TIPOLOGIA B 1: "SAGGIO BREVE" o "ARTICOLO DI GIORNALE"

Di Redazione Studenti.

1° prova maturità 2005: lo svolgimento della traccia della Tipologia B indirizzo artistico letterario

TIPOLOGIA B Redazione di un "SAGGIO BREVE" o di un "ARTICOLO DI GIORNALE"

1. AMBITO ARTISTICO - LETTERARIO

1 Saggio breve

Dal mondo classico ai giorni nostri: la fondazione di una civiltà della libertà

Una simile impostazione sfrutta i materiali proposti dal Ministero, in particolare quelli relativi al mondo classico, della letteratura latina e italiana delle origini. Potrebbe quindi partire da un capitolo intitolato

La fondazione dell'idea di libertà nell'epica latina e delle Origini

La continuità fra Omero e Dante suggerita qui è evidente, e merita di essere sottolineata: è, implicitamente, il suggerimento di una continuità fra il mondo classico e la nostra letteratura.
Nel lungo brano dell' Iliade è descritta una scena familiare, un colloquio fra Ettore e Andromaca, che mostra un legame fra la società e la famiglia, in cui l'aspirazione alla libertà è il fondamento irrinunciabile, al punto tale che la preoccupazione più grave di Ettore è la futura sorte di schiavitù che attende la moglie. Allo stesso modo, nel passo del Purgatorio di Dante il personaggio centrale è Catone Uticense, che viene fatto oggetto di una captatio benevolentiae da un altro illustre personaggio del mondo classico, Virgilio. Catone, come Ettore, ebbe il coraggio estremo, morendo per mano propria, di rinunciare al più caro affetto, quello della moglie Marzia, pur di essere coerente verso il suo anelito alla libertà. A questo fatto non manca di alludere poco più avanti lo stesso Virgilio. In entrambi i casi, dunque, viene suggerita l'idea che la libertà sia il bene fondamentale, irrinunciabile, su cui porre le fondamenta per una civiltà, a partire dallo stesso nucleo centrale, dall'unità stessa sociale, cioè la famiglia.

La libertà della nazione: la ricerca di un ideale comune per gli Italiani

Dopo aver mostrato quanto sia importante lo spazio della tradizione, che offre i modelli da cui partire, il secondo capitolo verte sul lungo, faticoso cammino degli Italiani verso la libertà dell'Italia. Attraverso pietre miliari della letteratura, ancora una volta: Machiavelli e Manzoni. Il Principe di Machiavelli è l'antenato di un saggio moderno, in cui ancora, come negli esempi epici che abbiamo visto, è un protagonista monolitico, un personaggio centrale forte, a rappresentare sinteticamente il concetto fondamentale. In particolare, però, Machiavelli comincia a porre l'accento su un'idea politica nuova rispetto alle origini, a Dante stesso: quella di libertà della nazione italiana. Ed è Manzoni che raccoglie quest'eredità, stavolta: un autore del periodo romantico italiano, periodo che coincide con quello risorgimentale. Manzoni non continua, né in quest'ode, né nel celebre coro dell'Atto III dell' Adelchi , con la tradizione di mettere in primo piano un personaggio-simbolo per rappresentare con tutta la forza di un'immagine la sua idea di libertà. Preferisce, al contrario, mettere in primo piano la storia delle folle, gli eventi creati dagli anonimi, la pluralità contrapposta alle singolarità. E' quanto continueranno a fare, raccogliendo a loro volta la sua eredità, gli scrittori del Novecento.

Il Novecento e la libertà: dall'Italia al mondo

Anche qui, accettando i suggerimenti offerti, si può parlare degli esempi letterari italiani, e non solo: in primo luogo uno scrittore «di passaggio» dall'Ottocento al Novecento, Verga, il cui ruolo è di importanza capitale anche perché sarà il caposaldo letterario del Neorealismo. Poi, appunto, gli autori del grande movimento «spontaneo» del Neorealismo, che attuano un aspetto nuovo che va messo in luce nell'ultima parte del saggio: l'idea di libertà non è più quella «nazionale» propria di Manzoni e del Risorgimento, ma è diventata più ampia, include il mondo. Nel nuovo, torna l'antico: l'idea di una «civiltà della libertà» che non sia soggetta a distinzioni e divisioni, ma che viva ovunque esiste il rispetto per questo valore, valido dalla famiglia al mondo politico, dagli affetti primari ai coinvolgimenti collettivi.
Così potrebbero essere citati autori che hanno fatto dell'indagine sui soprusi contro la libertà il centro della loro opera: Carlo Levi e Primo Levi, Elio Vittorini, che ha unito il realismo della guerriglia partigiana urbana alla nostalgia per una condizione umana simile a uno «stato di natura» di cui la libertà è una componente spontanea, appunto naturale. Dato che si tratta di Neorealismo, il parallelismo col cinema permetterebbe di passare dall'ambito strettamente italiano a quello europeo, per esempio con Germania anno zero e Paisà di Roberto Rossellini, in cui il rapporto fra Americani «liberatori» ed Europei «liberati» viene rivisitato dall'inedita angolatura dei giorni immediatamente seguenti la fine della guerra.
Non dovrebbe mancare da questo elenco il romanzo di una scrittrice, L'Agnese va a morire di Renata Viganò, in cui ancora una volta si incontra il connubio valori familiari/libertà, nella tragica vicenda della donna partigiana che da una condizione normalmente «femminile» passa a una scelta di totale libertà, anche intesa come libertà di sacrificare la propria stessa vita. Agnese, di nuovo personaggio-simbolo, potrebbe degnamente chiudere un saggio dalla struttura circolare.

