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TRAVE-STITY CON STYLE



"L'importante è partecipare. L'importante è essere dentro qualcosa. C'è chi partecipa ai convegni di yoga, chi partecipa a convention musicali, chi parte in moto per un raduno di motociclismo. C'è chi partecipa al Summit Mondiale dei Cosplay. Il World Cosplay Summit è un meeting mondiale di cosplay che si tiene a Nagoya, in Giappone, da due anni a questa parte. Innanzitutto per chi non sappia cosa significa COSPLAY, la parola deriva da Costume + Play e diciamo che si può tradurre come "il mascherarsi". Ma da cosa? Beh, il cosplayer è come un fidanzato fedele. Fidanzato con il personaggio (o anche più) preferito dei fumetti, dei manga, delle serie tv o dei cartoni animati e, da vero amante appassionato, gli dedica anima e corpo, ago, filo e carta stagnola nella realizzazione del costume perfetto, uguale il più possibile all'originale. Una volta finito, il cosplayer indossa l'abito e si accinge ad interpretare il ruolo scelto: non è carnevale, è vera "trasfigurazione" in abito e spirito! "I cosplay sono dei grandi e io sto realizzando il costume di lady Yuna (Final Fantasy X). Penso ke sia bellissimo ricoprire i panni del tuo eroe anke solo x 1 giorno". Così sintetizza in chat la mission dei cosplay Orfne, una misteriosa dark lady del cyberspazio che vuol provare a far parte attivamente di questo mondo. Luoghi privilegiati del cosplayer, erano e sono ovviamente, le conventions d'animazione e le fiere sparse dal Giappone fino a noi. Come testimonia Xagor "Alla fiera del fumetto di Roma si entra gratis se hai un costume di un personaggio fantastico. Lì ho visto dai personaggi di Matrix ai classici eroi Marvel/DC, qualche disneyano, personaggi dei cartoni più vari, e spesso e volentieri persone che giocano di ruolo dal vivo, per cui hanno i più disparati costumi fantasy arricchiti di armature varie". Svanita l'onda dell'entusiasmo Xagor ritorna sulla Terra "Per tutti i giorni" è decisamente troppo azzardato. E si sa che gli otaku con la testa non ci stanno molto". Sì, gli otaku. Parola che in giapponese significa maniaco nel senso ossessivo del termine, quindi lontana da ciò che qui vi si vuole raccontare. Eppure sentendo parlare di travestimenti, costumi e via dicendo c'è chi storce la bocca. E' il caso di Superqueen, che nel suo blog http://superqueen.splinder.com si diletta di tendenze ma non sembra approvare questa: "Ne avevo già sentito parlare, ma questa pratica mi pare un po' morbosa. Non sono mai stata attratta da questo genere di cose". Con queste parole il fenomeno cosplayer sembra tingersi di noir, ma ci pensa Giorgia a chiarirci le idee, quando le chiediamo se per lei cosplay fa un po' rima con feticismo: "Direi assolutamente di no. Quello che spinge il cosplayer a realizzare il costume, le armi ecc. è senza dubbio un'affinità che egli sente con il personaggio in questione. Se poi tale personaggio condivide con il cosplayer anche delle caratteristiche fisiche (occhi, capelli, fattezze) ancora meglio. E' solo un gioco allora? "Si tratta sempre di un hobby caratterizzato ed incentrato sull'aspetto ludico". Giorgia è una famosissima cosplayer italiana, titolare dell'omonimo sito www.giorgiacosplay.com e sarà lei la rappresentante italiana per la categoria "singola" dal prossimo 31 luglio al 7 agosto al World Cosplay Summit (sul quale potrete avere più info qui: www.tvaichi. co.jp/cosplay2005/index.html). A conti fatti, avere l'hobby del cosplayer non è come collezionare francobolli, non è un passatempo tranquillo, ma richiede tempo e voglia di mettersi in gioco in prima persone. Siamo sicuri che poi, dopo tutta questa fatica non ci sia qualcuno che ti prende pure in giro? Ci risponde sempre Giorgia che di travestimenti ne ha organizzati tanti: "Più che critiche direi di aver destato curiosità. Magari i miei genitori all'inizio (parlo del 1997 quando eravamo davvero 4 gatti) non capivano perchè mi fosse presa questa fissa, poi però col tempo hanno accettato questo hobby come il naturale confluire di alcune passioni che mi porto dietro da sempre: l'amore per l'animazione giapponese, per il disegno, per il teatro: un modo diverso insomma per esprimere la propria creatività". E con gli amici come la mettiamo? Ti "sopportano"? "Da quando frequento il mondo del cosplay si è creata una nuova schiera di amicizie, molti degli amici di sempre invece, pur non condividendo quest'hobby, mi sostengono a loro modo, chi accompagnandomi nelle varie trasferte, chi aiutandomi nelle sessioni fotografiche o con i costumi". Buzzzeal, http://buzzzeal.giovani.it/, conosce bene Giorgia pur gravitando solo ogni tanto nell'ambiente: "Da aspirante cosplayer vorrei dire che si tratta di un modo per divertirsi e per essere "attori" per un giorno... visto che non si tratta solo di indossare un costume, ma anche di interpretare il personaggio che lo porta...". Buzzzel ci dà altre preziose info su luoghi ed eventi: "Oltre al Film Festival, ci sono molte altre occasioni per vedere i cosplayer all'opera...sicuramente fiere specifiche del fumetto e dell'animazione come Lucca Comics, Cartoomics a Milano, Torino Comix e Romix a Roma sono fra le mete preferite". Sì, ma cosa accade a queste fiere? "C'è sempre una gara fra i cosplayer, che oltre a girare per la fiera, salgono sul palco a presentare il proprio costume, magari con una scenetta inerente al personaggio, a volte magari in gruppo, rendendo il tutto molto più spettacolare". Anche per i cosplayer si può parlare di "vecchi tempi", tempi che sempre Giorgia ricorda: "Anni fa a "Lucca Comics" iniziavano, timide, apparizioni di ragazzi vestiti come gli eroi del momento - Dragonball e Sailormoon - di lì il passo stato breve ed è progredito di pari passo con il boom di manga e anime nel nostro Paese". Cos'è cambiato da quegli anni? "Sono migliorate le qualità tecniche dei costumi, in principio un po' scadenti, grazie anche al diffondersi di notizie e foto di cosplayers internazionali e alla voglia di perfezionare quello che da semplice hobby ha assunto i caratteri di una vera e propria passione". "Ai primi cosplayers storici via via nuove leve si stanno velocemente aggiungendo, lo dimostra il buon numero di siti monotematici o personali che negli ultimi tempi fanno capolino in rete e il fatto che inizi ad attirare l'interesse dei media è di ottimo auspicio". Questo è quanto si augura Giorgia e Prallino, http://prallino.giovani.it/, potrebbe essere il primo a darle grandi soddisfazioni: "Quando ero piccolo mi piaceva l'uomo ragno e anche adesso mi è rimasto qlsa perchè mi piace l'idea dell' eroe semplice che ha problemi comuni come tutti noi ma un cuore grande e protettivo al massimo".

A cura di Emanuela Cerri da TRIBU#16, MAG*005