Tasse università: Italia al 3° posto in Europa per rette più alte

Di Marta Ferrucci.

Dopo Inghilterra e Paesi bassi è l'Italia il paese europeo con le rette universitarie più alte d'Europa. Lo rivela l'indagine del National Student Fee and Support Systems in European Higer Education 2015/2016 di Eurydice

TASSE - L'Italia non è un paese interessato ad investire nella formazione delle nuove generazioni. E' questa la denuncia dell'Unione degli Universitari dopo aver appreso i dati dell'indagine Eurydice 2016. Il nostro Paese resta ancorato al 3° posto in Europa per livello medio delle tasse universitarie e prima di noi sono presenti solo U.K. e Olanda.

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TASSE UNIVERSITARIE - Gli studenti iscritti ai corsi di laurea triennale pagano mediamente 1.220 euro di tasse universitarie, dato addirittura in crescita rispetto allo scorso anno. Il confronto con la Germania è impietoso considerando che in questo paese gli studenti pagano solo 40€ di tasse amministrative. In Francia, il 65% degli studenti gode di un esonero completo sulle tasse a fronte del solo 12% dell’Italia.

IMPORTO TASSE UNIVERSITARIE - Nel complesso, gli studenti delle università pubbliche italiane nel 2014 hanno versato 1,5 miliardi di euro in tasse universitarie, ben il 24% dei finanziamenti statali alle università stesse. Secondo l'UDU, questi dati dimostrano come le tasse universitarie, introdotte come strumento di solidarietà tra gli studenti, siano con il tempo diventate una delle principali fonti di sostentamento del sistema universitario.

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Dal rapporto emerge che la media del supporto economico in Italia è di poco superiore ai 3 mila euro e, a beneficiarne, è solo l'8% della popolazione studentesca. In Francia, invece, i beneficiari di sostegno sono il 34%; in Germania, il valore medio del supporto economico è di 5.300 euro e ad usufruirne è il 25% degli universitari.

BORSE DI STUDIO IN ITALIA - Nel 2014, l’Italia ha investito 490 milioni di euro per le borse di studio, di cui ben 225 milioni provenienti dalle tasse degli studenti. Pochissimo se confrontato con i due miliardi circa di Francia e Germania. Il nostro è un paese in cui ogni anno si assiste ormai ad una emorragia di iscritti a cui non sembra volersi porre rimedio.