Tema sull'innamoramento e l'amore nell'adolescenza

Tema sull'innamoramento e l'amore nell'adolescenza A cura di Vincenzo Lisciani Petrini.

Tema sull'amore e l'innamoramento durante l'adolescenza: la guida con gli spunti e i consigli per sviluppare in modo originale una traccia su questa tematica

1Fase 0 – Brainstorming

Un bel tema personale, in cui dovrai per forza fare appello alle tue vicende personali; magari però – come consiglio preliminare – cerca di riflettere un attimo, prima di scrivere. Il rischio “polpettone” pesantissimo per un simile tema è molto alto. Invece, filtrando la nostra e l’altrui esperienza con la lezione di alcuni grandi scrittori e filosofi, possiamo creare un lavoro molto più interessante. Intanto: foglio di brutta copia e penna in mano! Scrivi tutto quello che ti viene in mente sull’amore e sull’innamoramento: immagini, musiche, sensazioni, panorami… pensa ai ricordi, ai racconti degli amici innamorati. Pensa, pensa. E scrivi. Rapidamente. Perfetto, adesso metti da parte il foglio perché lo riprenderemo dopo, nella fase di stesura. Adesso devi andare su spunti e articoli (ma anche poesie e canzoni, opere d’arte) che parlano di questo tema. 

2Fase 1 – Lettura dei documenti forniti dal docente o ricerca su internet

Ritratto di Guido Cavalcanti
Ritratto di Guido Cavalcanti — Fonte: ansa

L’innamoramento è uno dei momenti più strani della vita di una persona, su questo non ci sono dubbi, ed è un momento di grande incertezza, di desideri irrazionali e di sensazioni spesso inspiegabili; tutto ci evoca la persona amata, e improvvisamente sempre che tutte le canzoni d’amore parlino di te, anzi di “voi”. Non a caso è stata coniata l’espressione «sento le farfalle nello stomaco», che, sebbene non bellissima, rende l’idea dell’eccitazione provata. Partiamo intanto da un fatto: gran parte delle poesie che hai studiato o che studierai avranno per tema l’amore, e molto spesso l’amore tra due giovani. Partiamo dalla scena di un film: in Big Fish, film di Tim Burton, il protagonista ormai vecchio, ricorda quando incontrò la sua futura moglie innamorandosene subito: descrive come il tempo gli sembrasse fermo. Ed è la stessa immagine che troviamo in uno straordinario poeta d’amore, Guido Cavalcanti, nella poesia Chi è questa che ven, ch’ogn’o la mira. In questa poesia l’aria trema di luce al passare della donna amata e il tempo si incanta in un grande silenzio trepidante. Sono certo che quando vedi la persona per cui provi qualcosa di speciale, hai delle sensazioni veramente inspiegabili: ti sembra che il tempo effettivamente scorra in un modo diverso. Nella stessa poesia è presente un altro concetto: l’idealizzazione della figura amata. Spesso, infatti, ci si innamora di una figura che è più della persona in sé e questo spesso avviene quando ci troviamo in una condizione di lontananza; quando cioè questa persona non è con noi.  

Fantastichiamo, insomma, e questa persona comincia ad accompagnare la nostra solitudine e la nostra creatività. Naturalmente per i giovani il primo amore è un’esperienza decisiva che non si scorda mai, e non lo dico certo per dare fede a un proverbio. È un’assoluta novità e la si vive con grande entusiasmo e al tempo stesso con grande paura. Questo entusiasmo può diventare anche drammatico, se vissuto male: la storia di Romeo e Giulietta ne è un chiaro esempio, dopotutto. Sono tanti gli aspetti coinvolti, lungi dall’essere solo un aspetto ideale: ad esempio pensa al corpo, l’esteriorità, fattori sentiti come importantissimi. Per quanto ci si possa innamorare di chiunque, l’innamoramento spinge a cambiare il modo di vestire (con maggiore attenzione, come gli uccelli che mettono un piumaggio più bello), si cerca di mettersi in forma; insomma si cerca di attrarre l’altro. Perché siamo pronti a usare il nostro corpo come strumento di una comunicazione di un altro alfabeto: quello dell’amore erotico. La scoperta è intrigante e si ha voglia di provarlo, pieni di curiosità e di entusiasmo, ma anche con tante insicurezze che è bene affrontare con calma e sempre sorridendo.  

