Tema sull'immigrazione

Tema sull'immigrazione A cura di Vincenzo Lisciani Petrini.

Come scrivere un tema argomentativo sull'immigrazione? Ecco tutti i consigli, dalla ricerca del materiale alla struttura, per parlare correttamente del fenomeno

1Fase 0 – Riflessione iniziale

Il fenomeno dell'immigrazione
Il fenomeno dell'immigrazione — Fonte: istock

L’immigrazione è un tema di attualità molto delicato che interessa il nostro paese, poiché si trova proprio sulla rotta dei flussi migratori dell’Africa e del Medioriente. Quotidianamente siamo in contatto con immigrati e questo fatto ci pone degli interrogativi. Lo straniero, specie se in condizioni disagiate, con la sua sola presenza mette in discussione la nostra identità: porta con sé un altro mondo, delle differenze che a volte facciamo fatica ad accettare. Una delle reazioni più consuete è la diffidenza, che può portare ad atteggiamenti razzisti. Dunque, affrontare un tema del genere richiede grande lucidità, animo sensibile e buona documentazione. Il questionario che vedi di seguito ti aiuterà a entrare in argomento.        

  1. Conosco le differenza tra immigrazione ed emigrazione?
  2. A quali fenomeni o eventi associo l’immigrazione?
  3. Chi è stato a parlarmene più volte e chi l’ultima volta?  
  4. Ne sapeva più di me?
  5. Ero d’accordo con quanto affermava, o in disaccordo?
  6. In quella discussione ho solo ascoltato oppure ho preso una posizione?
  7. Ho letto qualcosa in proposito? Se sì, da dove?
  8. Quali sono le conseguenze del fenomeno?
  9. La mia idea in proposito è ‘differente’ o si allinea al pensiero comune?
  10. Qual è la geografia di questo fenomeno? Quali paesi interessa maggiormente?

Appunta le risposte sul tuo foglio di brutta. Rileggile, sottolinea le parole che ti sembrano più importanti, quelle che rappresentano i concetti chiave del tuo discorso almeno per quel che sai adesso. Dopodiché occorre andare a documentarci.   

2Fase 1 – Lettura dei documenti forniti dal docente o ricerca su internet

Clandestini a bordo di una nave
Clandestini a bordo di una nave — Fonte: ansa

Il web è pieno di documenti e articoli sul tema immigrazione, ma c’è molta confusione a riguardo, voluta o meno. Puoi cominciare a cercare col motore di ricerca, ma dai uno sguardo prima alle statistiche, che possono essere molto interessanti. Vai su alcuni siti specifici. Ti propongo adesso uno stralcio di articolo da leggere e analizzare:

[la confusione sul problema, n.d.r.] … rende molto complicato provare a discutere in classe di immigrazione: le affermazioni che non si reggono su nessuna evidenza empirica o su nessuna coerenza logica la fanno da padrone. Eppure, forse, mi dicevo ieri dopo due ore di discussione sfiancante, non ci si può esimere (se non lo fa innanzitutto la scuola, chi lo fa?) dal condividere riflessioni e anche reazioni di pancia, provando a destrutturare le affermazioni che vanno per la maggiore. “Vanno aiutati sì ma a casa loro”. – “Vengono qui e rubano il lavoro agli italiani”. – “Sono troppi”. – “La maggior parte sono criminali”. – “Se vogliono venire qui in Italia lo facessero in modo legale”. – Eccetera. Il primo passo se si vuole provare ad avviare un dibattito su questi temi, anche a partire da questo genere di considerazioni, è darsi una regola preliminare e farla rispettare. Restare sul tema. È molto complicato imporre questa regola, e non far derapare subito la discussione in: “E i campi rom?”,“Sì, ma sa cosa vuol dire la crisi e quanta gente perde il lavoro?”, “La criminalità aumenta e nessuno fa niente”. È difficile perché il modello di discussione – che sia la televisione con i talk show in cui il conduttore non arbitra tra le posizioni, o i blog con i loro commenti che nessuno modera – è il modello di argomentazione che gli studenti hanno presente e che hanno fatto proprio: discutere vuol dire accumulare opinioni, discutere vuol dire difendere a tutti i costi la propria (impulsiva) posizione. Occorre innanzitutto chiarire che questi sono tutti temi interessanti, ma sono altri temi. E sovrapporli non aiuta a parlarne. (da un articolo di Christian Raimo, su internazionale.it, del 23/4/2015).       

È ovvio che negli ultimi anni ci si riferisce in particolar modo ai flussi migratori che hanno interessato il Mediterraneo, ma puoi anche fare dei paralleli storici. Anche gli italiani sono stati un tempo emigranti e quindi furono immigrati per altri paesi, in particolare America e Argentina. Il punto è che i popoli da sempre si sono spostati da una parte all’altra del mondo, in cerca di migliori condizioni di vita. Guerra e povertà sono le prime cause. Certo, vedere immigrati ai bordi delle strade, accampati alla stazione o nei giardini pubblici, genera, oltre che degrado, una certa ansia, perché sappiamo quanto la disperazione sia pericolosa, ma al tempo stesso ci chiede aiuto e, per darlo, dobbiamo pensare a delle soluzioni

Abbiamo anche paura che possano essere terroristi. Per ovviare ad ogni superficiale automatismo sull'arrivo di "terroristi" sui barconi, è bene sottolineare che il terrorismo si abbevera della radicalizzazione di individui nati e cresciuti nei Paesi da colpire, come dimostrano i recenti attentati parigini compiuti da terroristi francesi: la conoscenza della lingua, l'assenza di pregiudizio per l'origine territoriale e una reale integrazione col tessuto del Paese sono privilegi fondamentali affinché un terrorista diventi davvero letale. E poi: “Sono troppi”. No: l'Italia non è "invasa" dai migranti: i dati recenti dimostrano che il numero di immigrati sia in calo dal 2007, già prima dell'inizio della crisi economica e della "Primavera araba" che ha coinvolto soprattutto il Nord-Africa tra il 2010 e il 2011, spesso additato come origine del problema migratorio. 

