Traccia prima prova maturità 2017: tema sul fenomeno degli Youtuber

Di Vincenzo Lisciani Petrini.

Chi sono gli Youtuber? Come è cambiato il modo di comunicare? Tema svolto espositivo-argomentativo di attualità per la maturità 2017

Tema espositivo-argomentativo sul fenomeno degli Youtuber

Favij, uno dei più noti Youtuber italiani
Favij, uno dei più noti Youtuber italiani — Fonte: ansa

Il fenomeno degli Youtuber è esploso negli ultimi anni e non sembra arrestarsi. Ragazzi e ragazze che si sono affidati a Youtube sono oggi assimilabili a delle vere e proprie star. Ma come nascono Youtuber come Favij e Greta Menchi e come è cambiata negli ultimi anni il modo di comunicare? Non sarebbe strano se il Miur, quest'anno decidesse di inserire, tra le varie tracce della prima prova di maturità 2017, una traccia in cui si chiede ai maturandi di analizzare questo fenomeno. Qui di seguito trovate il tema espositivo-argomentativo svolto con tutti i passi - dalla riflessione iniziale alla stesura -  per affrontare questo argomento.

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Fase 0 – Riflessione iniziale

Il 14 febbraio del 2005 nasceva YouTube, la piattaforma web più famosa per la condivisione dei video (video sharing), nonché il sito che negli ultimi 10 anni secondo Alexa (azienda U.S.A. che si occupa di statistiche sul traffico di Internet), ha avuto il maggior sviluppo, classificandosi al secondo posto appena dopo Google, che lo ha acquisito nel 2006 per la cifra di 1,7 miliardi di dollari. Si è trattata di una delle innovazioni più importanti del web che ha sconvolto il modo di fruire i video (prima ovviamente solo dominio della TV) e soprattutto ha cambiato anche la giurisprudenza in fatto di Diritti d’autore. Ma il vero cambiamento è stato nel fatto di consegnare alle persone uno strumento di comunicazione ad altissimo impatto, con la possibilità di costruire prodotti video a diffusione potenzialmente virale: e, per il web, dove ci sono utenti e cliccate, ci sono di conseguenza soldi per le pubblicità. È così che è nato il fenomeno degli YouTuber, utenti di YouTube – magari anche artisti di calibro – che lavorano ogni giorno alla creazione di video da caricare su questa piattaforma, forti di un loro pubblico e di centinaia di migliaia (anche milioni) di cliccate che garantiscono loro, tramite la vendita della pubblicità, di avere un ritorno economico di tutto rispetto.
"Il cosiddetto «Tubo», nel 2006 entrato a far parte del perimetro di Google, è l'unica piattaforma social che può rappresentare una fonte di guadagno per gli utenti che caricano materiale originale. I soldi, ovviamente, arrivano dalle inserzioni pubblicitarie. E dove ci sono i soldi si sviluppano delle professionalità: essere considerato un utente «partner» da YouTube significa che pubblichi con costanza settimanale video con buone performance di traffico e hai un numero significativo di iscritti al tuo canale" Da un articolo di Francesco Prisco su ilsole24ore.

"L’idea di base è semplice - scrive Marco Consoli su L'Espresso - :chi carica video originali può stipulare un contratto per consentire di inserire spot pubblicitari e iniziare a guadagnare. Google trattiene il 45 per cento dei ricavi, mentre il 55 va all’autore della clip. È difficile stabilire con precisione i guadagni, che dipendono dal tipo di pubblicità (banner o video) e di posizione della stessa sulla pagina, dal Paese di appartenenza, dal prezzo di vendita per una campagna. Inoltre dato che il 75 per cento degli spot possono essere evitati, cliccando la scritta “salta” entro 5 secondi, e considerato che gli investitori pagano solo quando vengono visti per 30 secondi, è possibile stabilire soltanto una stima di guadagno lordo minimo e massimo, che va da uno a 15 dollari ogni mille visualizzazioni della pubblicità collegata al video originale. Per gli utenti con più audience il mercato è ghiotto: nel 2013 la raccolta globale di YouTube ha generato secondo eMarketer.com 5,6 miliardi di dollari, il 51 per cento in più rispetto al 2012. E gli YouTubers in grado di fare guadagni a sei cifre sono ormai migliaia". (Marco Consoli, su L’Espresso del 20 agosto 2014)

Diceva bene Andy Wharol che nel futuro ognuno sarebbe stato famoso per 15 minuti. Potremmo aggiungere «almeno per 15 minuti» Alcuni video amatoriali, magari per un particolare comico o caratteristico, hanno raggiunto milioni di visualizzazioni: è il caso di Drunken Jedy, in cui un ragazzo si lancia in una appassionata imitazione dei Jedy di Guerre stellari (ma in modo teneramente goffo, per la verità). Questo video è stato addirittura citato all’interno della serie animata I Griffin. Si può diventare celebrità davvero con poco.

