"Giacimenti,
foreste e cascate: le parole colorate di Marcello Jori",
questo è il titolo della mostra che sarà
inaugurata mercoledì 3 dicembre alle ore 18:00
nel Foyer della Facoltà di Giurisprudenza
dell'Università di Trento in collaborazione con
l’Associazione culturale “Il Cenacolo”. La
mostra sarà aperta fino al 16 gennaio 2009 in via Rosmini 27,
da tempo luogo insolito ma privilegiato di incontro tra arte, cultura e
mondo accademico. La mostra personale dell’artista
di origini altoatesine, uno tra gli interpreti più intensi e
riconosciuti nel panorama dell’arte contemporanea a livello
nazionale, si pone come un'occasione per entrare in contatto con il gioco dei colori, le
geometrie scenografiche e la tridimensionalità irreale e
lontana, tipici dell'artista.
Dopo il successo della mostra dedicata all’arte australiana
aborigena che
si è chiusa nei giorni scorsi, la Facoltà di Giurisprudenza
prosegue dunque nel percorso avviato di incontro
e dialogo anche nell’ambito meno consueto dell’arte
contemporanea. L’esposizione
potrà essere visitabile dal lunedì al
venerdì, dalle 8:00 alle 19:30 e il sabato dalle 8:00 alle
12:30.
"La straordinaria capacità di dialogare con i
colori", dice di Marcello Jori il critico Chiara Radice,
"è certamente il leitmotiv della carriera di Marcello Jori,
che fin dal suo debutto sul panorama artistico ha palesato un rapporto
sentimentale molto profondo con la gamma cromatica e le sue infinite
declinazioni, ma non l’unico, poiché non
esiste opera dove l’artista non si sia cimentato
con il secondo grande tema d’indagine della
sua esplorazione artistica: il disegno. Un tratto
deciso, sicuro e distinto ha tracciato superfici nitide e pure,
inventando costruzioni fantasmagoriche e labirinti abitati
dalle fluorescenze vivaci e fulgenti, che caratterizzarono la sua
produzione artistica negli ultimi decenni del secolo scorso”.
"L’artista", come descrive invece Giovanna
Nicoletti, "gioca con particolari assemblaggi di sagome ora
sovrapposte, ora allineate, ora sfondanti. Restano quinte di
teatro, come palcoscenici e luoghi sacri dove si compie l'evento,
stimolato da architetture che nascono dal pensiero e occupano
lo spazio movimentandolo, spezzandolo e accendendolo con effetti di
ombre. La linea attraversa l'immagine, traccia la forma
squarciandola e oltrepassandola costruisce suggestioni che vivono
sospese nella memoria o nella straordinarietà dell'evento".