
La II Edizione de
"Le Settimane della Politica", organizzata dalla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Torino è dedicata a un tema di grande, spesso drammatica, attualità,
un tema che riguarda l'esistenza di tutti noi, quale che sia la nostra collocazione sociale, la professione, le aspirazioni: la "crisi". Parola passepartout, che negli ultimi due anni abbiamo sentito pronunciare o abbiamo letto mille volte, un po' dappertutto.
Una parola che ci ha turbato, preoccupato, o addirittura spaventato. La Settimana della Politica 2010 intende affrontare ogni aspetto della crisi in atto, chiedendosi, innanzi tutto, se si tratti di una
situazione passeggera, o strutturale. Si tratta di dieci sessioni,
dal 22 al 27 febbraio, con un dibattito finale su come vincere la crisi, che si propongono l'obiettivo di analizzare con l'aiuto di esperti e studiosi gli aspetti palesi e nascosti di una situazione, per gli uni congiunturale, per altri epocale, e che coinvolge non solo l'economia, ma la politica, le istituzioni, l'informazione, i nostri stili di vita quotidiana, e, forse, lo spirito pubblico.
Si paragonerà la situazione italiana con quella di altri Paesi, per avere comunque
uno sguardo sovranazionale, per capire quanto di specifico vi sia in questa lunga crisi, e quanto invece ci accomuni ad altre realtà nazionali. Insomma, stiamo peggio o meglio degli "altri"? o, semplicemente, siamo come gli "altri"? Tra i partecipanti, come nella I Edizione di questa manifestazione che vuole aprire l'Università al mondo esterno, vi saranno
non soltanto accademici, ma esponenti della società civile. Partecipano alla II Edizione de Le Settimane della Politica, alcuni tra i maggiori
specialisti delle diverse discipline che nella politica trovano il loro baricentro. Accanto a loro, interverranno, come correlatori e discussants, molti docenti della Facoltà, dell'Ateneo e degli altri atenei, piemontesi e italiani. Né sono stati dimenticati gli studiosi in formazione, dottori di ricerca, dottorandi, "ricercatori precari", dai quali, non di rado, giungono alcune delle più vivaci istanze culturali e civili.
La struttura dell'evento è semplice, organizzata in
sessioni di mezza giornata, ciascuna dedicata a un tema, e lascia spazio a tutte queste componenti, accanto alle quali vi saranno, come accennato, quelle esterne al mondo accademico: insegnanti, sindacalisti, imprenditori, liberi professionisti, impiegati, e così via; senza tralasciare il pubblico in sala, al quale, come nella Prima edizione, sarà dato ampio spazio. Al dibattito finale, previsto per la mattinata di sabato, politici e amministratori offriranno le loro "ricette" per uscire dalla crisi.
L'ingresso è libero fino ad esaurimento posti.
Per informazioni, www.unito.it