2 Articolo di giornale

L'arte della libertà

Un articolo potrebbe più facilmente includere le suggestioni sia della letteratura sia dell'arte, scarsamente presente nel materiale proposto dal Ministero. E potrebbe essere la recensione di una mostra di grafica, in cui il tema della libertà è affrontato attraverso le illustrazioni delle copertine dei più famosi romanzi del Neorealismo.
Si potrebbero così confrontare, per esempio, le copertine delle prime edizioni di Se questo è un uomo e La tregua di Primo Levi con quelle di Fontamara di Ignazio Silone, in modo da mettere in rilievo due diverse modalità di indagine dell'idea di libertà. Entrambe però basate sul medesimo imprescindibile fondamento: che la libertà individuale è sacra e deve improntare di sé le regole sociali, bloccando ogni sopraffazione e violenza.
E' quanto metterebbero in rilievo anche le copertine di opere come Metello di Vasco Pratolini e Il meridionale di Vigevano di Lucio Mastronardi, in cui i problemi di una nazione libera si manifestano nei micro-attentati quotidiani alla libertà e alla dignità personale.

3 Intervista

Libertà, storia e immaginazione nell'epica di Ridley Scott

L'intervista a un regista molto noto, come Ridley Scott, che affronta grandi tematiche con piglio epico, da inglese che ha a disposizione i mezzi dei colossi cinematografici americani, permetterebbe di affrontare il tema della libertà in modo molto originale. E permetterebbe di indagare l'argomento sia dal punto di vista della tradizione, sia da quello della modernità e dell'attualità. Infatti in una tale intervista, pensata per esempio per un settimanale molto diffuso come «Panorama», o «Il Venerdì» di «Repubblica», o il «Magazine» del «Corriere della Sera», il regista, stimolato da opportune domande, metterebbe in evidenza le fonti letterarie della sua ispirazione, in particolare per film come Gladiator e Kingdom of Heaven . L'idea nasce dalla recente discussione a distanza fra Ernesto Galli della Loggia e Paolo Mereghetti apparsa il 21 e il 22 giugno 2005 sul «Corriere della Sera» sul diverso modo di affrontare la storia da parte del cinema americano e quello europeo. Ridley Scott è l'esempio del possibile incontro fra tradizione e modernità, cioè nel suo caso fra Europa e America. E, per quanto riguarda il tema della libertà, incontro fra tradizione del rispetto assoluto della «cosa pubblica» di epoca romana, vista nel momento della sua decadenza tardo-imperiale e idea moderna di libertà individuale. Il suo gladiatore è un personaggio-simbolo di questa idea, presente nel mondo classico in figure letterarie memorabili, come appunto i difensori di Troia e gli eroi della pietas familiare di Virgilio: fa riflettere sull'indispensabile presenza della libertà per garantire anche la serenità della famiglia, oltre che l'integrità della società.
Così il crociato Balian di Ibelin, protagonista di Kingdom of Heaven è il personaggio-simbolo del conflitto fra potere oppressivo e libertà di scelta individuale, quest'ultima fondata a sua volta su valori assoluti di integrità, onestà, rispetto del bene proprio e altrui. Nella vicenda personale di Balian si intreccia quella del difficile rapporto di popoli molto diversi ma non necessariamente nemici, che permette di riflettere anche sull'importanza della libertà di religione, fondamentale per una pacifica convivenza. Ancora una volta, l'esempio di un tentativo di fondazione di una civiltà della libertà, antica e attualissima, che potrebbe avere nel poema dantesco il suo corrispettivo letterario, laddove Dante, pur da difensore esclusivamente del messaggio cristiano, pone a fondamento della sua universalità proprio una pace nata nel rispetto della libertà, e garantita da un impero fondato sui valori di giustizia sociale e fratellanza.
Inevitabili poi gli spunti a parlare della realtà contemporanea, dibattuta fra tirannidi e democrazia, fra aspirazione alla libertà universale di culto e persecuzioni e guerre di religione, con tutti i confronti letterari possibili.