Tema sul Natale

Tema sul Natale A cura di Vincenzo Lisciani Petrini.

Tema sul Natale per scuola media e superiore: ecco la guida che ti spiega come strutturare e svolgere un tema originale sulle vacanze di Natale

1Fase 0 – Brainstorming

Tema sul Natale: da dove iniziare
Tema sul Natale: da dove iniziare — Fonte: istock

Accidenti: un tema sul Natale! Il tuo professore è in crisi di tracce originali e si sente già in ferie? Scherzo, ovviamente, perché anche per un tema così consueto si può essere alternativi. Quindi possiamo riconsiderare la questione Natale sotto diversi punti di vista: sociale, religioso, folkloristico, economico. Prendi un bel foglio per la brutta copia e comincia a buttare giù idee, parole e immagini affini al tema del Natale (un po’ di storia non guasta davvero. Per iniziare dai un'occhiata qui). Scava nei tuoi ricordi. Perché no: ripensa all’ultima volta in cui ha vissuto questa festa pensando che davvero Babbo Natale esistesse. Se ci riesci, appuntati qualcosa in proposito. Chi era quel Babbo Natale? Uno zio, tuo padre? Io mi ricordo di un Natale in cui comparvero insieme due miei cugini grandi: Federico, vestito da Befana, e Sara, vestita da Babbo Natale. Fu in quel momento che le cose cominciarono a convincermi poco: ma fu divertente. Ecco, tira fuori ricordi del genere.    

2Fase 1 – Lettura dei documenti forni dal docente o ricerca su internet

Bisogna dire che spesso il professore non dà particolari documenti per svolgere un tema sul Natale, perché lo ritiene un tema quasi esclusivamente personale. Comunque, non è da escludere. Procediamo sempre con la nostra ricerca su internet e sui libri e cercare di avere il maggior numero di fonti a disposizione

  • Sociale: pensa ad esempio a come ci si scambia gli auguri sui social network. Puoi approfondire leggendo questo articolo.
  • Economico: a tal proposito, dai un'occhiata a due articoli: il primo è di Repubblica, il secondo di Italyjournal.
  • Folkloristico: alcune tra le più stravaganti tradizioni di Natale le trovi qui.
  • Religioso: un approfondimento sull'aspetto religioso puoi trovarlo qui.


Intanto partiamo dal fatto che la Natività è un tema artistico universale: c’è qualcosa di misterioso e grandissimo nella nascita di un infante e gli artisti più volte (agnostici o religiosi) hanno immortalato questo momento. Vuol dire che, al di là del credo, c’è qualcosa di irrinunciabile dietro e di fortemente simbolico: siamo certi di ricordarcelo ogni volta? Ci sono poi libri e film ambientati nel periodo natalizio: anzi, il film di Natale è un vero e proprio cult. C’è poi la musica di Natale: i cantautori che fanno le loro cover dei brani natalizi più famosi… un vero business. Tutta la famiglia riunita a tavola, si mettono da parte le discordie, si mangia insieme e in sottofondo c’è il film di Natale, pieno di buoni sentimenti. Partiamo, comunque, da un articolo di Massimo Gramellini, che ironizza sulla “febbre del Natale”.    

Foto di Massimo Gramellini
Foto di Massimo Gramellini — Fonte: ansa

Non esiste anima pura che non ami il rito del Natale e le sue radiose manifestazioni all’insegna della spontaneità. La bellezza delle vigilie trascorse in apnea, trascinandosi tra negozi intasati e commessi nervosi, con la lista dei regali ancora da fare a persone di cui non sai quasi nulla, e ci sarà un perché, ma ora non te lo chiedi e ti lasci sedurre dalla sensazione imperdibile di stare buttando dei soldi per un oggetto inutilmente costoso che verrà utilmente riciclato.
Il fascino dei pacchi-regalo che richiedono una coda supplementare a cui ti sottoporresti persino con docilità, se solo non avessi la macchina parcheggiata in terza fila con i lampeggianti, il pargolo urlante nel passeggino e il telefonino ululante nella tasca; sono gli amici d’infanzia che non hanno fatto in tempo a chiamarti durante l’anno e bramano dalla voglia di sentirti proprio adesso; hanno voci calme e sorridenti che ti ricordano come loro hanno già fatto tutti i regali, anche tutti i pacchi, e quindi possono concedersi il lusso di sprofondare sul divano vista Albero del salotto di casa per intrattenerti con argute riflessioni sulla situazione del Pd e quella non meno conflittuale del matrimonio di un ex compagno di scuola.

