Schema saggio o articolo tecnico scientifico

Di Guenda Gallo.

"Finalità e limiti della conoscenza scientifica: che cosa ci dice la scienza sul mondo che ci circonda, noi stessi e sul senso della vita"

Seppure nell'ultimo secolo il progresso scientifico ha subito un'indubbia accellerazione, la storia della scienza si può far risalire alla comparsa dell'uomo sul nostro pianeta: la scoperta del fuoco, l'invenzione della ruota e dell'agricoltura hanno portato all'odierna tecnologia che contraddistingue lo stile di vita attuale e, si suppone, futuro. La finalità della scienza si può sintetizzare nelle parole "progresso" e "conoscenza": si cerca una soluzione dove ce ne sia bisogno, sia nell'ambito strettamente pratico, ad esempio il forno a microonde, sia in quello sociale, in medicina, o addirittura "esistenziale" con la ricerca di altre forme di vita nello spazio.

La ricerca di maggiore comodità e la risoluzione di problemi portano l'uomo ad esplorare strade diverse e lungo il percorso si trovano nuovi quesiti da elaborare.

I campi di applicazione e le potenzialità del progresso sono infiniti, e la scienza stessa può essere considerata senza limiti: quello che al momento sembra irragiungibile potrà forse essere facilmente compreso in futuro. Ma la scienza non è una disciplina isolata: si applica, da sempre, in tutti gli aspetti della vita.

L'invenzione della scrittura è sicuramente da considerarsi una scoperta scientifica: con il passaggio dalla preistoria alla storia, il mondo è cambiato in maniera definitiva; l'invenzione della stampa a caratteri mobili, nel XV secolo, ha contribuito alla diffusione della cultura ma anche delle idee religiose che, pochi anni dopo, portarono allo scisma tra Protestanti e Chiesa Cattolica; i moderni computer e la rete internet hanno contribuito a diffondere qualunque notizia in maniera capillare, rendendo la conoscenza accessibile a tutti.

La scienza ci insegna a capire ed apprezzare il mondo in cui viviamo, dato che non è possibile isolarsi dal progresso: persino gli Amish, che rifiutano la tecnologia contemporanea, hanno scelto di usare la ruota, le lampade ad olio ed altre invenzioni scientifiche, sia pure risalenti a qualche secolo fa. Spesso si sente discutere di scontro tra etica e scienza, ma l'antica separazione tra scienza e religione in realtà non avrebbe motivo di sussistere: l'uomo primitivo, spinto dalla necessità di spiegare quello che non riusciva a capire, dal fulmine al terremoto, arrivò ad interrogarsi sul fine della vita, la presenza del divino e della vita dopo la morte. Con l'evolversi del pensiero e della capacità di ragionamento, le ingenue ipotesi politeistiche si sono trasformate in teorie più complesse, fino ad arrivare alle grandi religioni monoteistiche.

Nei secoli scorsi, spesso la Chiesa ha confutato le teorie scientifiche, come ci ricorda l'esempio di Galileo. Al giorno d'oggi, ci si interroga su quali siano i limiti leciti entro cui la scienza deve rimanere: eppure quello che adesso può apparire immorale potrebbe essere interpretato in futuro in maniera diversa, considerando che fino a poco tempo fa anche la donazione di sangue non era considerata etica.

Il progresso scientifico non esclude una visione morale dell'esistenza, ed il senso della vita non andrebbe cercato nella scienza né nella religione: è qualcosa di assolutamente personale che non può trovare una conferma diretta e precisa; piuttosto, si dovrebbe parlare di una visione del mondo che può avvicinarsi o meno ad una concezione espressa da altri, un insieme di fattori, forse, che può riflettersi solo in parte in teorie ufficiali ma che difficilmente coinciderà in pieno con una visione "preconcetta", giacchè le esperienze individuali, la propria indole, o, forse, l'anima, creano una personalità diversa e sfaccettata per ogni essere pensante.