Tessuto Epiteliale

Di Redazione Studenti.

Cos'è il tessuto epiteliale, come si diversifica, che tipo di struttura cellulare ha. Spiegazione per un ripasso

Pur essendo classificati in modo diverso, tutti i tessuti epiteliali hanno in comune il compito si rivestire ininterrottamente tutte le superfici esterne (ad es. l'epidermide) ed interne (ad es. l'epitelio del tubo digerente) del corpo.

In questo tipo di tessuto le cellule sono disposte in maniera compatta. La funzione svolta è quella di proteggere l'organismo da lesioni, abrasioni, usura e dall'invasione di organismi patogeni; regola inoltre la traspirazione e la temperatura corporea.
Altre funzioni sono la traspirazione, l'assunzione di sostanze nutritive, la protezione da radiazioni ultraviolette.
Una superficie dello strato epiteliale poggia sempre ad uno strato sottostante, detto membrana basale.
Questa membrana è costituita da un polisaccaride fibroso prodotto dalle stesse cellule epiteliali.

Gli epiteli si diversificano a seconda della disposizione cellulare in:

  • Monostratificati (o semplici): nel caso in cui le cellule sono disposte in un unico strato.
  • Pluristratificati (o composti): nel caso in cui le cellule sono disposte su più strati.
  • Pseudostratificati: nel caso i cui i nuclei sono disposti su due o più livelli, sembrando quindi stratificati, ma tutte le cellule sono unite alla membrana basale.

Gli epiteli si possono anche classificare a seconda della struttura cellulare:

  • Pavimentasi (o squamosi) : nel caso in cui la lunghezza e la larghezza cellulare prevalgono sullo spessore. Solitamente adibiscono ad una funzione protettiva. Es.
    1. Pav. Monostratificato: l’endotelio dei vasi capillari. Le cellule pavimentose monstratificate grazie alle loro caratteristiche permettono la diffusione dei gas e delle sostanze nutritive in modo veloce nonché la separazione dall’ambiente esterno del capillare.
    2. Pav. Pluristartificato: l’epitelio cheratizzato (cornificato, unghie e capelli). L’epitelio più esterno prende il nome di epidermide ed è formato da cellule morte. La cheratina essendo idrofobica, rende le cellule maggiormente resistenti agli agenti esterni; associata alle ghiandole riesce dunque a formare una “barriera” impenetrabile. Le cellule dello strato basale o germinativo producono per mitosi strati successivi di cellule che migrano verso la superficie per poi cornificarsi. La velocità con cui avviene la sostituzione delle cellule dipende dall’età dell’organismo.

  • Cubici (o a struttura tridimensionale): nel caso in cui le tre dimensioni siano ugualmente proporzionate. Solitamente adibiscono a funzioni di rivestimento e di attività chimica. Es.
    1. Cub. Pluristratificato: generalmente le mucose.

  • Cilindrici: nel caso in cui l’altezza è maggiore rispetto alle altre dimensioni. Generalmente sono monostratificati. Tale epitelio insieme alla funzione di rivestimento ha anche altre funzioni, quali quelle di assorbimento e di secrezione. Es.
    1. Cilnd. Ciliato:

Come è stato esemplificato, i vari tipi di epiteli adibiscono a funzioni diverse e proprio per questo motivo vengono classificati in:

  • Epiteli di rivestimento: che svolgono funzione protettiva, salvaguardando gli organismi dai danni provenienti dall'esterno.
  • L'epiteli ghiandolari (o secernenti): adibiti alla secrezione di particolari sostanze attraverso cellule epiteliali specializzate che prendono il nome di ghiandole.

Le ghiandole si distinguono essenzialmente in due tipi:
- G. Esocrine che riversano i loro prodotti all'esterno tramite condotti escretori.
- G. Endocrine che producono ormoni che vengono raccolti dal torrente circolatorio che le trasporta a varie parti del corpo.

Ghiandole Esocrine:

G. Mucipare: Sono formate da un'unica cellula epiteliale modificata e adibite alla produzione di muco, una sostanza acquosa densa, in cui sono sciolti dei polisaccaridi ( zuccheri complessi associati a molecole non glucidiche, generalmente AA). La funzione del muco è di tipo protettivo anche verso sostanze chimiche (es. ulcera gastrica).
G. Sudoripare: Hanno forma tubolare e hanno compito di secernere il sudore, sostanza acquosa costituita da acqua, sali minerali, molecole organiche e scorie del catabolismo. La loro funzione è di far perdere liquidi all’organismo in modo tale da mantener costante la temperatura corporea, smaltire le scorie e regolare i sali.
G. Sebacee: Hanno forma a sacchetto e si trovano nel derma (sotto l’epidermide) concentrate in modo scostante e sono associate (nei mammiferi) ai peli. Sono adibite alla secrezione del sebo, una miscela di acidi grassi organici, che riversano nell’epidermide cheratizzato.
La funzione del sebo è di rendere impermeabile la pelle per bloccare (grazie alla sua idrofobicità) un eccessiva perdita di liquidi e di agire da barriera chimica grazie al PH acido di tale sostanza, che quindi risulta poco ospitale ai batteri.
G. Mammarie: Si sono specializzate nella secrezione di un alimento: il latte, un sistema eterogeneo denominato emulsione, formato da acqua, sali minerali (sodio, potassio, calcio ma manca di ferro), vitamine liposolubili (A e D) immunoglobuline, proteine ( gli 8 AA essenziali) e zuccheri (galattosio e glucosio = lattosio)