A Berlino 1 studente su 3 è disposto a prostituirsi per pagarsi gli studi mentre a Parigi sono il 29% i giovani che accetterebbero un lavoro legato al sesso per finanziare la propria istruzione. In Francia un libro racconta il fenomeno della prostituzione studentesca e da questo la regista Emmanuelle Bercot ne ha tratto un film, "Student service" in uscita in Italia il 26 agosto.
C'è chi si prostituisce per comprarsi l'iPhone, chi per pagarsi la retta universitaria senza troppi sforzi, chi per bypassare il problema del precariato e chi semplicemente per trasgredire. La soglia del pudore si è abbassata e il confine tra ciò che è lecito e quello che non lo è sembra sparito perchè tanto, ormai, lo fanno tutti
Il 21% delle studentesse utilizza il proprio corpo per mantenersi all'Università. Ecco tre storie che raccontano il fenomeno, venuto alla ribalta nello scorso mese di ottobre dopo che i giornali italiani hanno dati risalto a due ricerche condotte in Inghilterra e in Francia, secondo le quali aumenta in continuazione il fenomeno di studentesse prostitute che sono disposte a vendere il proprio corpo per pagarsi gli studi. Abbiamo rivolto le stesse domande agli studenti italiani e la situazione non è molto diversa
Nel maggio del 1998 la polizia svelò nel nostro paese un giro di studentesse, casalinghe e impiegate che si prostituivano in cambio di cifre da capogiro. Ma il detto "tutto il mondo è paese" non è mai stato così vero visto che in Giappone non stanno meglio, anzi: ragazze giovani, spesso minorenni, vendono biancheria intima sottovuoto con certificato di garanzia e foto dell'ex proprietaria