"Dal 2005, YouTube è diventato de facto il trampolino di lancio per la prossima generazione di celebrità. Star che accumulano milioni di iscritti e hanno legami diretti con i fan. Dai comici ai gamers, alle beauty bloggers, gli YouTuber hanno generalmente costruito il proprio seguito al di fuori del controllo dei giganti dei media, anche se poi firmano mega contratti con queste stesse compagnie. E una base di fan così immensa rende potenti e indipendenti". (Nathan Mac Alone).
Qui puoi vedere un elenco di alcuni famosi YouTuber nel mondo.

Gli YouTuber lavorano su questo tipo di comunicazione e sono sulla linea d’onda della comunicazione di tipo virale. Scopriamo chi sono e quali sono le caratteristiche del loro lavoro.

Fase 1 – Lettura dei documenti forniti o ricerca su internet

Nativi digitali
Nativi digitali — Fonte: istock

Dunque, chi sono gli Youtuber? La definizione è semplice: gli utenti di YouTube cha hanno intenzione di professionalizzarsi e creare prodotti video a diffusione virale per avere un tornaconto economico, se non, talvolta, anche un riconoscimento artistico magari postando clip musicali e cortometraggi.

Scrive Francesco Prisco: "Se appartenete alla generazione dei nativi digitali la domanda è superflua: probabile che ne conosciate qualcuno, se non lo siete (o lo vorreste essere) direttamente voi stessi. Se avete 30 e più anni e magari il termine vi suona esoterico, sappiate che stiamo parlando dei produttori di contenuti creativi originali per la piattaforma di YouTube che, dal 2005 a oggi, ha a dir poco rivoluzionato la fruizione dei video sul web con un miliardo di persone che tutti i giorni si collegano e oltre 100 ore di filmati caricati a minuto da ogni angolo del pianeta. Qui da noi si contano 21 milioni di utenti, non più solo giovanissimi (il 39% degli italiani che lo frequentano ha tra i 18 e i 34 anni).

Il fenomeno si è oggi consolidato e diventare YouTuber sembra (apparentemente) alla portata di tutti, ma in verità c’è dietro un lavoro sempre più raffinato dal momento che le tecnologie dei videomaker si sono sviluppate sempre di più. Gli argomenti dei video possono essere i più svariati, ma domina certamente il gaming, seguito dalla moda, dalla comicità, dai make-up artist e dalle ricette culinarie. In Italia la situazione è molto variegata poiché si cerca un pubblico ancora più particolare e difficile. Inoltre c’è da considerare anche la barriera linguistica tra italiano e inglese, che circoscrive di fatto il mercato.

Il mercato italiano, tra barriera linguistica e digital divide, è molto più circoscritto. «Qui da noi – commenta Luciano Massa di Show Reel, tra i principali multi-channel network che nel Bel Paese gestiscono canali YouTube – ci sono migliaia di ragazzi che ci provano, ma quelli veramente professionalizzati che postano contenuti di qualità non saranno più di 30». Si parte per gioco, come in qualsiasi altra parte del mondo: cominci a pubblicare con una certa continuità, fai networking con altri youtuber, ti costruisci un seguito di pubblico e, «quando arrivi a 10mila visualizzazioni – spiega Massa – diventi interessante». È a quel punto che entrano in gioco network come Show Reel, ma anche Zodiak, Yam e Believe che ti intercettano, ti prendono in squadra, ti aiutano a migliorare i contenuti e a ottimizzare i guadagni. Per capirci: saranno loro a trattare con YouTube per conto tuo. La contropartita? «Ciascuno – risponde Massa – si regola a suo modo. Qualcuno prende una percentuale, noi di Show Reel no: ciò che arriva da YouTube è tutto dei ragazzi perché puntiamo a valorizzarli oltre il web, quando faranno radio, televisione o pubblicheranno un libro». (Francesco Prisco, ivi).

