Irregolarità test numero chiuso, una legge per abolirlo

Di Tommaso Caldarelli.

Dopo le polemiche sulle presunte irregolarità e le richieste di annullamento dei test si torna a parlare di una legge per abolirli, presentata in Parlamento l'11 aprile

Test numero chiuso medicina 2014, una legge verrà presentata alla Camera dei Deputati nei prossimi giorni. Una legge che punta ad abolire ogni forma di numero chiuso, che sarà proposta da alcuni deputati del Partito Democratico: si tratta di una legge che rivedrebbe profondamente il sistema di accesso ai corsi ad accesso programmato, passando da un sistema basato sul test d'accesso ad uno basato su "la valutazione in itinere".

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COME CAMBIEREBBE - Parliamo sostanzialmente di una versione che somiglia molto al modello francese. La proposta di legge, già depositata e in attesa di essere discussa dalle commissioni della Camera, afferma che "le prove di accesso alle università hanno esclusivo carattere di orientamento alla scelta del corso di laurea" e che il ministero deve emanare un regolamento con il quale tuttti i corsi di laurea diventano "ad accesso selettivo": vengono inserite "quote minime di esami di profitto da superare, nel numero di quattro per biennio per lo stesso corso di laurea, con la previsione della decadenza dall’iscrizione dello studente inadempiente".

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UNA BOZZA - Se questa proposta fosse trasformata in legge bisognerebbe sostenere almeno due esami all'anno con successo nello stesso corso di laurea, pena la decadenza dall'iscrizione: e "allo studente inadempiente è preclusa in ogni caso la possibilità di iscriversi al medesimo corso di laurea presso altre università". Quindi, chi non rispetta questi requisiiti minimi sarebbe fuori per sempre da qualsiasi altro ateneo. I deputati del Partito Democratico presenteranno questo intervento legislativo in una conferenza stampa il prossimo 15 aprile: secondo UniNews24 il testo è sostanzialmente una bozza. "Dato lo scarso livello di dettaglio tecnico e l’assenza di previsioni di copertura dei costi", dice il sito internet, "la proposta ha tutta l’aria di voler essere uno strumento da cui far spartire una discussione più approfondita piuttosto che uno dei soliti pacchetti di legge “blindati” e pronti da votare così come sono".