Tracce Maturità 2016: saggio breve socio-economico sul PIL

Maturità 2016: traccia del saggio breve socio-economico scelto dal Miur che ha come argomento il PIL

Tracce Maturità 2016: saggio breve socio-economico sul PIL

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TRACCE MATURITÀ 2016: IL SAGGIO BREVE SOCIO-ECONOMICO

Il Miur ha finalmente pubblicato le tracce ufficiali della prima prova di Maturità 2016. Tra le più difficili, stando alle prime reazioni degli studenti, c’è sicuramente quella del saggio breve di ambito socio-economico. Il ministero per questa tipologia ha infatti scelto una traccia sul PIL, con documenti tratti dall’Enciclopedia dei ragazzi e da un discorso di Robert Kennedy. Il titolo della traccia scelta dal Miur per il saggio breve socio-economico è più nello specifico: Crescita, sviluppo e progresso sociale. E’ il PIL misura di tutto?

Ecco la consegna per il saggio breve socio-economico della Maturità 2016:
Sviluppa l’argomento scelto o in forma di «saggio breve» o di «articolo di giornale», utilizzando, in tutto o in parte, e nei modi che ritieni opportuni, i documenti e i dati forniti.
Se scegli la forma del «saggio breve» argomenta la tua trattazione, anche con opportuni riferimenti alle tue conoscenze ed esperienze di studio.
Premetti al saggio un titolo coerente e, se vuoi, suddividilo in paragrafi. Se scegli la forma dell’«articolo di giornale», indica il titolo dell’articolo e il tipo di giornale sul quale pensi che l’articolo debba essere pubblicato.
Per entrambe le forme di scrittura non superare cinque colonne di metà di foglio protocollo.

Guarda la traccia svolta qui!

TRACCIA SAGGIO BREVE SOCIO-ECONOMICO 2016 SUL PIL: I DOCUMENTI

Quali sono stati, nello specifico, i documenti scelti dal Miur per la traccia del saggio breve socio-economico della prima prova di Maturità 2016? Qui di seguito trovi quello tratto dall’Enciclopedia dei ragazzi sulla definizione del PIL

Prodotto Interno Lordo - La produzione come ricchezza
Il prodotto interno lordo è il valore di tutto quello che produce un paese e rappresenta una grandezza molto importante per valutare lo stato di salute di un’economia, sebbene non comprenda alcuni elementi fondamentali per valutare il livello di benessere. […] Il PIL è una misura senz’altro grossolana del benessere economico di un paese. Tuttavia, anche molti dei fattori di benessere che non rientrano nel calcolo del PIL, quali la qualità dell’ambiente, la tutela della salute, la garanzia di accesso all’istruzione, dipendono in ultima analisi anche dalla ricchezza di un paese e quindi dal suo PIL.
Enciclopedia dei ragazzi -2006- Treccani on-line di Giulia Nunziante

MATURITÀ 2016: I DOCUMENTI PER IL SAGGIO BREVE SOCIO-ECONOMICO

Inoltre, il Miur ha scelto tra i documenti per il saggio breve di ambito socio-economico anche una trascrizione di un discorso tenuto da Robert Kennedy il 18 marzo del 1968. Lo trovi qui:

«Con troppa insistenza e troppo a lungo, sembra che abbiamo rinunciato alla eccellenza personale e ai valori della comunità, in favore del mero accumulo di beni terreni. Il nostro Pil ha superato 800 miliardi di dollari l’anno, ma quel PIL - se giudichiamo gli USA in base ad esso - comprende anche l’inquinamento dell’aria, la pubblicità per le sigarette e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine settimana. Il Pil mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende il fucile di Whitman e il coltello di Speck, ed i programmi televisivi che esaltano la violenza al fine di vendere giocattoli ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. Comprende le auto blindate della polizia per fronteggiare le rivolte urbane. Il Pil non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia, la solidità dei valori famigliari o l'intelligenza del nostro dibattere. Il Pil non misura né la nostra arguzia, né il nostro coraggio, né la nostra saggezza, né la nostra conoscenza, né la nostra compassione, né la devozione al nostro Paese. Misura tutto, in poche parole, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull'America ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani».
Dal discorso di Robert KENNEDY, ex-senatore statunitense, tenuto il 18 marzo del 1968;
riportato su “Il Sole 24 Ore” di Vito LOPS del 13 marzo 2013

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