L'Italia non è il porto d'approdo preferito dei migranti, a differenza di quanto si voglia far credere: il nostro Paese è solo lambito da una piccola parte del fenomeno, quella che riguarda i viaggi via mare, e non è quasi minimamente interessata all'immigrazione via terra, che riguarda di più il Nord Europa. L'Italia è uno dei passaggi più veloci verso le mete più ambite, come Germania e Svezia, che, da sole, accolgono più della metà delle richieste d'asilo del Continente. Ricorda: ci sono esempi storici di integrazione da considerare, come quella albanese. 25 anni fa i cittadini e i Media cadevano nel tranello di individuare nell’albanese il pericolo maggiore in ordine alla sicurezza individuale, alla salute pubblica e all'integrità della nazione.  

I viaggi via mare dei clandestini
I viaggi via mare dei clandestini — Fonte: ansa

Molti albanesi trovarono nel Mediterraneo una tomba in seguito a continui "viaggi della speranza", ma oggi nella narrazione quotidiana sono di fatto spariti i riferimenti a loro, che pure sono oltre mezzo milione di individui. Tra i vari motivi che hanno portato alla situazione attuale, il più importante riguarda forse il cambiamento nelle normative. Grazie agli accordi stipulati, i collegamenti tra Albania e Italia (per traghetto e per aereo) sono più agevoli: è stato tolto terreno sotto i piedi degli sfruttatori della tratta di migranti, garantendo l'opportunità di scelta ai singoli individui. Spesso, infatti, ci si dimentica che l'emigrazione è per larghissima parte dovuta alla mancanza di scelta. 

3Fase 2 – La scaletta

Una struttura ci vuole. Usa le prime righe del tuo tema come introduzione, per poi esporre l’argomento ed approfondirlo criticamente, fino a tirare le tue conclusioni. Dunque: 

  1. Introduzione.
  2. Esponi il tema immigrazione.
  3. Approfondisci il tema immigrazione declinandolo secondo le varie problematiche che sei in grado di cogliere.
  4. Prospettive nel quotidiano.
  5. Proposte d’intervento e conclusioni.

4Fase 3 – Stesura del testo

4.1Introduzione

Uno dei barconi quotidianamente in viaggio verso Lampedusa
Uno dei barconi quotidianamente in viaggio verso Lampedusa — Fonte: ansa

A seconda del tuo gusto puoi scegliere di fare riferimento a un particolare avvenimento inerente al tema, oppure letteralmente “fondere” l’introduzione e la presentazione dell’argomento, utilizzando la definizione del fenomeno “immigrazione” come introduzione alla parte centrale del testo (terzo punto della scaletta). Scegli bene anche lo stile da utilizzare: se procedi a frasi brevi, darai risalto all’aspetto più emozionale; con periodi più lunghi, invece, porrai l’attenzione sul ragionamento. 

4.2Presentazione dell’argomento

Adesso devi riprendere in mano il foglio di brutta con il piccolo questionario. Usalo per mettere in luce la disinformazione che spesso ruota attorno al fenomeno, ma che tu, grazie a validi spunti critici, stai per superare. L’importante è far capire al lettore in che modo parlerai dell’immigrazione. 

4.3Elaborazione dell’argomento

Alcuni immigrati salvati in mare dalla capitaneria
Alcuni immigrati salvati in mare dalla capitaneria — Fonte: ansa

Beninteso, sei libero di esprimere tutte le idee che vuoi, ma devi sempre appoggiarti a dati statistici e ad articoli: devi evitare il sì perché sì e il no perché no. Comincia a sviscerare le cause del fenomeno che stai esaminando. Abbiamo detto, in particolare, guerra e povertà. Ce ne sono altre? Prova a ipotizzarle. L’Europa come si sta comportando? All’interno degli articoli che trovi nei commenti, puoi trovare tante strade per interpretare correttamente il fenomeno: ricordati di citarli. In questa fase della stesura devi scendere nel concreto della problematica da entrambi i punti di vista: quello del paese che ospita e quello dell’emigrante. Entrambi cercano la sicurezza delle loro condizioni di vita, ricordalo: uno cerca di salvaguardarla, l’altro di riconquistarla. Una parte, sicuramente, dovrai dedicarla al ruolo che giocano i Media sul fenomeno e al modo in cui il problema viene percepito. Una volta che avrai inquadrato il fenomeno da tanti punti di vista, proponi delle soluzioni che abbiamo buon senso: che siano cioè attuabili. 

4.4Conclusioni

Sei adesso alle conclusioni. Rileggi bene il tuo testo. Quali soluzioni hai proposto per incidere positivamente su questo fenomeno? In gran parte le conclusioni e le soluzioni coincidono. Quindi poi chiudere indicando una strada da seguire sia per le Istituzioni, sia per i comuni cittadini. Proponi anche attività da svolgere in classe, magari, per poter scendere sempre più a fondo nella questione. 

5Le guide per svolgere i temi

Devi svolgere altri temi? Di seguito trovi le guide di Studenti.it con tutti i consigli per sviluppare un elaborato che stupisca i professori: