Tema sull'alimentazione

Tema sull'alimentazione A cura di Vincenzo Lisciani Petrini.

Tema sull'alimentazione sana ed equilibrata: la guida che ti offre spunti e riflessioni per svolgere un saggio breve o un testo argomentativo su questo tema

1Fase 0 – Riflessione preliminare

Stiamo per toccare un argomento molto spinoso: l’alimentazione.  

  1. Che cosa sai davvero dell’alimentazione?
  2. La tua dieta si compone di…? Credi che sia equilibrata?
  3. Hai mai avuto problemi col cibo?
  4. Parlandone con i miei coetanei o con i miei genitori, quali problematiche affiorano?
  5. In quella discussione ho solo ascoltato oppure ho preso una posizione?
  6. Ho letto qualcosa in proposito? Se sì, dove?
  7. Quali sono le conseguenze del fenomeno? Ti riguardano da vicino?
  8. La mia idea in proposito è ‘differente’ o si allinea al pensiero comune?

Compiuta questa riflessione preliminare, possiamo procedere con una ricerca su internet per vedere se ci sono degli articoli interessanti in materia.  

2Fase 1 – L’argomento: spunti e ricerca su internet

2.1L’importanza di un’alimentazione sana: il ruolo delle Istituzioni

Margaret Chan, attuale direttore generale dell'OMS
Margaret Chan, attuale direttore generale dell'OMS — Fonte: ansa

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è l’Agenzia delle Nazioni Unite istituita nel 1948 e specializzata in materia di salute, e ha come obiettivo «il raggiungimento, da parte di tutte le popolazioni, del più alto livello possibile di salute» intesa come «uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale». Secondo l’OMS il concetto di salute è fortemente correlato con quello di nutrizione adeguata ed entrambi rappresentano diritti umani fondamentali. Una dieta corretta è infatti ormai comunemente riconosciuta come uno degli strumenti di prevenzione e/o trattamento di molte patologie, così come un’adeguata attività fisica e il controllo di fattori di rischio quali il fumo e l’alcol. Tutto questo è anche evidenziato nel documento Guadagnare salute, parte integrante del Decreto del Presidente del Consiglio Ministri del 4 Maggio 2007, che promuove scelte di vita salutari e individua politiche per contrastare i comportamenti che possono avere ripercussioni negative sulla salute. Relativamente all’importanza di una sana alimentazione, il documento citato evidenzia la necessità di:  

  1. sostenere il consumo di frutta e verdura;
  2. ridurre la concentrazione di sale, zuccheri e grassi negli alimenti;
  3. ridurre la quota di alimenti altamente calorici nella dieta;
  4. ridurre l’abuso di alcol

L’obesità, il sovrappeso, l’abuso di alcol, il consumo insufficiente di frutta e verdura e l’eccesso di grassi nel sangue sono infatti fattori di rischio per molte patologie come tumori, malattie cardiovascolari e muscolo scheletriche. Tali fattori di rischio sono modificabili attraverso cambiamenti nello stile di vita ed è quindi importante e di nostra responsabilità tenerli sotto controllo. Il ruolo della scuola è fondamentale per dare a voi ragazzi gli strumenti giusti per individuare stili di vita corretti e salutari a partire proprio dall’alimentazione, anche nell’ottica di prevenire i disturbi del comportamento alimentare. In Italia, un ruolo importante è svolto dal Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità che, a partire dal 2008, mediante il sistema di sorveglianza OKkio alla salute ha individuato gli stili di vita in età infantile in tutte le regioni d’Italia. Tra i dati evidenziati risulta ad esempio che solo una minoranza di bambini consuma a metà mattina una merenda adeguata, come ad esempio frutta o yogurt.  

C’è poi un discorso da fare anche a proposito dell’intolleranze alimentari di cui sempre di più occorre tenere conto. Alcuni alimenti o loro componenti possono provocare in alcune persone delle reazioni avverse che vengono definite allergie o intolleranze se, rispettivamente, interessano il sistema immunitario oppure no. In caso di allergia, il legame dell’allergene (la proteina dell'alimento responsabile della reazione) con anticorpi specifici (noti come IgE) provoca, nei soggetti sensibilizzati, il rilascio di sostanze (es. istamina) alla base della tipica sintomatologia allergica ovvero prurito e gonfiore. Al contrario, in caso di intolleranza alimentare, il sistema immunitario non è coinvolto. Le intolleranze possono essere causate dalla carenza di enzimi necessari per la digestione di specifiche componenti alimentari (ad esempio, l'intolleranza al lattosio, zucchero presente nel latte, è causata dalla carenza dell'enzima lattasi indispensabile per la digestione di questo zucchero). 

2.2Il concetto di malnutrizione

Come evidenziato nel documento FAO Lo spettro della malnutrizione, circa il 30% della popolazione mondiale soffre di qualche forma di malnutrizione, indipendente dal livello economico. Da un lato tali problematiche sono associate a diete eccessive o sbilanciate e il continuo aumento di sovrappeso e obesità ne fa una vera e propria emergenza nutrizionale, non solo in Italia ma in tutti i paesi del mondo, anche tenendo conto della correlazione di tali problematiche con l’insorgenza di patologie cronico - degenerative in età adulta.
Dall’altro lato bisogna invece considerare le problematiche innescate da insufficienti apporti energetici o nutrizionali. In particolare, la malnutrizione infantile rientra nei programmi Unicef  in quanto rappresenta la  violazione di un diritto fondamentale del bambino (Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza). L'Unicef promuove programmi di monitoraggio volti a prevenire o curare tempestivamente l'insorgenza dei vari stadi della malnutrizione mediante il controllo degli indicatori nutrizionali dei neonati e dei bambini. Inoltre combattere la fame nel mondo significa anche combattere gli sprechi di cibo che sono moltissimi.

2.3Cattiva alimentazione e adolescenza

L’adolescenza è un momento delicato, come sappiamo. Il problema del corpo, della sua evoluzione in una nuova veste (quella adulta) porta con sé un groviglio di incertezze dovute anche al fatto che questi cambiamenti ci colgono impreparati. Per la prima volta, inoltre, si ha davvero paura del giudizio degli altri sul nostro fisico che può sembrare stranamente ingombrante. I ragazzi e le ragazze vivono questi cambiamenti in modo diverso, ma la natura del disagio è comune: si ha paura di perdere il controllo sul corpo. Ci si lascia influenzare dai dettami degli altri spesso confondendo un giusto obiettivo (ossia quello di essere in forma e in armonia) con obiettivi più pericolosi che potrebbero anche portare a sviluppare un rapporto morboso con il cibo e a disturbi gravi che sfociano in vere e proprie patologie. Proprio perché è una fonte di piacere, il cibo può generare comportamenti disordinati, anche per sfogare dei dolori nascosti dentro di noi, che non sappiamo come affrontare: il cibo, solleticando il nostro palato, riempiendoci, ci fa colmare quel vuoto. Puoi riflettere su questo: nei momenti di squilibrio della nostra persona è frequente che o si dimagrisca molto o ci si ingrassi. Il vuoto esistenziale che si può provare è strettamente legato al vuoto dentro di noi. E a questo vuoto, in qualche modo, cerchiamo di porre rimedio. Nell’adolescenza, appunto, durante le primi grandi crisi che si vivono, fuori e dentro, al livello emotivo ed esistenziale, e al livello fisico, il rapporto con il cibo si fa davvero delicato.

I fatti dimostrano chiaramente che lo sviluppo dell’obesità nei giovani non riguarda solamente l’attività fisica e l’apporto di energia. Si tratta indubbiamente di un problema complesso dove vengono coinvolti numerose (poco note) vulnerabilità psicologiche. Qual è dunque la strada da compiere? Il Dott. Hill suggerisce: «Per i giovani non è sufficiente incoraggiare il controllo del peso per migliorare la salute pubblica. Abbiamo bisogno di interventi su misura, in particolare verso famiglie in cui entrambi i genitori siano obesi o sovrappeso. Abbiamo bisogno di persone sul campo che forniscano assistenza individuale per aiutare queste famiglie a superare le barriere per un successo a lungo termine sul controllo del proprio peso.»
(da eufic.org)

I disturbi legati all'alimentazione
I disturbi legati all'alimentazione — Fonte: istock

Non sentirsi a proprio agio a causa del corpo è un problema solo apparentemente facile da risolvere poiché occorre non solo incidere su alcune abitudini, ma anche accettare il proprio disagio, riconoscerlo e trasformarlo in energia per migliorare la propria condizione in modo equilibrato. È una cosa che non si può fare da soli: occorre intanto un parere medico e il supporto della famiglia, specie per le situazioni più gravi, quelle cioè che vedono un disturbo conclamato e non solo qualche chilo o meno di troppo. Le ragazze sono le più vulnerabili, (probabilmente perché più attente e preoccupate di rispettare dei canoni di bellezza che la società rende più espliciti rispetto a quelli maschili, almeno in apparenza) ma anche i ragazzi spesso non sanno bene come affrontare questi problemi. I dati sull’obesità recentemente rilevati sono sconfortanti. In un simile intrico di situazioni è molto facile ricorrere a una dieta fai da te, evitando di parlarne, chiudendosi in sé stessi. Invece il primo passo e capire perché c’è un rapporto negativo con il cibo e, una volta capito, modificare quelle abitudini nocive che non permettono di fare un salto di qualità ed essere contenti del proprio corpo.

Occorre tempo e bisogna darsi del tempo quando si affrontano queste sfide. Opposto al problema dell’obesità c’è quello dell’anoressia, anche questo un gravissimo squilibrio dell’alimentazione, una sorta di lento suicidio vigilato (mi verrebbe da definirlo così) che porta alla completa distruzione del corpo. È un pantano, poiché è una rinuncia all’energia vitale che dobbiamo dare al nostro corpo. È facile che tra i compagni di scuola qualcuno sia affetto da questo disturbo e non si sa mai bene come aiutarlo. Lì il disagio è forse ancora più profondo: mentre un ragazzo obeso non ha la forza di dare una svolta e cominciare un percorso verso un corpo più sano, nel caso dell’anoressia la volontà ferrea di dimagrire c’è ma è diventata mortale in modo terrificante. Si va in cura, ma spesso si tralasciano le motivazioni più profonde che hanno scatenato questa dieta perversa. Vediamo questo spunto.

In sostanza, i ricercatori sostengono che l’anoressia nervosa possa essere segno di un conflitto interiore e che, questo, possa in certe circostanze impedire alla persona di esprimere questo sentimento intimo. Da qui, la necessità di agire con il trattamento quando la paziente non sia in grado di comprendere quanto sta accadendo. «Alcune autorità affermano che il trattamento forzato non dovrebbe mai essere utilizzato per l’anoressia nervosa. Crediamo, tuttavia, che dovremmo prendere sul serio la possibilità che una persona in preda all’anoressia nervosa possa avere esperienza di un sostanziale conflitto interiore, anche se la persona non può esprimere questo sentimento in quel momento. Forse la prova da questi studi è sufficiente per ignorare il rifiuto di trattamento nel migliore interesse delle persone», concludono i ricercatori. A parte il trattamento forzato, suggerito dai ricercatori, forse sarebbe il caso di esplorare meglio il perché di questo conflitto interiore e tra sé autentico e no e, magari, da questo riuscire a trovare il modo per guarire.
(Tratto da Lastampa.it, articolo completo qui)

In definitiva il rapporto con il cibo non è solo mangiare. C’è qualcosa di più che si lega alla nostra interiorità e al nostro bisogno di sentirci stimati ed entusiasti della vita. Per questo nel riequilibrare la nostra dieta all’insegna della varietà e di cibi sani, dobbiamo parimenti ritrovare un rapporto sano con noi stessi. Mangiare bene è uno dei più grandi piaceri che abbiamo a disposizione nella nostra quotidianità, ma basta a volte poco per cadere nell’ingordigia e cominciare a genere alcuni disagi la cui portata non è semplice da prevedere. Occorre vigilare, sempre, e sapersi godere con equilibrio quello che di buono c’è nel piatto. Per quanto riguarda particolari diete o particolari tipi di alimenti che rispondono alle ultimi filosofie sul cibo in circolazione, direi che avrai bisogno di uno specialista del settore. Io mi fermo qui con gli spunti: mi sembra opportuno per evitare fraintendimenti.

