Tre anni e mezzo come Ministro dell'Istruzione durante i quali Maria Stella Gelmini è stata oggetto di critiche e polemiche per la sua politica dei tagli. Cosa lascia alla scuola italiana questo Ministro tanto contestato?
Le previsioni della CGIL. Il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), la principale fonte di entrata per le università statali, subirà riduzioni. I servizi come CUS, diritto allo studio e residenze universitarie ne risemtiranno. Ci sarà un nuovo aumento delle tasse?
Nell'ultima versione del maxiemendamento alla Finanziaria approvato dalla Camera c'è un finanziamento di 25 milioni per "le università non statali legalmente riconosciute". Anche per le università statali il governo ha allargato i cordoni della borsa. Il taglio da tre anni a questa parte aveva decurtato del 45% i fondi destinati alle università private. Lorenzo Ornaghi, il rettore dell'Università Cattolica del Sacro cuore di Milano, aveva criticato questa scelta
Undici rettori degli atenei meridionali, riuniti nell'ambito delle Giornate dell'Economia del Mezzogiorno, lanciano l'allarme: "Con tagli e federalismo le università del Sud rischiano la scomparsa". Ma ci sono alcune proposte che potrebbero salvare gli atenei
Un ulteriore decreto bloccherebbe le assunzioni negli atenei italiani. L'Associazione dottorandi italiani protesta contro questa misura che danneggia le università e crea lavoro precario ed annuncia possibili mobilitazioni. Tramite l’assegnazione alle università di spese in precedenza non di loro competenza, infatti, si determinerebbe il superamento del rapporto del 90% tra spese per il personale e FFO per moltissimi atenei. In base alla legge 01/09 ciò farebbe scattare il blocco delle assunzioni
Con il Governo Prodi si sperava di riuscire a tirare un sospiro di sollievo ma i tagli sono arrivati anche da qui. Forti le proteste delle Conferenza dei Rettori ed il Ministro Mussi minaccia le dimissioni se il Governo non tornerà indietro
Meno fondi alla ricerca, meno docenti e personale amministrativo. La legge 133 -secondo l'appello firmato da alcuni docenti universitari- è un attacco al futuro e all'autonomia delle università pubbliche
Alla luce del decreto legge approvato dal governo, l'ADI – Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani – ritiene sia necessario proseguire la mobilitazione allo scopo di una completa abrogazione dei provvedimenti contenuti nella 133 e dell'apertura di una fase, sempre più necessaria, di riforma dell'Università
Apertura sulla riforma dell'università e proroga su alcune misure per la scuola. Le manifestazioni di piazza stanno dando i loro frutti ma gli studenti non abbassano la guardia e rilanciano nuove iniziative contro i tagli all'università già presenti in questa Finanziaria