E poi c’è tutto l’universo interiore, la nostra identità in gioco. Subentra il timore di non piacere, di essere rifiutati: c’è una poesia di Cecco Angiolieri, a proposito, semplicemente stupenda. In questa poesia il poeta si lamenta del fatto che la sua amata non prova nulla per lui, neanche l’odio. Niente. Il senso di sconfitta che si può provare per il rifiuto subito è una sofferenza dolorosissima, che non passa subito e fa parte, invece, di un percorso più ampio che porta alla coscienza di sé, per poi essere in grado di donare davvero sé stessi. Ti ho citato dei poeti, ma anche le poetesse sono straordinarie su questo tema: ad esempio, Anna Achmatova, poetessa russa si esprime su un amore tradito con un furore commovente. Insomma, con i sentimenti non dobbiamo scherzare, anche se è difficile in amore essere corretti. Ad esempio, in questo tema puoi cercare di descrivere alcuni incontri speciali quelli per cui tiriamo fuori la parola destino, un po’ come nelle storie che spesso si raccontano. «Passavo di lì per caso e…» 

Altre correnti psicologiche chiamano proiezione la scelta dell’oggetto del desiderio. Secondo la psicologia junghiana, la proiezione nasce da una fonte archetipica che fa parte dell’intima essenza di ciascuna anima. Per gli junghiani, la mappa amorosa possiede tratti fortemente individualizzati, perché a provocare l’innamoramento e la sensazione che si tratti di una chiamata del destino è un complessa immagine che portiamo nel cuore. Quanto più l’immagine è ossessiva e irresistibile, più ci innamoriamo pazzamente, il che intensifica la convinzione che sia il destino a volerlo.
(James Hillman, da Il codice dell’anima).  

Orlando Furioso: frontespizio dell'edizione del 1533
Orlando Furioso: frontespizio dell'edizione del 1533 — Fonte: ansa

Che sia destino o meno, certi incontri avvengono e sta a ciascuno scegliere se aprire o meno il proprio cuore all’altro, se rispondere a questa particolare chiamata. Un amore non ricambiato capita quasi a tutti ed è un’esperienza molto difficile da vivere. Sembra quasi che ci sia un’ingiustizia dietro che non permette di trovare davvero la persona che si ama. Leggi cosa dice in proposito Ludovico Ariosto ne l’Orlando Furioso.

Ingiustissimo amor, perché sì raro | corrispondenti fai nostri desiri? ... da chi disia il mio amor tu mi richiami, | e chi m'ha in odio vuoi ch'adori ed ami.
(canto II, ottava I, versi 1-2 e 7-8) 

Tra gli adolescenti l’amore può essere un sentimento devastante, poiché – come dicevamo prima – c’è l’inesperienza che acuisce tutto. Quando si insegue qualcuno, poi, si rischia di non vivere più ma di sentirsi praticamente intrappolati: ed è frequente che capiti quando si è giovani o quando è molto che non ci si innamora. Alcuni autori italiani hanno descritto l’amore come una trappola vera e propria, in cui ci si invischia. Leggi ancora Ariosto, un vero maestro della filosofia amorosa; sono due ottave dell’Orlando furioso in cui si parla proprio della follia d’amore di Orlando per Angelica. E la follia è segno di uno squilibrio che può essere molto facilmente riscontrato in chi è innamorato “perso”. 

