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Giacimenti, foreste e cascate: l'arte di Jori

Dal 3 dicembre 2008 al 16 gennaio 2009 la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Trento organizza la mostra d'arte contemporanea dedicata a Marcello Jori

di Redazione Studenti 2 dicembre 2008

cascata"Giacimenti, foreste e cascate: le parole colorate di Marcello Jori", questo è il titolo della mostra che sarà inaugurata mercoledì 3 dicembre alle ore 18:00 nel Foyer della Facoltà di  Giurisprudenza dell'Università di Trento in collaborazione con l’Associazione culturale “Il Cenacolo”. La mostra sarà aperta fino al 16 gennaio 2009 in via Rosmini 27, da tempo luogo insolito ma privilegiato di incontro tra arte, cultura e mondo accademico. La mostra personale dell’artista di origini altoatesine, uno tra gli interpreti più intensi e riconosciuti nel panorama dell’arte contemporanea a livello nazionale, si pone come un'occasione per entrare in contatto con il gioco dei colori, le geometrie scenografiche e la tridimensionalità irreale e lontana, tipici dell'artista.

Dopo il successo della mostra dedicata all’arte australiana aborigena che si è chiusa nei giorni scorsi, la Facoltà di Giurisprudenza prosegue dunque nel percorso avviato di incontro e dialogo anche nell’ambito meno consueto dell’arte contemporanea.  L’esposizione potrà essere visitabile dal lunedì al venerdì, dalle 8:00 alle 19:30 e il sabato dalle 8:00 alle 12:30.
"La straordinaria capacità di dialogare con i colori", dice di Marcello Jori il critico Chiara Radice, "è certamente il leitmotiv della carriera di Marcello Jori, che fin dal suo debutto sul panorama artistico ha palesato un rapporto sentimentale molto profondo con la gamma cromatica e le sue infinite declinazioni, ma non l’unico, poiché non esiste opera dove l’artista non si sia cimentato con il secondo grande tema d’indagine della sua esplorazione artistica: il disegno. Un tratto deciso, sicuro e distinto ha tracciato superfici nitide e pure, inventando costruzioni fantasmagoriche e labirinti abitati dalle fluorescenze vivaci e fulgenti, che caratterizzarono la sua produzione artistica negli ultimi decenni del secolo scorso”.
 
"L’artista", come descrive invece Giovanna Nicoletti, "gioca con particolari assemblaggi di sagome ora sovrapposte, ora allineate, ora sfondanti. Restano quinte di teatro, come palcoscenici e luoghi sacri dove si compie l'evento, stimolato da architetture che nascono dal pensiero e occupano lo spazio movimentandolo, spezzandolo e accendendolo con effetti di ombre. La linea attraversa l'immagine, traccia la forma squarciandola e oltrepassandola costruisce suggestioni che vivono
sospese nella memoria o nella straordinarietà dell'evento".

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