Tasse scolastiche: quali sono e quando non devi pagarle

Di Valeria Roscioni.

La guida sulle tasse che ti spiega quali sono quelle obbligatorie, a quanto ammontano e quando devi pagare

Quello delle tasse scolastiche è un mondo complicato e, delle volte, di difficile comprensione. Perdersi in esso è estramemente facile e si rischia di finire col non pagare le tasse oppure con il pagarne più del necessario. In questa guida troverai tutto ciò che c'è da sapere sulle imposte e sui contributi scolastici: quali sono obbligatori, a quanto ammontano e quando vanno pagate.

  1. Tasse scolastiche: la guida
  2. Tipologie di tasse scolastiche: quali obbligatorie?
  3. Esonero dalle tasse scolastiche
  4. Tasse scolastiche: sono detraibili?


1. TASSE SCOLASTICHE: LA GUIDA

Contributi scolastici e tasse: ogni anno tra presidi che chiedono fondi, bollettini che arrivano a casa e denunce delle associazioni studentesche, l’argomento genera un vero e proprio putiferio. Un caos in realtà del tutto immotivato, dal momento che esiste un regolamento del Ministero molto chiaro per quel che riguarda le tasse scolastiche erariali, ovvero le uniche ad essere obbligatorie per le famiglie. Queste disposizioni sono contenute nell’art. 200 del d.lgs. n. 297/1994, nel quale vengono individuate come ineludibili solo quattro distinti tipi di tributo:

  • Tassa di iscrizione
  • Tassa di frequenza
  • Tassa d’esame
  • Tassa di diploma

Dal momento che la legge italiana prevede che la scuola pubblica sia gratuita fino all’età dell’obbligo, queste tasse scolastiche dovranno essere pagate solo da quelle famiglie che hanno iscritto il proprio figlio al quarto e al quinto anno della scuola superiore. Infatti, a partire dall’anno scolastico 2006-2007, è stato deciso che il diritto allo studio comprenda anche i primi tre anni degli istituti di istruzione secondaria superiore, fino al compimento dei 16 anni di età da parte dello studente.


2. TIPOLOGIE DI TASSE SCOLASTICHE: QUALI OBBLIGATORIE?

Abbiamo quindi visto quali sono le tasse scolastiche obbligatorie. Vediamole più nel dettaglio, in modo da scoprirne gli importi e le modalità di pagamento.

  1. Tassa di iscrizione
    Importo: 6,04€. Viene richiesta nel momento in cui ti iscrivi ad un corso di studi secondari ed è valida per tutto il ciclo. Non puoi pagarla a rate e viene devoluta integralmente allo Stato.
  2. Tassa di frequenza
    Importo: 15,13€. Devi pagarla ogni anno ma, in compenso, più essere rateizzata (con pagamento della prima rata all’inizio dell’anno scolastico, e delle altre nei mesi di dicembre, febbraio ed aprile). Anche nel caso in cui tu decida di ritirarti da scuola o abbia deciso di interrompere la frequenza per qualche motivo personale, dovrai comunque pagare la tassa per intero. Se invece decidessi di trasferirti ad un altro istituto secondario superiore statale, non dovrai pagare la tassa una seconda volta: ti verrà riconosciuta quella che hai precedentemente versato.
  3. Tassa d’esame
    Importo: 12,09€. Dovrai pagarla solo ed esclusivamente quando presenterai la domanda per gli esami di idoneità, integrativi, di licenza, di qualifica o di Stato (ovvero di maturità). Il pagamento non è rateizzabile, cioè va pagato in un’unica soluzione.
  4. Tassa di diploma
    Importo: 15,13€. Deve essere pagata in un’unica soluzione nel momento in cui ti viene rilasciato il diploma. Non sono previsti esoneri per merito, ma solo per motivi economici di appartenenza a speciali categorie.

Ognuna di queste tasse deve essere versata solo dopo il compimento dei 16 anni di età, cioè dopo l’assolvimento dell’obbligo scolastico, sul c.c.p. n. 1016 intestato all’Agenzia delle Entrate - Centro Operativo di Pescara, precisando la causale, utilizzando i bollettini disponibili presso gli uffici postali.