2.4Come scegliere cosa mangiare?

Alimentazione sana ed equilibrata
Alimentazione sana ed equilibrata — Fonte: istock

Per mettere in pratica quotidianamente i principi alla base di un’alimentazione corretta e sana bisogna tener presente che, per fornire all’organismo tutti i nutrienti di cui ha bisogno per funzionare correttamente, bisogna scegliere un’alimentazione varia ed equilibrata (Ministero della Salute – Alimentazione corretta), anche tenendo conto della famosa piramide alimentare. È giusto documentarsi, eventualmente affidarsi alla consulenza di un medico o di un nutrizionista,  e non seguire diete “fai da te” che possono diventare anche pericolose.
Nelle linee guida per una sana alimentazione italiana (Ministero politiche agricole e forestali e Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione) vengono dettagliate e spiegate le regole da seguire per un’alimentazione salutare. Possiamo riassumerle in pochi ma importantissimi punti:

  • aumentare il consumo di cereali (ancora meglio se integrali), legumi, ortaggi e frutta
  • limitare la quantità di grassi e prediligere la qualità (è necessaria l’introduzione dei grassi nella dieta ma è importante non eccedere)
  • limitare il consumo di zuccheri, dolci, bevande zuccherate e sale
  • bere acqua in abbondanza
  • limitare il consumo di alcolici

3Fase 2 – La scaletta

Disponiamo la nostra scaletta sfruttando tutti gli elementi finora emersi (comprese le tue riflessioni preliminari). Parti sempre con l’introdurre l’argomento per poi sviluppare il resto. Quindi:

  1. Introduzione.
  2. Presentazione dell’argomento.
  3. Elaborazione dell’argomento.
  4. Conclusioni.

Per il punto 3 puoi operare un’ulteriore ripartizione.

4Fase 3 – La stesura

4.1Introduzione

L’introduzione ti aiuta ad avvicinarti gradualmente all’argomento. Puoi scegliere perciò di partire da uno dei documenti (è un espediente molto usato), oppure da alcune immagini o situazioni connesse al tema che stai trattando per poi arrivare a delinearlo completamente nel punto successivo. Se riprendi in mano i tuoi appunti preliminari, puoi scegliere anche una delle tue risposte per cominciare a scrivere.

4.2Presentazione dell’argomento

È il momento in cui occorre delineare il tuo campo di azione, presentando l’argomento nella sua complessità, segnalando al lettore quali saranno i punti che andrai a toccare. Inoltre, nel caso di un saggio breve o testo argomentativo, è il momento in cui è necessario presentare con chiarezza la tesi. Perché gli adolescenti sono così soggetti ai disturbi alimentari?

4.3Elaborazione dell’argomento

Scrivere un tema sull'alimentazione sana
Scrivere un tema sull'alimentazione sana — Fonte: istock

Sono molti i punti da toccare per un tema del genere, quindi devi necessariamente ordinarli. Non avere fretta parti da quello che ti sembra più opportuno. L’argomento deve essere chiaramente elaborato in funzione della tua visione del problema. Ricordati di citare i documenti, di commentarli, di analizzare. Non fare mai dei copia-incolla troppo lunghi: non servono. Tocca a te scendere nel profondo della questione. Questo rende l’elaborazione del tema il momento più delicato, ma anche il più bello, del tuo lavoro.

4.4Conclusioni

Una volta terminato il punto 4.3, devi concludere. Se hai svolto un tema argomentativo è il momento in cui devi riconfermare la tua tesi (ossia l’idea di fondo che volevi dimostrare). Cerca, inoltre, di dare prospettiva al problema, facendo intendere che ci sarebbe ancora molto da dire.

5Le guide per svolgere i temi

Devi svolgere altri temi? Di seguito trovi le guide di Studenti.it con tutti i consigli per sviluppare un elaborato che stupisca i professori: