L'Adi (Associazione dottorandi italiani) contesta i bandi di dottorato emessi dall'Università degli studi di Napoli Federico II, poichè in alcuni il numero dei posti senza borsa supera quelli con borsa. Per l'Adi i bandi sono irregolari
I dottorandi senza borsa, oltre a dover subire la grave ingiustizia di lavorare e fare ricerca gratuita, devono anche versare fior di quattrini per il pagamento delle tasse di dottorato le quali ammontano in media a 800-1000 euro annui. L'associazione dottorandi italiani rilancia ancora una volta una petizione per la difesa dei dottorandi senza borsa
L'Associazione nazionale dei dottorandi e dottori di ricerca aderisce allo sciopero indetto dalla CGIL per protestare contro la manovra finanziaria presentata dal governo: ecco i motivi della protesta
Ieri il Ministro Gelmini ha incontrato una delegazione del CNSU ed un importante nodo della riforma Gelmini è stato chiarito: non ci saranno limiti alle quantità di posti di dottorato senza borsa di studio che ogni ateneo potrà bandire. Una decisione che, secondo l'ADI, svilisce il lavoro di tanti giovani studiosi di talento che si troveranno a fare ricerca gratis. Oppure a fuggire all'estero.
Nei 120 minuti messi a disposizione per i singoli incontri i giovani delle facoltà di design, architettura e ingegneria avranno l'opportunità di ascoltare e poi confrontarsi con imprenditori, art director, ingegneri, direttori marketing e quanti contribuiscono a fare progetto all'interno delle aziende dell'Italian design. Il prossimo incontro è in programma il 23 novembre
L'audizione è stata l'occasione, dicono i dottorandi, "per denunciare la brusca accelerazione dei tempi parlamentari, che rischia di svuotare di qualsiasi significato il confronto con le diverse componenti dell'Università". Il DDL secondo l'ADI non risolve il problema della proliferazione delle forme contrattuali precarie e non prevede alcuna tenure track per i ricercatori
La riforma dell'università voluta dal ministro Gelmini mette a rischio il futuro di tanti ricercatori. L'ADI - Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani sollecita la convocazione del CNSU (Consiglio Nazionale Studenti Universitari) in vista dei delicati passaggi parlamentari del Disegno di legge sull'università. "I ritardi sono inaccettabili"
L'ADI (Associazione dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani) critica le valutazioni del Ministro Gelmini: ""Apprendiamo con divertita sorpresa che il Ministro Gelmini aggiudica al centrodestra la vittoria delle elezioni per il rinnovo del CNSU"
Il 13 novembre il Senato della Repubblica ha trasformato in un semplice ordine del giorno l’emendamento per sbloccare 80 milioni di euro destinati all’assunzione a tempo indeterminato di 2.000 ricercatori. Ma se non diventerà decreto entro il 31 Dicembre i fondi andranno persi
L'ADI -- Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani -- aderisce alla manifestazione indetta dall'Anief -- Associazione Nazionale Insegnanti ed Educatori in Formazione -- che si terrà giovedì 2 ottobre a Roma, in Largo Bernardino da Feltre, nei pressi del MIUR
I docenti fanno sempre più ricorso agli assistenti universitari come supporto alla didattica. Gli studenti se ne lamentano specie in sede d'esame. Tu che ne pensi?
L'Associazione Dottori e Dottorandi di ricerca Italiani ha dato il via ad una nuova iniziativa per chiedere al governo di emanare dei decreti per la valorizzazione del titolo di dottorato
Alla luce del decreto legge approvato dal governo, l'ADI – Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani – ritiene sia necessario proseguire la mobilitazione allo scopo di una completa abrogazione dei provvedimenti contenuti nella 133 e dell'apertura di una fase, sempre più necessaria, di riforma dell'Università
L'Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiana vuole incontrare il nuovo Ministro dell'Istruzione per discutere dei temi più importanti per il mondo dei ricercatori italiani
L'Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani esprime forte contrarietà per i provvedimenti su Università e Ricerca della nuova finanziaria
Borse di studio tra le più basse d'Europa e a volte anche inesistenti: continua la battaglia dei dottorandi per uscire dal limbo economico