L'università di Torino ha siglato un'intesa pionieristica nel suo genere. Grazie ad un protocollo di intesa con il Comune, il Garante per i diritti delle persone private della libertà, la Casa Circondariale "Lorusso e Cutugno" e l'Ufficio Pio della Compagnia di San Paolo si dà il via a un progetto sperimentale per offrire la possibilità di studiare e conseguire la laurea anche a chi si trova in carcere. L'origine dell'iniziativa non è di questi giorni, ma risale al 1998 quando l'Università, con una intesa con il Tribunale di Sorveglianza ed il Provveditorato Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria, diede vita al Polo Universitario per studenti detenuti, un'iniziativa innovativa in Italia e all'estero che si propone di consentire agli studenti detenuti di esercitare il diritto allo studio anche universitario fino alla laurea. Questi studenti, per proseguire gli studi e per un avere un effettivo reinserimento sociale, hanno bisogno di percorsi propedeutici all'ingresso o reingresso nel mondo del lavoro con tirocini formativi che consentano anche la frequenza delle lezioni universitarie.
Un effettivo reintegro nella società può, e probabilmente dovrebbe, partire proprio dall'interno delle carceri in cui i detenuti si trovano per scontare delle pene rieducative e, proprio in questo senso, l'azione dell'ateneo torinese sta indirizzando i suoi sforzi. L'obiettivo fondante di questa azione è pertanto quella di offrire un'opportunità di reinserimento sociale ai detenuti iscritti all'università che hanno i requisiti richiesti dalla legge per accedere alle misure alternative al carcere o per essere avviati al lavoro esterno frequentando tirocini nelle aziende.
L'accordo di questi giorni prevede quindi che la direzione della casa circondariale individui tra gli studenti detenuti iscritti all'università quelli che hanno i requisiti per richiedere misure alternative e segua le pratiche per ottenerle. Inoltre, la Divisione Lavoro del Comune deve individuare le situazioni aziendali nelle quali effettuare i tirocini e infine l'Ufficio Pio della Compagnia di San Paolo si occupi di avviare i tirocini, provvedere al pagamento degli incentivi economici e al monitoraggio dei percorsi effettuati nelle aziende. Inoltre, il protocollo prevede che l'Università realizzi un tutoraggio per gli esami all'interno del carcere e indichi un referente esterno per i partecipanti al progetto e che il Garante sostenga la realizzazione dei progetti facilitando l'integrazione con le risorse già presenti sul territorio della città. Verso la fine del periodo di sperimentazione sarà fatta una valutazione comune tra i partner per verificare i percorsi che sono stati realizzati.