Per aiutarti a comprendere meglio quando pagare ognuna di queste tasse, abbiamo deciso di realizzare una tabella riassuntiva, che volendo potrai anche stampare in modo da averla sempre con te.

La tabella riassuntiva sulle tasse scolastiche
La tabella riassuntiva sulle tasse scolastiche

Arriviamo infine alle dolenti note dei contributi scolastici che si distinguono dalle tasse in quanto, come si legge sul sito del Miur, «di natura volontaria e destinati all'arricchimento dell'offerta culturale e formativa degli alunni».
Si tratta perciò di una somma (il cui importo varia da scuola a scuola) che l’istituto richiede alle famiglie per migliorare la qualità dei propri servizi, ma a differenza di quanto avviene con le tasse questa è volontaria: significa cioè che non è possibile in alcun modo obbligare gli studenti a versare i contributi, e che ogni famiglia può decidere in propria autonomia di fare come meglio crede.

3. ESONERO DALLE TASSE SCOLASTICHE

Non tutti sono tenuti a pagare questi contributi. Ai sensi del Decreto legislativo 16 Aprile 1994, n. 297, art. 200 è previsto infatti l'esonero dal pagamento delle tasse scolastiche in determinati casi. L’esonero vale per tutti i tributi scolastici ad eccezione della sola tassa di diploma. Ecco quindi i casi in cui la tua famiglia può esentarsi dal pagare le tasse:

Merito: l’esenzione dalle tasse scolastiche può avvenire nel caso in cui tu riesca ad ottenere, allo scrutinio finale, una media pari o superiore a 8/10, con non meno di 8 in condotta. In caso questo non avvenga, la tua famiglia sarà tenuta a pagare le tasse non versate.

Motivi economici: un altro caso in cui si può favorire dell’esonero delle tasse scolastiche è quello in cui, in base al reddito e al numero dei familiari, tu riesca a rientrare nelle fasce di esenzione. Come scoprirlo? Ti basterà consultare le tabelle aggiornate al tasso d’inflazione programmato che il Miur pubblica ogni anno sul proprio sito.

Appartenenza a categorie particolari: ci sono inoltre delle particolari categorie di studenti che possono usufruire dell’esenzione dalle tasse. Anche se questa classificazione potrà sembrarti datata, elenchiamo qui di seguito chi non è tenuto a pagare le tasse:

  • Orfani di guerra, di caduti per la lotta di liberazione, di civili caduti per fatti di guerra, di caduti per causa di servizio o di lavoro;
  • Figli di mutilati o invalidi di guerra o per la lotta di liberazione, di militari dichiarati dispersi, di mutilati o di invalidi civili per fatti di guerra, di mutilati o invalidi per causa di servizio o di lavoro;
  • Ciechi civili;
  • Mutilati od invalidi di guerra o per la lotta di liberazione, mutilati od invalidi civili per fatti di guerra, mutilati od invalidi per causa di servizio o di lavoro;
  • Studenti stranieri che si iscrivono negli istituti e scuole statali; figli di cittadini italiani residenti all’estero che vengono a svolgere gli studi in Italia.


4. TASSE SCOLASTICHE: SONO DETRAIBILI?

Una buona notizia per coloro che invece non possono accedere all’esonero è che le tasse scolastiche sono comunque detraibili del 19%. Lo stesso discorso vale per i contributi scolastici che, pur essendo facoltativi, possono essere detratti dalle famiglie.
Per ottenere la detrazione occorre però che il pagamento venga effettuato tramite banca o bollettino postale e bisogna inoltre conservarne la ricevuta del versamento.
In particolar modo per i contributi scolastici, essi potranno essere detratti dalle famiglie solo nel caso in cui nella causale riportino la dicitura “erogazione liberale” seguita da una delle seguenti motivazioni:

  • Per l’innovazione tecnologica
  • Per l’ampliamento dell’offerta formativa
  • Per l’edilizia scolastica

Rientrano quindi in quest’ottica anche quelle spese sostenute dalle famiglie per i corsi integrativi offerti dalla scuola, come ad esempio l’attività sportiva, i corsi di lingua straniera, il teatro, il laboratorio musicale etc.
Non sono invece detraibili i contributi versati per migliorare i servizi amministrativi e didattici della scuola: è il caso, ad esempio, dell’acquisto del materiale di pulizia e di cancelleria.

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