Il movimento sionista

Di Carlotta Ricci.

Il movimento sionista



IL MOVIMENTO SIONISTA - le origini -

è una creazione di Carlotta Ricci



Sul concetto di ebraismo e sull'interrogativo "chi è ebreo" vi è ampio dibattito, sia in Israele che tra gli ebrei della diaspora.
Il termine "ebreo" non implica, secondo una visione probabilmente maggioritaria, una connotazione nazionale, o etnica, ma piuttosto l'appartenenza a una comunità di cultura, o di religione.
Sul piano storico, la stessa discendenza degli ebrei della diaspora da una nazione-Stato esistita dopo l'anno 1000 a.C. in terra di Palestina e dispersa dopo la conquista romana è ampiamente contestata. Criteri razziali o linguistici sono privi di fondamento.

Una coesione reale, invece, e un legame spesso profondamente sentito con lo Stato ebraico derivano dalla tradizione e soprattutto dall'idea, tramandata e consolidata dalle persecuzioni subite nei secoli e dallo sterminio nazista, di una sopravvivenza continuamente esposta a minacce dal di fuori.
A questa situazione, il movimento sionista, fondato dall'avvocato e giornalista austriaco Theodor Herzl nel 1886, ha dato una risposta di tipo ideologico, che può essere accolta o respinta, ma che ha una propria attrattiva, col sostenere che il destino degli ebrei e la soluzione del problema ebraico consistano nel "ritorno" in Palestina e nella fondazione di un loro proprio Stato. In linea di fatto, la tesi di Herzl fu accolta all'inizio con una certa freddezza, anche tra gli ebrei d'Europa.
Ma il suo promotore continuò a sostenerla, creando un'organizzazione sionista mondiale con il programma di creare in Palestina un "focolare ebraico".
L'immigrazione segnò il passo negli ultimi anni del secolo, durante la dominazione ottomana, e assunse una certa consistenza soltanto negli anni successivi all'assunzione del mandato da parte della Gran Bretagna.
Ma, come risulta con evidenza dalle tabelle riportate di seguito, senza l'avvento di Hitler al potere e senza le vicende della seconda guerra mondiale, il sionismo sarebbe difficilmente riuscito a portare la presenza ebraica in Palestina oltre la soglia necessaria per accampare diritti sostanziali.


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