Lo sfruttamento minorile, un problema da contrastare: tema svolto per la scuola

Di Barbara Leone.

Sono ancora troppi i bambini che nel mondo sono costretti a lavorare, mentre dovrebbero soltanto pensare alla scuola e al divertimento: cosa si può fare per risolvere questo annoso problema?

Gli Stati riconoscono il diritto di ogni bambino ad essere protetto contro lo sfruttamento economico e a non essere "costretto ad alcun lavoro che comporti rischi o sia suscettibile di porre a repentaglio la sua educazione o di nuocere alla sua salute o al suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale o sociale”. Così dice l’articolo 32 della convenzione ONU sui diritti dell’infanzia. Tuttavia nel mondo, 211 milioni di bambini e bambine lavorano. Hanno meno di 14 anni, dovrebbero andare a scuola, giocare, avere tempo per riposare, e invece lavorano: nei campi, nelle discariche, sulla strada, ovunque vi siano opportunità di guadagnare qualcosa per aiutare a sopravvivere sé e la propria famiglia.

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Alcuni riescono a trovare il tempo per frequentare la scuola, ma la maggior parte di essi non ha mai messo piede in un’aula scolastica, ed è probabile che non lo farà mai. A meno che qualcuno li aiuti. Le stime più recenti ci dicono che i bambini lavoratori vivono soprattutto in Asia, ma che è l’Africa il continente in cui, in proporzione, è più alta la probabilità che un bambino sia costretto ad un’occupazione precoce. Tuttavia, i baby-lavoratori sono numerosi nei paesi a medio reddito e non mancano neppure nei paesi industrializzati: trecentomila in Italia, paese che, per questo triste primato, si colloca nelle prime posizioni europee superato solo dal Portogallo e dall'Albania.

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Molti bambini sono mandati dalle proprie famiglie a lavorare in nero per guadagnare qualche soldo in più da portare a casa. A volte i soprusi, che subiscono i bambini sono intollerabili e spingono i piccoli lavoratori a ribellarsi. Il lavoro minorile è un fenomeno assai complesso, e non esistono soluzioni semplici. Liberare i bambini dal giogo del lavoro significa offrire loro alternative valide e realistiche. Il reinserimento scolastico è la soluzione ottimale, ma bisogna anche tenere conto dello stato di necessità che aveva spinto la famiglia, o il minore stesso, a compiere la scelta del lavoro precoce.

ATTUALITA' E LETTERATURA: Lo sfruttamento minorile in riferimento a Rosso Malpelo. CLICCA QUI >>

Non è pensabile che il lavoro minorile scompaia dal mondo oggi, e neppure domani. Segnali positivi sono però visibili. Il fenomeno del lavoro minorile, pressoché ignorato dalla comunità internazionale fino a metà anni Novanta, è oggi compreso e affrontato con strumenti mirati, e le strategie di contrasto fanno tesoro di esperienze sempre più numerose e significative. L’infanzia è l’età del gioco, del divertimento, della spensieratezza: lasciamo che ogni bambino viva e conosca la vera felicità che forse solo in questo periodo avrà!

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