Test Medicina: ora si può evitare?

Di Valeria Roscioni.

Studiare Medicina all’estero e poi rientrare in Italia senza fare il test d’ingresso è legale. Ecco come e perché

TEST MEDICINA: ORA SI PUO’ EVITARE? Il Test di Medicina non è stato abolito dal Ministro Giannini, ma l’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato, ha comunque sancito una via grazie a cui è possibile aggirarlo: iscriversi a Medicina in una facoltà europea, frequentare per un anno e chiedere di rientrare. Questo è quanto è stato stabilito dalla sentenza depositata il 28 gennaio del 2015 che, pur aprendo le porte agli studenti iscritto all’estero, sancisce anche regole ben precise .

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TEST MEDICINA ABOLITO SE TI ISCRIVI ALL’ESTERO. COSA DICE LA SENTENZA? Se, infatti, da una parte il Consiglio di Stato ha stabilito definitivamente che il test d’ingresso a Medicina non deve essere sostenuto da coloro che sono già iscritti all’estero alla medesima facoltà, in accordo a quanto stabilito dalla normativa europea sulla libertà di circolazione, dall’altra ha anche tracciato molto chiaramente i limiti entro cui questo deve accadere:
Primo: possono rientrare in Italia senza sostenere il test di Medicina dopo aver valutato “secondo parametri che ogni ateneo potrà predeterminare”:
- crediti formativi acquisiti presso l’università
- frequenze maturate
- esami sostenuti
- qualificazione dello studente

Tutto questo però potrebbe comunque non essere sufficiente dato che la sentenza dell’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato stabilisce che l’ammissione può avvenire senza che l’aspirante matricola in questione superi di nuovo il Test di Medicina “nel rispetto ineludibile del numero di posti disponibili per trasferimento, così come fissato dall’Università stessa per ogni accademico in sede di programmazione, in relazione a ciascun anno di corso”. Il che significa che il numero dei posti disponibili è una variante che potrebbe, di fatto, costituire un ostacolo insormontabile al trasferimento.

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TEST MEDICINA: RIENTRARE IN ITALIA DALL’ESTERO. I PROBLEMI. I 15 magistrati guidati dal presidente Giorgio Giovannini, hanno così chiarito una volta per tutte una questione che riguarda molti aspiranti medici, nata quando due studenti italiani iscritti al primo anno di medicina a Timisoara si erano visti rifiutare dall’Università di Messina la loro richiesta di iscrizione al secondo anno. I due avevano fatto quindi ricorso al Tar che gli aveva dato ragione. L’ateneo, però, a quel punto, aveva deciso di ricorrere in appello e la giustizia amministrativa siciliana aveva a sua volta rimandato il tutto al Consiglio di Stato che, finalmente, con la sua ultima sentenza ha chiuso il cerchio. Si tratta quindi di un passo in avanti molto significativo che potrebbe avere molte conseguenze.

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