PewDiePie ai Social Star Awards 2013
PewDiePie ai Social Star Awards 2013 — Fonte: la-presse

A fare il colpaccio oltre il milione di visualizzazioni c’è stato Cane Secco che in questo video spiega bene come sopravvivere a 10 anni di YouTube, senza impazzire. Ma una delle più famose YouTuber è Marzia Bisognin, alias CutiePieMarzia (il nome del canale con 7.021.000 e rotti iscritti). Lei è: vicentina, vive all’estero e i suoi video sono in inglese, tranne questo in cui parla in italiano. Da sottolineare che il suo ragazzo è  PewDiePie, al secolo Felix Kjellberg, lo Youtuber con più iscritti al mondo (34.608.555), un guadagno da 4 milioni di dollari all’anno e consacrazione avvenuta sulla pagine del Wall Street Journal.
La classifica degli YouTuber italiani del 2016 è comunque la seguente:

  • 1) CutiePieMarzia
  • 2) Favij
  • 3) iPantellas
  • 4) ilvostrocaroDexter
  • 5) St3pNy
  • 6) TheShow
  • 7) Frank Matano
  • 8) CiccioGamer89
  • 9) Yotobi
  • 10) Anima
Favij
Favij — Fonte: getty-images

Sulle orme di Kjellberg, un argomento molto cliccato riguarda proprio i videogiochi e lo dimostra l’ascesa del giovanissimo Lorenzo Ostuni, nome d’arte FaviJ (n. 2 della classifica) che ha oltrepassato il milione di iscritti al suo canale, finendo tra i primi 40 TouTuber più influenti al mondo. Dice di sé: «Non mi sento famoso, ma solo uno che ha tanti amici», si schermisce Ostuni. «Ho cominciato per gioco nel 2011 a caricare video con i miei compagni di classe. Poi dal 2013 ho aperto un canale perché a molti piaceva il mio racconto dei videogame horror: la maggior parte dei miei fan ha dai 13 ai 17 anni e gli piace vedermi terrorizzato. I guadagni sono importanti, ma commisurati all’impegno: per realizzare un video impiego sei ore».

Maccio Capatonda: youtuber, attore, regista
Maccio Capatonda: youtuber, attore, regista — Fonte: ansa

Da notare il caso di Frank Matano che, partito da YouTuber, grazie ai suoi video demenziali e irriverenti diventa presto noto al grande pubblico, al punto da essere scritturato per la TV e per il Cinema. È un caso emblematico di quanto affermato prima, ossia di come YouTube sia un acceleratore di notorietà senza precedenti, al punto che anche i conflitti con i diritti d’autore di musiche e testi, si superano nel momento in cui il «Tubo» garantisce un ritorno in pubblicità praticamente senza spese. Simile al caso di Frank Matano c’è quello di Marcello Macchia, alias Maccio Capatonda che per certi versi è opposto. Infatti dopo la sua collaborazione con Mai dire martedì… e la Gialappa’s Band ha moltiplicato la sua notorietà proprio grazie a YouTube, in cui finivano gli spezzoni più esilaranti dei suoi trailer demenziali. Capatonda ha così creato un suo pubblico specifico, subito canalizzato sulla rete in modo tale che ha potuto giocare le sue carte su YouTube allontanandosi di conseguenza sempre più dalla TV. Il successo è stato tale che Maccio Capatonda con Herbert Ballerina e il suo staff hanno realizzato un film. Oggi il canale Youtube di Capatonda conta quasi 219.000 iscritti.  

In definitiva YouTube è ingrado di offrire intrattenimento personalizzato, in ogni momento e questo fa sì che esso possa convogliare vere e proprie strategie di marketing (non diversamente da quanto accade su Facebbook) sempre più raffinate ed efficaci (come quella del micro-moment). Ma il vero discorso che YouTube apre è la visibilità senza precedenti che esso ha ottenuto, al punto che ha indicato la strada alle webtv.
Gli Youtuber hanno colto queste potenzialità e sono riusciti di conseguenza ad accedere prima alla notorietà e poi alla monetizzazione della notorietà. Pare, di conseguenza, che il successo sia sempre a portata di mano, ma occorre bravura, talento e molto impegno per riuscire a sfondare nel web. È da poco uscito un libro, «Professione Youtubers», in cui due giornalisti Paolo Crespi e Mark Perna, svelano i segreti di questa professione:

Youtuber Meeting a Colonia, in Germania
Youtuber Meeting a Colonia, in Germania — Fonte: ansa

