Abolizione test Medicina: non ci sono le aule

Di Valeria Roscioni.

Numero chiuso Medicina: l’abolizione del test d’ingresso diventerà realtà? Le decisioni della Giannini sembrano slittare ma i Rettori lanciano l’allarme

ABOLIZIONE TEST MEDICINA: NUOVE REGOLE A SETTEMBRE? Che fine ha fatto la promessa di Stefania Giannini di stabilire nuove regole per la selezione del numero chiuso? L’abolizione del test d’Ingresso di Medicina diventerà realtà o rimarrà solo un sogno? Dopo la recente sentenza del Tar e le immatricolazioni in sovrannumero, tutti i riflettori sono puntati su Ministro che, però, tace. A questo punto, in mancanza di una smentita ufficiale, è lecito pensare che le nuove regole per il numero chiuso e l’eventuale introduzione di un sistema più simile a quello francese (con un primo anno ad accesso libero e uno sbarramento al secondo anno) arriveranno a settembre come ha riportato anche il Corriere.it

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TEST MEDICINA ABOLITO: MANCANO LE AULE. Proprio il Corriere ha poi deciso di riempire l’attesa domandando ai diretti interessati il loro parere sull’eventuale abolizione del test d’ingresso di Medicina in favore di un diverso metodo di selezione che apra le porte a tutte la matricole almeno per due semestri. I rettori, alcuni dei quali già in seria difficoltà per via delle immatricolazioni in sovrannumero sarebbero infatti i primi a dover fronteggiare il cambiamento annunciato dalla Giannini: “Dove si terrebbero le lezioni? E con quali professori? – si legge nell’articolo - In Francia esistono aule da 500 posti, ma da noi le strutture sono assolutamente inadeguate. L’aula più grande dell’Università Bicocca di Milano può contenere al massimo 150 studenti mentre quest’anno ai test se ne sono presentati 1.400”.

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ABOLIZIONE TEST MEDICINA: IL PARERE DEI RETTORI TRA NUMERO CHIUSO E VOTO DI MATURITA’. Le soluzioni prospettate sono diverse: c’è chi come Cristina Messa e Roberto Lagalla, Rettori, rispettivamente, alla Bicocca e all’Università di Palermo, è dell’idea che i test d’ingresso di Medicina vadano solo migliorati, e chi, invece, come Giuseppe Novelli (Tor Vergata) e Sergio Pecorelli (Brescia) propone l’introduzione di un primo anno comune a Medicina, Odontoiatria, Farmacia e Biotecnologie che preveda, a fine corsi, una prova di sbarramento. Tutti, inoltre, si sono detti favorevoli all’aggiunta di un fattore che faccia in modo che anche il percorso scolastico dei ragazzi venga preso in considerazione, un fattore diverso dal bonus Maturità, dato che l’Esame di Stato è spesso oggetto di polemiche quando si parla di valutazioni.

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Le proposte non mancano. La certezza che Medicina è e rimarrà un corso a numero chiuso neanche è evidente. A mancare è solo l’ultima parola, quella che spetta al Ministro Giannini.