzato dai giovani si chiama Viale 37

veramente Viale 39, comunque siamo nel 2002 e le notizie sono estremamente antiche! Molti dei locali da voi citati non esistono più, si sono ammodernati, hanno cambiato gestione... propongo un aggiornamento della pagina dedicata a Trieste!

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