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Pronti per due ore sane di educazione fisica ci rechiamo nella palestra del nostro istituto: l'Itis "Meucci" di Cittadella. La solita, vecchia, fredda palestra dai muri grigi... ma, un momento, ad un certo punto vediamo qualcosa di colorato in mezzo alla parete... cartelloni pubblicitari!
Bellissimi, della "Powerade", del "Pittarello", una catena di negozi di calzature che ha un punto vendita anche qui a Cittadella e addirittura di una scuola privata che ci invita a fare corsi di inglese, francese e spagnolo a Londra, Parigi e Madrid. La prima cosa che ci viene in mente è che la squadra di pallavolo si sia dimenticata di togliere i cartelloni dopo una partita. Ma così non è. Due giorni dopo veniamo a sapere che nella palestra dell'istituto tecnico commerciale "Girardi", sempre a Cittadella, sono presenti gli stessi cartelloni. Un'epidemia!
Passata qualche ora scopriamo che in tutte le palestre delle scuole della provincia di Padova sono affissi questi stessi pannelli. Dopo poche indagini scopriamo il mandante: la Provincia. I cartelloni sono stati voluti per finanziare l'edilizia scolastica. Per ogni palestra in cui questi cartelloni sono appesi, la provincia riceve 11.000 € che verranno utilizzati per la costruzione di nuove aule e per mettere a norma le scuole che ci cadono in testa.
Ci viene subito in mente che: 1) I soldi per l'edilizia scolastica dovrebbero arrivare dallo Stato e non dalla Provincia, 2) che nessuno aveva chiesto il parere nostro o del Consiglio d'Istituto, 3) che non volevamo diventare strumenti per campagne pubblicitarie con fini di lucro. Scoppia il caos: "non hanno altro da fare?", "la scuola deve formare persone critiche o cavie pubblicitarie?", "togliamo queste schifezze" e via pallonate sui cartelloni incriminati. Perfino il Preside del "Meucci"è d'accordo con noi! Comincia la protesta.
Copriamo i pannelli pubblicitari con striscioni fatti da noi, colorati e che esprimono tutto il nostro sdegno. Organizziamo assemblee in tutte le scuole. Vogliamo che la Provincia, come ha affisso i cartelloni, venga anche a toglierli. Scriviamo alla Provincia e inviamo lettere ai giornali. Alla fine ci danno ragione. La provincia si scusa con tutta la popolazione scolastica per l'equivoco e dichiara che al più presto i pannelli verranno rimossi. Dai banchi si alzano grida di gioia: abbiamo vinto!

A cura di Elena e dell'Itis "Meucci" di Cittadella (Padova) da TRIBU#13, FEB*005