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TUTTI INSIEME SEPARATAMENTE



Da circa un anno le 39 classi dell'istituto comprensivo di Camposampiero in provincia di Padova vivono in una condizione di separazione forzata per mancanza di spazio. Le aule nel proprio edificio sono troppo poche rispetto alla necessità degli studenti in continuo aumento e così 4 classi sono state letteralmente "sloggiate" in una sede fuori città.
L'istituto comprensivo Newton di Camposampiero in provincia di Padova versa in una grave situazione di emergenza classi, la vecchia scuola non basta più e la situazione è destinata a peggiorare ancora. Si prevedono tempi duri per gli stu cha a turno dovranno andarsene in un edificio improvvisato fuori città. Lo scorso anno quattro classi sono state costrette ad abbandonare la sede centrale. Si sono spostate in un comprensorio distante diversi kilometri dalla sede centrale.
"L'edificio", ci tiene a dire il preside, "non è una succursale". "Ma non è neanche un luogo maledetto da Dio e dagli uomini", continua il dirigente d'istituto, "chi ci va ha tutti i servizi scolastici degli altri". Il preside ha messo a disposizione degli stu un autobus gratuito e i ragazzi potranno svolgere le attività di laboratorio ed attività fisica nelle stanze della sede centrale il lunedì. "Non esistono studenti di serie a e di serie b", afferma il preside, "addirittura se uno studente perde l'autobus o arriva tardi, lo accompagnamo noi con le macchine".
"Era l'unica soluzione possibile per l'aumento dei nostri iscritti", concordano gli studenti, "ma all'inizio la cosa non ci ha fatto piacere", racconta Veronica II C, una delle classi coinvolte nel trasloco. "Io avevo scelto questa scuola proprio perché vicina a casa mia", racconta Mariasilvia II C, "invece l'anno scorso sono stata mandata nella sede distaccata, così ho dovuto fare proprio quello che non volevo avvenisse: un anno da pendolare".Certo nella sede improvvisata fuori città non mancano i comfort.
Come per esempio l'assenza del preside oppure la disponibilità di una bidella personale che "E' come una mamma", racconta Massimiliano II C, "il fatto è però che ci troviamo in aperta campagna e ci sentiamo un po' isolati dalla civiltà e soprattutto dal nostro liceo". "Il problema", racconta Serena IV C, "è soprattutto di comunicazione, abbiamo avuto problemi a scambiarci le informazioni durante quest'anno e in occasione di una festa a scuola, 'quelli di là' hanno protestato perché non erano stati avvertiti". "Anche per l'autogestione ci sono stati problemi per la raccolta delle adesioni e loro hanno partecipato poco". Insomma i disagi sono parecchi. "E il prossimo anno le cose non potranno che peggiorare", dicono i ragazzi.
Da gennaio infatti le cose si complicheranno ancora di più, alla sede distaccata si aggiungeranno delle stanze messe a disposizione dalla parrocchia. "Inoltre saranno ricavate ulteriori aule da destinare a laboratori", afferma il sindaco, "nel magazzino comunale che si trova di fronte alla scuola". Insomma il problema delle classi a Camposampiero sta coinvolgendo tutta la comunità locale. Chiesa e Comune in prima linea. Emergenza classi. Cercasi aule disperatamente. Chi offre di più? Il prossimo anno lo "sfratto" riguarderà altre sezioni. "E' giusto che si attui una rotazione", commenta Alberto II A, e a chi tocca non s'ingrugni. "La rotazione è stato un modo per dividere il disagio tra tutti", spiega il preside. Della serie mal comune mezzo gaudio.

Giulia Serventi Longhi da TRIBU#12, GEN*005