La meraviglia della cena della vigilia e del pranzo di Natale, dove puoi esaudire il desiderio a lungo strozzato di rivedere la cugina di tuo marito che ha parlato male di te sulla sua pagina Facebook e mediare le risse tra bambini condannati a passare insieme i prossimi ottanta natali della loro vita, ma soprattutto quelle tra gli adulti; i combattenti si sono allenati per mesi in vista della tenzone natalizia: mesi di incomprensioni e rancori saggiamente coltivati nel silenzio e nel pettegolezzo, in attesa di esplodere durante le ore della convivenza forzata intorno alla tavola imbandita, sotto lo sguardo liquido della nonna che non si accorge di nulla o forse sì e ne prova un sadico piacere.

Non una visione bellissima del Natale: quanto in fondo c’è di vero? A volte queste riunioni enormi tra parenti sono dei disastri, ma a volte è bello, davvero bello, potersi riunire e passare del tempo insieme. Passiamo adesso a racconti e poesie sul tema del Natale. C’è stato uno scrittore straordinario, Dino Buzzati che, nonostante fosse ateo, ha dedicato al Natale una grande attenzione: forse perché gli ricordava la poesia, il mistero, l’infanzia, il meraviglioso. Ti propongo uno stralcio di un suo articolo sul Natale davvero interessante:   

Foto di Dino Buzzati
Foto di Dino Buzzati — Fonte: ansa

(…) Quale che sia il motivo, guardateli uno per uno: la mano abituata a bastonare oggi accarezza, la bocca abituata ad imprecare oggi sorride, l’avaro è generoso, l’invidioso gode dei successi del collega, il vendicativo è pronto a perdonare. Sissignori, oggi uomini e donne trovano più soddisfazione nella gioia altrui che nella propria. E questo, salvo errore, si può dire un bel miracolo. Ma non è finita, non è ancora tutto. State attenti che il bello arriva adesso. Viene infatti istintivo di pensare: tanta bontà, tanto amor del prossimo è certamente una cosa splendida, ma chissà che fatica costa, che sacrifici, che travagli. Chissà che peso, per gli uomini, sostenere uno sforzo simile senza il minimo allenamento preventivo. Macché. Proprio il contrario. A vederli, non si sono mai trovati così bene. Che facce liete, che sguardi benevoli, che sorrisi luminosi, che parole soavi, piene di tolleranza e comprensione. Ciò che di solito è un castigo, cioè il sacrificarsi per il prossimo, diventa luce, soddisfazione, beatitudine. Felici sono, leggeri come piume. Questo è il prodigio di Natale, sul quale non si scriverà mai abbastanza, da tanto è bello e misterioso. Resta infatti aperto un grande enigma: se in questo giorno gli uomini ci trovano tanta gioia a essere buoni, se si sentono così in pace con se stessi, perché non ci danno dentro, perché non perseverano, perché non si abbandonano definitivamente dopo averne provate le delizie, alle tentazioni del bene? Invece smettono subito. Basta che dal calendario cada il foglietto del 25 dicembre e che compaia il 26, tutto riprende come prima: gli affanni, le facce dure, gli occhi cattivi, l’avidità, le parolacce, gli scatti d’ira, le maldicenze, gli egoismi, l’inquietudine. Come se il Natale fosse stato un sogno, o una colpa vergognosa da nascondere, o una fuggevole pazzia su cui sarebbe pericoloso insistere. Per ventiquattr’ore gli uomini trovano la massima gioia nel fare quello che è nei desideri di Dio; e subito dopo, inesplicabilmente, tornano alle loro squallide abitudini. Perché questo voltafaccia? Ecco un problema che non siamo mai riusciti a decifrare. Perché buoni un solo giorno e poi basta fino all’anno successivo? Eppure sembrano felici. Ben strana razza, gli uomini. Bravo chi li capisce. 