Chi mette il piè su l'amorosa pania, | cerchi ritrarlo, e non v'inveschi l'ale; | che non è in somma amor, se non insania, | a giudizio de' savi universale: | e se ben come Orlando ognun non smania, | suo furor mostra a qualch'altro segnale. | E quale è di pazzia segno più espresso | che, per altri voler, perder sé stesso? | Vari gli effetti son, ma la pazzia | è tutt'una però, che li fa uscire. | Gli è come una gran selva, ove la via | conviene a forza, a chi va, fallire: | chi su, chi giù, chi qua, chi là travia. | Per concludere in somma, io vi vo' dire: | a chi in amor s'invecchia, oltr'ogni pena, | si convengono i ceppi e la catena.
(canto XXIV, ottave I-II)  

Sembrano cose lontane, ma non lo sono, e lo sai bene. A quanti sarà capitato di soffrire di gelosia per una persona amata e non poter fare nulla per attrarla a sé, sentendola irrimediabilmente lontana, non per forza lontana fisicamente; basta che questa persona non ami, che si faccia attendere, che fugga ed ecco che chi attende comincia a soffrire di questa mancanza. Proprio come Orlando che insegue Angelica ma gira sempre in tondo, tornando sempre al punto di partenza finché non perde completamente il senno. Ti propongo un articolo di Elisabetta Abignente che ci propone una riflessione a partire dall’opera Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes

Foto di Roland Barthes, celebre intellettuale francese
Foto di Roland Barthes, celebre intellettuale francese — Fonte: ansa

L’innamorato che aspetta è immobile. Ne bouge pas! è il suo imperativo. Aspettare significa infatti rimanere in un luogo nell’attesa dell’arrivo, del ritorno o di un segnale da parte dell’altro. (…) La persona attesa si muove, è un être de fuite, l’inafferrabilità è la sua cifra caratteristica. Chi aspetta, al contrario, non può muoversi perché rischierebbe di mancare proprio il momento, a volte del tutto imprevisto, in cui la sua attesa sarebbe potuta giungere a compimento. L’attesa finisce dunque per assomigliare a «un’immobilizzazione ipnotica, un incantesimo», dove la parola enchantement dell’originale, andrebbe intesa nella doppia accezione di sortilegio che ha il potere di pietrificare chi ne è vittima ma anche di stato di ipnosi che coglie chi è incantato da qualcosa o qualcuno e durante il quale si è costretti a restare immobili senza conoscerne il motivo: sarebbe allora più indicato ricorrere, in questo senso, al termine italiano “incantamento” (…) Far attendere è una forma di potere che colui che è atteso esercita, più o meno consapevolmente, su chi attende. Aspettare, al contrario, è segno di dipendenza e di assoggettamento rispetto alle condizioni dettate dall’altro. Nella dinamica dell’attesa amorosa il potere è, infatti, nelle mani di chi fugge: è lui che detta i tempi, mentre chi aspetta ne è schiavo. Uno dei momenti più drammatici dell’attesa è quello in cui ci si accorge di non poter più fare a meno dell’altro. Alla nostalgia per la distanza o per l’assenza si aggiunge in questi casi la dolorosa sensazione, simile a una ferita, di aver perso la propria libertà: «L’attesa – scrive Barthes – comporta una ferita (una prova) supplementare in quanto manifesta al soggetto innamorato la sua dipendenza nei riguardi dell’oggetto amato». 

Il problema dell’amore è che bisogna incontrarsi, occorre che ci si stia cercando a vicenda. È raro, ma non impossibile, ed è da proprio da adolescenti che bisogna imparare la dimensione misteriosa di questo dono. La follia d’amore è una cosa davvero negativa, anche se ha il suo fascino dannunziano. L’amore può finire, anzi molto spesso finisce; cambia, si evolve, distrugge e si rinnova. Può accadere, infatti, che si cada nell’ossessione e si commettano autentiche follie. Quando c’è di mezzo la fragilità di una persona si può essere anche plagiati dal partner e commettere gesti inconsulti. Quando c’è di mezzo la fragilità e il sentirsi inermi davanti a qualcuno, c’è un pericolo, e bisogna fare qualcosa. Gli amici sono spesso i testimoni di tante sofferenze d’amore. A volte è come guardare una barca che si dibatte in una tempesta, mentre noi siamo a riva, al sicuro. Ma potevamo essere noi a soffrire per amore: ne siamo in qualche modo consolati, non perché godiamo della sofferenza altrui (ci mancherebbe), ma perché ringraziamo il Cielo che quella sofferenza non è nostra. E si tratta di una delle sofferenze peggiori da provare. 

