Test professioni sanitarie 2015, occhio alle irregolarità. Ecco come difendersi

Di Marta Ferrucci.

Test professioni sanitarie, attenzione alle irregolarità. Dall'Unione degli Universitari arriva la guida al test e una app dedicata

TEST PROFESSIONI SANITARIE 2015: DOMANDE E RISPOSTE LIVE

TEST PROFESSIONI SANITARIE 2015, COME DIFENDERSI DALLE IRREGOLARITA' - Anche quest'anno migliaia di studenti tenteranno i test di accesso per le facoltà a numero chiuso. Un percorso pieno di ostacoli a cui tenta di porre rimedio l'Unione degli Universitari che, a pochi giorni dall'inizio dei test, lancia una guida al test e una App Test sicuro 2015.

TEST NUMERO CHIUSO 2015 - Secondo l'UDU infatti, nonostante i proclami dello scorso anno da parte della Ministro Stefania Giannini, nulla è cambiato rispetto al sistema di selezione precedente che - secondo l'associazione studentesca - "rimane fortemente iniquo e inadeguato a valutare se lo studente sia idoneo o meno per accedere al corso di laurea specifico; sistema, ancora, assolutamente fallace, come dimostrato dalle vittorie ottenute dall’UDU con il Maxi Ricorso patrocinato dall’Avv. Bonetti lo scorso anno".

Test numero chiuso: allenati con i test online

TEST DI AMMISSIONE - Gianluca Scuccimarra Coordinatore dell’Unione degli Universitari ha dichiarato che “A partire dal 4 settembre, data in cui si sosterranno i test di Professioni Sanitarie, e durante tutti i test che si terranno nelle prossime settimane l'UDU starà davanti agli atenei italiani distribuendo le guide al test sicuro in sostegno e in difesa di tutti gli studenti che ogni anno rischiano di non poter realizzare il proprio futuro a causa di prove inique e fallaci, come da anni denunciano le battaglie e i ricorsi dell'associazione. Per segnalare irregolarità prima, durante e dopo i test è sufficiente scrivere all’indirizzo ricorsi@unionidegliuniversitari.it o tramite l’app “test d’ingresso sicuro 2015, scaricabile gratuitamente sul sistema android”.

Conclude ancora Gianluca Scuccimarra: “Crediamo sia fondamentale affrontare il superamento non solo del sistema dei test ma del numero chiuso in generale: il fatto che in Italia i corsi a numero programmato continuino a proliferare (quasi il 60% dei corsi universitari ormai è a numero programmato) è la prova che manca un vero piano d’investimento nell’istruzione che consenta la realizzazione di un’università aperta a tutti così come previsto dal dettato costituzionale. È ora che la politica si faccia carico dell’istruzione e non con spot periodici e misure ex temporanee, e che pensi a rimettere l’istruzione al centro delle priorità del Paese partendo da un’università aperta a tutti ed eliminando ogni barriera. Pensiamo a come investire, a come aprire i luoghi della formazione, le scuole e le università, a come renderle accessibili, solo così riusciremo a far ripartire il Paese.”