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MACHI IN FUGA: ARRIVA IL METROSEXUAL


Di uomini in giro ce ne sono tanti. Ci sono, anche se ragazze rassegnate ed arrabbiate dicono che non se ne trova più uno a modo, che non ci sono più i veri uomini e che i migliori sono occupati o gay, e così via di sfiga in sfiga spettegolando. Non si vuole cogliere la chiave del discorso, non si vuole capire che non ci sono più in giro gli uomini di una volta perché una volta è passata da un pezzo.
I nuovi uomini, checchè se ne dica, ci sono, si impongono e riscuotono successi. "Si tratta di una nuova razza di maschi eterosessuali generatasi a Manhattan a causa di eccessiva esposizione a moda, cucina esotica, musical e antiquariato". Così Carrie Bradshaw, anima del telefilm "Sex and the City", definisce una nascente tipologia maschile newyorkese di fine millennio.
Benvenuti nell'era del metrosexual
. Strano termine, coniato una decina d'anni fa dal giornalista americano Mark Simpson, ma diventato popolare solo oggi, quando è stato rilanciato per descrivere lo stile di Beckham. In realtà l'America Dialect Society l'ha addirittura eletta parola dell'anno. E su questa parola dell'anno, La7 ha da poco mandato in onda le prime puntate de "I Fantastici 5", cinque ragazzi gay, fantastici appunto. Ognuno esperto di qualche ambito del bel vivere, dalla moda alla cucina, passando per l'arredamento, il lifestyle e l'estetica. Una sorta di cinque grilli parlanti fashion, depilati e cool che aiutano, di volta in volta, un ragazzo che non sa dove mettere le mani in fatto di tendenza.

I Fab Five danno consigli perché gli etero conquistino le donne attraverso le armi che queste ultime hanno sempre utilizzato per conquistare loro. Che tipo di uomini si rivolgono ad un programma del genere? L'abbiamo chiesto a Paolo Dago, uno degli autori: "Mah, sono soprattutto le donne a contattarci: amiche, fidanzate e spesso anche mamme che richiedono il nostro servizio per i loro figli!". E il successo proprio tra le donne del programma confermerebbe la bontà della trovata. Alle donne, insomma, non dispiace un lui che le sappia portare nel locale giusto, che non sbagli il calzino e che profumi di Calvin Klein? Non si sentono un po' defraudate del loro ruolo? Risponde convinto Mattia, l'esperto di lifestyle dei Fantastici 5: "Ma no! La donna ha comunque una marcia in più. Può giocare sulla sensualità.. e non intendo nudità intendiamoci. Può giocare con i capelli, può passare dalla lolita al casual. Mentre l'uomo ha comunque poche scelte".
Abbiamo quindi capito che moda, televisione, spettacolo – e molte donne - hanno aperto le braccia con giubilo al metrosessuale. Ma che ne pensano invece i ragazzi, chi invece tutti i giorni va a scuola, a lavoro, in discoteca, e magari osserva questi nuovi 'figuri' che si aggirano per le loro città? "Troppo artificiosi... nulla vieta ad un uomo di avere stile, di curarsi, ma l'attenzione fino ai minimi particolari - farsi le sopracciglia tipo - crea un effetto secondo me pessimo. Un uomo finto, innaturale, non vero...", commenta 1psyduk (http://1psyduk.giovani.it) poi corregge il tiro: "Non finto come persona, come aspetto... del resto anche una ragazza troppo truccata, "eccessiva", mi dà la stessa sensazione". Una punta di risentimento si avverte nelle parole di 000maverick (http://000maverick.giovani.it): "Agli occhi di una ragazza solitamente appaiono chic, eleganti, raffinati, fashion. In fatto di pratica, sanno meno di zero. Diciamo che risultano affascinanti. Penso sia il termine più adatto".

Etero in lotta contro metrosessuali e gay quindi?
Non è possibile una serena convivenza? Stempera i toni ancora Dago, autore dei Fantastici 5: "Spesso gli etero hanno timore di cosa dirà il gruppo di loro e dei loro atteggiamenti, mentre un gay, che difficilmente ce l'ha avuto un gruppo nell'adolescenza, ha una propria personalità che vive al di fuori degli stereotipi". E ritornando al suo programma:"molti ci hanno fatto i complimenti, dalle mamme di alcuni ragazzi gay fino a ragazze che magari l'hanno guardato mentre il fidanzato guardava qualcos'altro... e ogni tanto andavano da lui per dirgli di comportarsi come quelli in tv!".

Comunque diciamolo che non è vero che tutti gli etero sono necessariamente trasandati e tutti i gay sono chic
. "Assolutamente! Inoltre noi che viviamo in Italia siamo messi molto meglio in fatto di stile dei ragazzi americani e inglesi. I gay però, fanno shopping e si cambiano d'abito per puro divertimento, non perché 'si deve fare'". Ci pensa il fantastico Mattia a suggerire invece uno scambio equo: "Gli etero potrebbero prendere un po' di sensibilità in più e un po' di coraggio nell'esprimersi mentre i gay... beh, un po' di concretezza, che a volte va a farsi friggere dietro tendenze e sensibilità!". Metrosexual, gay o etero, a seconda di come vi sentiate, ecco cosa consiglia Mattia a un ragazzo che va alle superiori, che ha pochi soldi a disposizione però vuole avere più stile: "Avere stile non è sinonimo dell'avere molti soldi. Nasce dal gusto che non ha un prezzo elevato...". Dopo averci rassicurato continua: "Ci si può benissimo vestire al mercato aggiungendo un solo dettaglio. No a copiare le copertine, dobbiamo essere noi la nostra copertina! Per le donne andrà benissimo una spilla appariscente, un paio di calze coloratissime...". E per l'uomo, cosa ci consigli? "Stile classico, niente baraccone. Per lui magari un bel braccialetto d'argento, ma che abbia davvero un bel design...". Il suo tono poi si fa perentorio: "Niente rosari al collo! Un po' di rispetto per la religione, la moda non deve essere irriverente". Non se la sente di consigliare qualche marca particolare: "Non dobbiamo sembrare un esercito di persone vestite uguali... alla fine i negozi sono sempre quelli... che noia! Invece perché non puntare ad esempio sulle mercerie??? Ma hai visto cosa sono le mercerie, cosa puoi trovarci dentro?", continua sull'onda dell'entusiasmo, "Poi il vintage, i mercati dell'usato, osare una maglietta anni '80 con una giacca anni '90... sei già perfetto così!". Alla fine abbiamo capito da cosa si riconosce se in un ragazzo è nascosto un potenziale metrosessuale, ce l'ha detto Mattia: "Io mi auguro che ce ne sia uno in ogni etero. La qualità della vita migliora comunque l'armonia con sé stessi è un lungo viaggio, quindi tesoro, inizia a fare il ckeck in!". Che chic!

A cura di Emanuela Cerri da TRIBU#13, FEB*005
LaManu scribacchia di tendenze e cose che le piacciono (ma non solo alei) su http://54studio54.giovani.it