ASSEMBLEA. ORE 9.00. 5 EURO
La questione delle assemblee d'istituto è una ferita aperta nella scuola.
I presidi non ne concedono abbastanza, non la riconoscono attività
formativa e spesso diventa una merce di scambio per ricatti e ripicche
tra dirigenti, professori e studenti. Quante volte ci siamo sentiti
dire: "Troppe vacanze, niente assemblee!". Il motivo del contendere
è solitamente se considerare le assemblee tali da dover essere recuperate
nei giorni di lezione oppure permettere che si svolgano durante il
normale orario scolastico. L'assemblea però, secondo quanto universalmentericonosciuto,
è un diritto degli studenti e quanto avvenuto in una scuola vicino
Bologna sa veramente di farsa. "50 centesimi a testa! Questa è la
cifra che dovremo versare da adesso in poi nel nostro Istituto Alberghiero,
in provincia di Bologna, per le assemblee di istituto. I soldi servono
per affittare un locale che ci consenta di riunirci", racconta Sabrina,
"la preside ha deciso di non finanziarcele più appellandosi alla mancanza
di fondi. Il bello è che il giorno prima di annunciarlo aveva sborsato
più di 1700 euro per un banchetto". "L'assemblea è un nostro diritto.
Visto che all'interno dell'istituto non è presente un'aula magna, dovrebbe
essere un dovere della preside fornirci i locali. Vi pare una cosa
giusta? A noi non sembra proprio!", denunciano i ragazzi. A rispondere
a Sabrina e agli altri stu dell'istituto ci pensano altri ragazzi: "Questa
è una cosa molto grave. Il diritto di riunirsi in assemblee d'istituto
non può gravare sugli studenti. Qui non si tratta di attività come
andare al cinema (che è un optional), ma di un diritto tutelato degli
studenti di riunirsi con i loro rappresentanti in assemblea. E se per
caso (ovviamente estremizziamo ma rende l'idea) tutti gli studenti non
potessero permettersi di pagare questi soldi? Niente assemblea? Dammi
retta, prima parla con il preside e cerca di farlo ragionare. Dopodichè
lettera all'(ex) Provveditorato e alla Provincia e all'assessore all'Istruzione
della tua città", consiglia dettagliatamente Izquierda, chiedendosi
alla fine: "Ma i vostri rappresentanti non stanno facendo niente?" Un'altra
ragazza suggerisce: "Chiedete al preside di risparmiare su cose inutili
e che fanno mettere soldi in tasca solo a lui e ad alcuni prof che gli
stanno attorno, vedi progetti, corsi di computer e di potenziamento
ecc ecc... lo spiazzerete!!" Fede racconta per solidarietà la sua personale
situazione: "Noi dobbiamo andare al cinema (pagando 5 euro e forse
anche in nero, perché non ho mai visto un biglietto), perché nel
nostro ridente paese non c'è nessun altro posto in grado di ospitarci
contemporaneamente". A scuola come al cinema? Di certo le storie di
Sabrina e Federica odorano di Hollywood...
A cura di Giulia Serventi Longhi da TRIBU#16, MAG*005