Il neurologo Matteo Zeviani, ricercatore dell'Istituto Besta di Milano e a lungo scartato dalle università italiane, ha fatto richiesta per proseguire le sue ricerche a Cambridge. E' stato accettato e prenderà il posto di un premio Nobel. Un altro cervello italiano lascia quindi il nostro paese
In passato per problemi di salute ha dovuto rinunciare alla proposta di un dottorato a Londra. Ora, nonostate la grande esperienza e professionalità, lavora gratis in un ospedale italiano. E sogna presto l'Inghilterra.
Emiliano non ha mai finito l'università, e dopo otto anni al servizio di una banca con un ridicolo contratto a partita IVA, ha deciso di mollare tutto per costruirsi un avvenire fuori dall'Italia.
Franco da sette anni insegna italiano all'estero. E ci fa presente la differenza tra insegnanti di serie A e insegnanti di serie B.
Mattia ha lavorato per parecchio tempo come interinale presso varie agenzie del lavoro, ma allo scadere del contratto non gli è mai stato confermato il posto a tempo indeterminato che gli era stato promesso. A breve si trasferirà in Svizzera, dove l'azienda che l'ha assunto l'ha ringraziato per la fiducia che lui aveva deciso di dare loro.
M, una formazione universitaria svolta tra l'Italia e gli Usa; dopo la laurea le viene offerto un contratto negli States, al quale ha dovuto rinunciare per via di un cavillo burocratico italiano. Ora lavora da due anni in un centro di ricerca in Svezia.
Laureata da cinque anni alla Sapienza di Roma, ha passato anni a fare da stagista per aziende italianee, sempre con la promessa non mantenuta di essere assunta in futuro. Decide poi di partire in Inghilterra per imparare l'inglese. Ma lì arrivano le proposte di lavoro.
Testimonianza di Umberto Campagnone. Tanti curricula mandati in Italia e nessuna risposta, dopo un po' ha deciso di andare prima a Londra e a Bratislava per poi stabilirsi in Spagna, paese in cui vive ora.
Massimiliano Errico, 31 anni, a gennaio ha deciso di lasciare l'Italia per trasferirsi ad Odense, città della Danimarca di quasi 200 mila abitanti. L'università danese gli offre tutti i mezzi che quella italiana in tanti anni non gli ha mai dato.
Studenti.it ha raccolto e continua a raccogliere tante testimonianze di italiani che hanno deciso di lasciare il nostro paese. Le voci dall'estero che ci arrivano concordano tutte su un punto: se l'Italia non cambia, nessuno torna. E il paese ovviamente non progredisce.
Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha istituito il programma "Rita Levi Montalcini" per il reclutamento di giovani ricercatori a tempo determinato: stanziati 6 milioni di euro che porteranno alla stipula di 30 contratti triennali