3Fase 2 – La scaletta

Lo so: ormai la scaletta non si fa più… e poi tu sei capace di farne a meno. Eppure una scaletta serve sempre. Hai il tuo bel fogliaccio di brutta a fianco, dove hai preso appunti e gettato frasi e pensieri apparentemente a casaccio. Adesso devi utilizzarlo. Te ne suggerisco una:

  1. Introduzione.
  2. Esponi l’argomento “adolescenza”.
  3. Esplora i diversi aspetti dell’adolescenza (sopraelencati), nell’ordine che ritieni più efficace, facendo esempi e soffermandoti su qualche esperienza personale (senza allungare troppo).
  4. Proponi una tua visione generale dell’amore nell’adolescenza, per assurdo anche riassumibile in una frase.
  5. Concludi, sempre lasciando intendere che non hai detto tutto quello che sapevi, ma che, per il momento, basta così. 

4Fase 3 – La stesura

4.1Introduzione

Bene, cominciamo a scrivere e partiamo proprio dalle immagini che hai scelto nel brainstorming, dai ricordi, dalle sensazioni; pensa a quel fermo immagine che rappresenta, in sintesi estrema, la tua visione dell’amore nell’adolescenza.

4.2Esponi l’argomento

Abbiamo in precedenza elencato i punti nevralgici dell’amore: desiderio di essere accettato e desiderio di amare, curiosità, piacere del corpo, etc., ma anche la follia, il sentirsi rifiutati etc. Direi che in questa fase puoi fare una panoramica generale, senza soffermarti troppo su ciascuno semplicemente dando delle pennellate nette sui punti più importanti.

4.3Elaborazione dell’argomento

Come strutturare un tema sull'innamoramento
Come strutturare un tema sull'innamoramento — Fonte: istock

Adesso devi operare con una maggiore attenzione. Intanto se hai dei documenti forniti dal docente, usali. Se non ti sono stati dati, cerca di attingere a quello che sai o a quello che ti ho proposto o su cui hai fatto una ricerca. Adesso sviluppa i punti dell’argomento che hai esposto in precedenza e ricordati di citare gli spunti critici, di commentarli, di farli vivere nella tua pagina e così anche i testi delle canzoni. Quello che hai appuntato sul brainstorming ti è ancora utile: lì ci sono quei momenti che ritieni importanti da descrivere. Dopodiché, per non scivolare in un tema-sfogo personale, dal particolare delle tue esperienze cerca di passare al generale, confrontandoti anche con quanto vedi attorno a te. Cerca un equilibrio tra queste due prospettive. C’è poi un altro aspetto importante nel tessuto del tuo elaborato, che devi considerare: devi far sì che tutti i temi toccati siano ben collegati tra loro, in modo che il tuo tema non risulti un elenco rigido di punti, ma sia pulsante e vivo. Come si può fare? Devi usare bene i connettivi, quelle parole che aiutano a legare le frasi tra loro: «tuttavia», «ciononostante», «quindi», «dunque», «pertanto», etc.

4.4Conclusione

Per le conclusioni, ti consiglio di tornare all’immagine con cui hai aperto il tema: per quanto non originalissima la cosiddetta ring composition ha sempre il suo fascino, e funziona. Fa capire al lettore che lungo tutto il percorso avevi sempre in mente quell’immagine a sorreggerti: da lei sei partita e a lei torni, ma rinnovandola dei contenuti che hai espresso.

5Le guide per svolgere i temi

Devi svolgere altri temi? Di seguito trovi le guide di Studenti.it con tutti i consigli per sviluppare un elaborato che stupisca i professori: