«Lavori socialmente utili che riguardino anche l'assistenza o la
protezione civile» e anche «fare qualcosa che riguardi il rapporto
con la scuola». Questa è la punizione definitiva inflitta
in questi giorni dal giudice ai ragazzi del Parini di Milano che
lo scorso anno avevano allagato la loro scuola per saltare un compito
in classe.
La scuola, che aveva dovuto far fronte a ben 220mila euro di danni
(prontamente rimborsati al Comune e Provincia dalle famiglie), li
aveva già perdonati, i giudici del Tribunale per i minori hanno sospeso
il procedimento e deciso la messa alla prova per un anno. Alla fine
del quale il giudice potrà eventualmente decidere il non luogo a procedere,
per l'estinzione del reato.
Anche dal punto di vista scolastico i ragazzi del Parini se la sono
cavata: il liceo a ottobre li aveva sospesi per qualche giorno, poi
li ha promossi. Con otto in condotta, un debito in tedesco per uno;
una lettera per richiamare qualche lacuna, per un'altra.
A convincere i giudici e i professori che li hanno promossi, ha influito
la condotta dei ragazzi. Prima del fattaccio il loro comportamento era
sempre stato perfetto (dichiarano i prof) e dopo di esso, oltre ad
un'aperta confessione e pentimento, tornati a scuola, hanno rigato dritto.
Intanto gli studenti del Morgagni, liceo della Capitale, non ci
stanno a vedere la loro scuola paragonata al liceo milanese. Nel maggio
di quest'anno era avvenuto un fatto simile a quello del Parini. Durante
la notte degli ignoti avevano causato l'allagamento dell'istituto: 120mila
euro di danni.
A differenza del Parini però qui non si è fatto avanti
nessuno, niente confessione, nessuna famiglia a risarcire il danno.
Gli studenti si sono però ribellati alla strumentalizzazione
mediatica perchè: "l'allagamento avviene ogni anno, ma solo
questa volta se ne parla!". Proprio in coincidenza di una grande
manifestazione contro il ministro Moratti. La "punizione"?
l'impegno, anche qui, a promuovere iniziative di qualificazione urbana
e simili.
A cura di Giulia Serventi Longhi