Sciopero a oltranza. Sit-in davanti alla presidenza. Minacce di occupazioni.
All'istituto commerciale "De Felice" di Catania l'aria è
tesa. Gli stu riuniti in assemblea hanno deciso, compatti, di fermare
la didattica.
Vecchia, fredda e sporca, la loro scuola non è quello che si
dice un posto piacevole. Ma se per la fatiscenza della struttura e la
temperatura non proprio tropicale i giovani sono disposti a chiudere
un occhio, le cattive condizioni igieniche dell'istituto stanno dando
vita ad una protesta che ormai dura da giorni.
"Il problema più grave della nostra scuola sono i bagni",
raccontano gli stu, "sono assolutamente non utilizzabili. Rotti,
senza mattonelle alle pareti, con infiltrazioni di ogni genere".
"Vogliamo dei servizi igienici almeno decenti", i ragazzi
non transigono, "ormai andare al bagno è diventato un incubo.
Le ragazze si recano alla toilette solo in coppia, una fa da guardia
all'altra perché mancano le serrature alle porte". "Stiamo
tutto il tempo con la paura di essere spiate", raccontano le girl
dell'istituto.
Per i ragazzi la situazione è, se possibile, ancora peggiore.
Sì perché i bagni dei maschi sono quelli più distrutti
e pericolanti. "L'altro giorno un nostro compagno ha dovuto schivare
un pezzo di intonaco che stava pericolosamente andandogli a finire in
testa mentre era impegnato a fare le sue cose", raccontano i rappresentanti
d'istituto. "E' pazzesco", dice Rosario V G, "il nostro
compagno poteva rimanerci veramente su quel cesso. Non possiamo pensare
di stare a scuola avendo il timore di mettere piede nel bagno. Rivendichiamo
il diritto di fare pipì in santa pace".
Ora gli stu vanno al bagno come commando, muniti di caschi. E intanto
annunciano una protesta ad oltranza. "Fino a quando non verranno
dei tecnici a sistemare almeno i gabinetti, continueremo la nostra battaglia".
Una lotta con le istituzioni che, ci confidano, dura da tempo. "Sono
anni che protestiamo", racconta Rosario, "la nostra scuola
è tutta bucata. Nel piano terra mancano addirittura le finestre.
Chiunque potrebbe entrare di giorno e di notte". I ragazzi non
hanno neanche l'aula magna e le assemblee hanno luogo nelle classi che
di volta in volta si rendono disponibili.
Per non parlare della sporcizia, "Se non bastassero i problemi
strutturali, tutta la scuola, ma soprattutto i gabinetti, viene pulita
solo ogni tanto da una ditta esterna". E questo rende l'ambiente
ancora più umido e inospitale.
La presidenza minimizza il problema. "I bagni sono un po' vecchiotti
ma niente di più", dicono, "E' vero servirebbe una
ristrutturazione totale e avremmo anche i fondi, ma sono bloccati da
tre anni. Per ora speriamo solo che la protesta finisca presto".
I ragazzi invece di tornare in classe non hanno nessuna intenzione...
al grido di o bagno o muerte continuano a dare fastidio. E allora solidarietà
per il popolo dello sciacquone.
Giulia Serventi Longhi
da TRIBU#11, DIC*004