La bellezza del Natale
La bellezza del Natale — Fonte: istock

Eccolo qui, quel Gesù che di solito vedi adulto, trionfante in cielo o crocifisso malamente, adesso giace in una mangiatoia. È una scena di grande tenerezza e suggestione. Hai mai visto un bimbo appena nato? Ecco, cerca di visualizzare questa storia nel tuo presente: è sempre una gioia grandissima la nascita di un bambino e riempie il cuore di speranza. E c’è bisogno di speranza, almeno una volta all’anno. Dunque, il Natale può essere solo consumismo con quel Babbo Natale rosso-Coca Cola che grida “oh oh oh! Buon Natale!”, lo shopping al centro commerciale, i film alla Boldi-De Sica, le giocate a carte con gli amici, i panettoni e i pandori, i torroni e i dolci locali, ma anche le lunghe ai supermercati per il cenone; i regali da fare per forza, i biglietti, i cellulari che impazziscono di messaggi copia e incolla; la messa di mezzanotte che – anche se non ci credo – “va bene, almeno una volta all’anno andiamoci. Tanto poi si esce tutti insieme, si va a ballare”. Ma non è detto che sia solo questo. C’è altro, molto altro, e forse il significato del Natale si è andato a nascondere per non disturbarci troppo. Rileggi bene le parole di Dino Buzzati. Forse abbiamo trovato una traccia: originale o meno, poco importa. Scegli la tua stella e seguila: lì ci sarà il tuo tema sul Natale, con tutto il significato che vorrai dargli.  

3 Fase 2 – La scaletta

Disponiamo la nostra scaletta sfruttando tutti gli elementi finora emersi (comprese le tue riflessioni preliminari). Parti sempre con l’introdurre l’argomento per poi sviluppare il resto. Quindi: 

  1. Introduzione
  2. Presentazione dell’argomento
  3. Elaborazione dell’argomento
  4. Conclusioni

4Fase 3 – La stesura

4.1Introduzione

L'atmosfera del Natale
L'atmosfera del Natale — Fonte: istock

L’introduzione ti aiuta ad avvicinarti gradualmente all’argomento. Puoi scegliere perciò di partire da uno dei documenti (è un espediente molto usato), oppure da alcune immagini o situazioni connesse al tema che stai trattando per poi arrivare a delinearlo completamente nel punto successivo. Se riprendi in mano i tuoi appunti preliminari, puoi scegliere anche una delle tue risposte per cominciare a scrivere. 

4.2Presentazione dell’argomento

È il momento in cui occorre delineare il tuo campo di azione, presentando l’argomento nella sua complessità, segnalando al lettore quali saranno i punti che andrai a toccare. Inoltre, nel caso di un saggio breve o testo argomentativo, è il momento in cui è necessario presentare con chiarezza la tesi. Qual è la tua idea sul Natale? È positiva o negativa

4.3Elaborazione dell’argomento

Il messaggio del Natale
Il messaggio del Natale — Fonte: istock

Sono molti i punti da toccare: dal Natale religioso a quello consumistico, riti e rituali, eccetera. Abbiamo tanti articoli in proposito: può uscirne fuori un trattato! Quindi devi necessariamente ordinarli. Non avere fretta parti da quello che ti sembra più opportuno. L’argomento deve essere chiaramente elaborato in funzione della tua visione di questa festa. Ricordati di citare i documenti, di commentarli, di analizzare le statistiche. Non fare mai dei copia-incolla: non servono. Tocca a te scendere nel profondo della questione. Questo rende l’elaborazione del tema il momento più delicato, ma anche il più bello, del tuo lavoro. 

4.4Conclusioni

Una volta terminato il punto precedente, devi concludere. Se hai svolto un tema argomentativo è il momento in cui devi riconfermare la tua tesi (ossia l’idea di fondo che volevi dimostrare). Cerca, inoltre, di dare prospettiva a quanto hai scritto, facendo intendere che ci sarebbe ancora molto da dire. Certo, sarà facile fare i nostalgici per un tema sul Natale (o i moralisti). L’importante è che tu sia convinto di quello che scrivi e che il finale sia coerente con quanto hai scritto. 

5Le guide per svolgere i temi

Devi svolgere altri temi? Di seguito trovi le guide di Studenti.it con tutti i consigli per sviluppare un elaborato che stupisca i professori: