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NICOLE: "IO PERO' NON CI CREDO"



"Se ti muoiono parenti o figli, ti viene una voglia tremenda di credere che siano ancora in vita. Ma trovo impossibile che essi possano tornare sotto altre vesti". Nicole Kidman che nel film "Birth, io sono Sean" è perseguitata da un bambino che dice di essere la reincarnazione di suo marito scomparso 10 anni prima, non crede nella teoria della trasmigrazione delle anime.
Anna, la protagonista del film, interpretata dalla Kidman, nello svolgersi del film comincia a credere veramente che quel bambino sia la reincarnazione del marito tanto da dire ad un certo punto: "Sai che cosa facciamo? Scappiamo da qui, lontano da tutti, e fra 11 anni, quando tu avrai 21 anni, ci risposiamo". C'è chi ha visto nell'attrazione di Anna verso un minore qualcosa di scabroso. Ma la Kidman risponde: "Non sono attratta dal bambino, non mi innamoro di lui. Il mio personaggio crede in quello che il bambino le vuol far credere, che lui è la reincarnazione del marito. Il film non ha niente di scandaloso. Si cerca di capire che cos'è l'amore non tanto verso il bambino, quanto verso il marito morto".
Il tema è proprio la possibilità che i nostri cari possano riapparirci sotto altre vesti. Ma la Kidman "vera" non crede a questa teoria: "Anna ha bisogno che in quel momento della sua vita succeda quella cosa. Ha bisogno di credere che il marito sia lì davanti a lei per elaborare il lutto. La pellicola è sull'amore ad ogni costo", dice, "si tratta della storia di una persona che sceglie di credere ad una cosa assurda come la reincarnazione del suo amato".
Anna, disperata, è pronta a credere a qualcosa che l'attrice definisce dunque "incredibile": il ritorno in un altro corpo dell'amore della sua vita. "Il film, nel profondo, è su questo tema: sul desiderio fortissimo di credere a una cosa che io trovo impossibile, o almeno altamente improbabile", conclude.

da TRIBU#13, FEB*005