Per fare i primi passi, ci spiega Paolo Crespi, «Bisogna innazitutto trovare la propria strada: capire se ci sono nicchie scoperte, capire come ci si può porgere in modo originale senza tradire la propria personalità. Snaturarsi non serve: non funzionerebbe. Se non ci si diverte, non si riesce nemmeno a divertire gli altri. Quando si è deciso di che cosa parlare e come, allora si può pensare di farne un vero lavoro. (…)». (Da un’intervista di Valeria Vantaggi su Vanityfair)

Possiamo quindi dire qualunque cosa, purché rispondiamo alla nostra vocazione e siamo noi stessi. Il modo di comunicare è cambiato, la partita è aperta. Come tutti i social, tuttavia, anche youtube deve fare i conti con la censura in un’epoca in cui tutti possono dire tutto, chi controlla l’informazione? Spostare le opinioni, significa spostare i capitali. Eppure sembra ancora che dietro il fenomeno Youtuber ci sia qualcosa di prettamente ludico che ricorda una televisione fai-da-te oggi immediatamente realizzabile. Alla base di tutto c’è il gusto di creare, di comunicare e di condividere un proprio messaggio. Se non altro per essere famosi, consegnandosi alla rete, pronti a suscitare anche le più inaspettate reazioni.
Il concetto più importante da cogliere resta comunque proprio il rapporto con il pubblico, la personalizzazione del pubblico, per l’esattezza. Spostare uno youtuber dalla rete alla TV, alla Radio o al Cinema (a seconda delle specificità, s’intende) è un operazione che muove interessi di marketing molto precisi. Pensateci: è come se un rockband amatoriale diventi famosa e viene chiamata nei locali per aumentare le consumazioni. Bisogna chiedersi di volta in volta chi sia il padrone di questo “locale” e quale sia il suo scopo. Alla rockband dell’esempio, poco importa: contano i soldi a fine serata. Per gli Youtuber non è poi così diverso…

Fase 2 – La scaletta

Una struttura ci vuole. Usa le prime righe del tuo tema come introduzione, per poi esporre l’argomento ed approfondirlo criticamente, fino a tirare le tue conclusioni. Dunque:

  1. Introduzione. Delimita bene l’argomento di cui ti andrai a occupare. Evita che il tema immigrazione apra troppi discorsi collaterali, che non c’entrano.
  2. Esponi il tema
  3. Approfondisci il tema declinandolo secondo le varie problematiche che sei in grado di cogliere
  4. Prospettive nel quotidiano. Dopo averne parlato in generale, una seconda parte della tua riflessione deve riguardare la quotidianità, il modo in cui le persone vivono nella loro vita questo fenomeno
  5. Proposte d’intervento e conclusioni

Fase 3 – Stesura del testo

Veniamo ora alla stesura vera e propria del tuo tema argomentativo. Ecco le fasi da seguire:

Introduzione

A seconda del tuo gusto puoi scegliere di fare riferimento a un particolare avvenimento inerente al tema, oppure letteralmente “fondere” l’introduzione e la presentazione dell’argomento, utilizzando la definizione di questo sentimento come introduzione alla parte centrale del testo (terzo punto della scaletta).

Presentazione dell’argomento

Adesso devi riprendere in mano il foglio di brutta con il piccolo questionario. Usalo per mettere in luce la disinformazione che spesso ruota attorno al fenomeno, ma che tu, grazie a validi spunti critici, stai per superare. L’importante è far capire al lettore in che modo parlerai di questo fenomeno: sii chiaro sul taglio che vuoi dare.

Elaborazione dell’argomento

Beninteso, sei libero di esprimere tutte le idee che vuoi, ma devi sempre appoggiarti a spunti critici. Comincia a sviscerare la natura del sentimento che stai esaminando e come esso viene percepito e vissuto nell’attualità e nel passato. All’interno degli articoli che trovi nei commenti, puoi trovare tante strade per interpretare correttamente il fenomeno: ricordati di citarli.

Conclusioni

Sei adesso alle conclusioni. Rileggi bene il tuo testo. Ripensa bene agli Youtuber e al modo in cui stanno cambiando la comunicazione al giorno d’oggi. Quali sono le tue previsioni per il futuro? Cercare di trarre le conseguenze da quanto hai detto – sii consequenziale. L’argomento è molto giovane, non ha ancora alle spalle una solida riflessione a livello generale (come magari la pena di morte o altro), ma puoi collegarlo alle innovazioni tecnologiche dei Media nella globalizzazione.

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