Silvia, come Vincent, ha iniziato a prostituirsi durante il dottorato di ricerca, per pagarsi gli studi. Dopo il dottorato, però, il lavoro non è arrivato e nonostante le collaborazioni con l'università la prostituzione è l'unica attività che le consente di pagare l'affitto. A chi dice che ci sono 1.000 altri modi per guadagnare Silvia dice che non è così, non per lei, non per questa generazione. Ecco la sua storia
"La mia generazione è senza molte chances, la crisi che attanaglia il mondo e soprattutto il nostro paese ci taglia fuori da tutto". Vincenzo, dottorando senza borsa di studio, ci ha raccontato la sua storia e dopo la sua è arrivata anche quella di Silvia che scrive: "non è vero che ci sono 1.000 altri modi per guadagnare, non per questa generazione". Quanti ce ne sono come loro?
A Berlino 1 studente su 3 è disposto a prostituirsi per pagarsi gli studi mentre a Parigi sono il 29% i giovani che accetterebbero un lavoro legato al sesso per finanziare la propria istruzione. In Francia un libro racconta il fenomeno della prostituzione studentesca e da questo la regista Emmanuelle Bercot ne ha tratto un film, "Student service" in uscita in Italia il 26 agosto.
I costi per studiare aumentano, le borse di studio e gli aiuti dallo Stato no. E così, migliaia di studentesse francesi e inglesi, negli ultimi anni hanno scelto la strada della prostituzione per pagarsi quegli studi che, se non si hanno famiglie benestanti alle spalle, sono sempre più difficili da affrontare