OKKUPAZIONI SI'... PERCHE'? A cura di Giulia Serventi Longhi 30 novembre 2004, di nuovo migliaia di studenti di tutta Italia scenderanno in piazza. Manifestando insieme ai lavoratori, ribadiranno le loro ragioni. L'intenzione questa volta pare proprio essere quella di dare una svolta al movimento e deviare verso forme di protesta più drastiche. "Nella sede della manifestazione decideremo se, come e quando okkupare le nostre scuole", assicurando i rappresentanti dell'Unione degli Studenti. Cerchiamo allora di capire quali sono le ragioni di chi ha deciso di prendere parte al movimento... La riforma Moratti non piace a nessuno, specie per quella divisione tra tipologie di scuole che sa tanto di ghettizzazione. "Con la riforma dei cicli scolastici si andrebbe a formare una situazione in cui da una parte ci sarebbero i licei, finalizzati all'istruzione universitaria e dall'altra le scuole professionali, indirizzate esclusivamente all'accesso al mondo del lavoro", dicono gli studenti, "Se da un lato a soli 14 anni chiunque si troverebbe nella difficile condizione di decidere se intraprendere o no in futuro la carriera universitaria, dall'altro gli stage in azienda offerti dalle scuole professionali diventerebbero soprattutto un'occasione per l'azienda stessa di avere manodopera a costo zero, rendendo ancora più bloccato il già precario mercato del lavoro", si legge nei volantini. Sul diritto allo studio si sono già spese tante parole, ma niente sembra essere cambiato. L'accesso al sapere di ogni regione e classe sociale d'Italia dovrebbe essere un valore primario, ma borse di studio, sostegno alle famiglie, finanziamenti statali sono, per gli studenti, ancora inesistenti. Di contro appare sempre più vicino lo spettro della privatizzazione della scuola pubblica. Contro la Moratti e per il Diritto allo Studio, sono le motivazioni più largamente invocate dai giovani manifestanti. Ma intorno a questi temi, tanto generali da apparire a tratti anche un po' nebulosi, ruotano una serie di questioni non meno importanti in quanto riguardano da vicino tutti coloro che vanno a scuola. Un esempio? L'edilizia scolastica. "Chiediamo 5 miliardi per mettere a posto i nostri edifici", invocano i ragazzi, "Berlusconi può trovarli benissimo reintroducendo ad esempio la tassa di successione". "La nostra scuola cade a pezzi", è la frase più ricorrente tra gli scolari di questi tempi. "Una nostra compagna, l'altro giorno è stata colpita da venti mattonelle cadute dal soffitto", raccontano le ragazze di un liceo romano, "e si è ferita un braccio". "In realtà i soldi per rinnovare le scuole ci sarebbero", dicono tutti, "Ma l'autonomia fa sì che ogni istituto li spenda come gli pare". Il loro preside, ad esempio ha deciso di investirli ritinteggiando la facciata della scuola. Ecco dunque un altro motivo che spinge i giovani ad affollare le piazze, l'autonomia scolastica. "Vogliamo finanziamenti per l'autonomia scolastica", afferma l'Uds. Il rischio dell'autonomia è infatti quello di permettere, solo alle scuola più ricche, di potersi occupare dei problemi edilizi e non, dei loro edifici. Altro tema caldo è la tanto invocata dagli studenti riforma degli organi collegiali. Gli studenti chiedono di essere meglio rappresentati all'interno delle loro scuole per poter gestire più da vicino la didattica e l'amministrazione del loro istituto. Nuovo punto poi è la richiesta dell'abbattimento dell'Iva sui consumi culturali. Già introdotta in Spagna, permetterebbe costi ridotti per libri e materiale scolastico. Le ragioni della protesta sono, come si vede, moltissime, resta agli studenti decidere se, come e quanto scendere in piazza e okkupare i propri istituti possa servire a risolverli... Tu cosa ne pensi? Partecipa al mega sondaggio di TRIBU |