Svolgimento tracce maturità 2014: saggio breve sul dono

Di Chiara Casalin.

Il saggio breve sul dono della tipologia B di ambito artistico letterario svolto per la prima prova di maturità 2014 dai tutor di Studenti.it

SVOLGIMENTO TRACCE PRIMA PROVA, SAGGIO SUL DONO – Fra gli argomenti fra cui i maturandi 2014 potevano scegliere per svolgere il tema della tipologia B, cioè il saggio breve o articolo di giornale, il MIUR ha proposto, come traccia di ambito artistico letterario, il tema del dono.
Ecco lo svolgimento del saggio breve sul dono per la prima prova della maturità 2014, scritto per voi dai tutor di Studenti.it.

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ECCO IL SAGGIO BREVE SUL DONO SVOLTO DAI TUTOR: Donare è un ge

sto che appartiene alla dimensione dei sentimenti e delle emozioni, che nasce nel sfera dell'interiorità per poi tradursi, e legarsi strettamente, con un oggetto materiale. Il dono impone la presenza di due identità in contatto, la necessità di stabilire un'empatia con i desideri e le aspettative dell'altro, la volontà di dimostrare cura e attenzione per l'altro. Come scrive Adorno, corrispondere un dono significa “pensare l'altro come un soggetto”, riconoscere il proprio compiacimento e la propria realizzazione solo nell'appagamento di un'altra personalità. Dalle origini della civiltà umana il dono ha assunto una funzione sociale importantissima e ampiamente studiata da filosofi e antropologi, che è quella di creare legami.

Nella cultura occidentale e cattolica, il dono è la base dei rapporti interpersonali, fondamento dei legami sociali, gerarchici e religiosi. L'iconografia cristiana è segnata profondamente dalla rappresentazione simbolica dei doni, corrisposti nella maggioranza dei casi al Bambino neonato e alla Madonna (L'Adorazione dei magi del Parmigianino ne è solo un esempio). Legato strettamente al culto della natalità, l'atto del donare è poi conseguentemente associato alla dimensione dell'infanzia. L'attesa e il mistero del regalo promesso, che permettono di trasfigurare il racconto del reale attraverso lo sguardo di un bambino, sono al centro di tante ricerche letterarie in ogni tempo. Ne “Il dono di Natale” Grazia Deledda riesce a sintetizzare nel tema del dono il racconto di un mondo contadino regolato proprio dalla necessaria condivisione di spazi, beni, gesti che sono ora negati, ora offerti al bambino protagonista.
Nonostante questa indubbia centralità nell'immaginario e nella storia della cultura occidentale, parlare di dono oggi può comportare numerose difficoltà. Nella società capitalistica l’uomo si è abituato a comprare quasi tutto, mentre i suoi sogni e i suoi desideri sono condizionati in maniera sempre più pervasiva dalla pubblicità e dal sistema dei mass media. Il dono ha quindi un ruolo marginale nella sua vita: nell'era del benessere diffuso i regali sono limitati a poche occasioni (compleanni, Natale, ricorrenze) rigidamente codificate e spesso automaticamente indotte. L'accelerato aumentare dei beni disponibili e accessibili da ognuno di noi fa si che, oggi, il tema del dono sia sempre più ridotto ad un costume sociale del tutto stereotipato, vincolato a standard di comportamento e di consumo che eludono, invece di approfondire, l'ascolto dell'altro da sé. Come espongono Marco Aime e Anna Cossetta nel volume “Il dono ai tempi di internet”, in rete oggi è possibile trovare qualsiasi prodotto in maniera semplice, veloce e, spesso, gratuita: informazioni, contenuti culturali, beni di consumo, ogni cosa risulta immediatamente scaricabile e acquisibile secondo un procedimento che esclude la ricerca materiale dell'oggetto e l'impiego volontario del proprio tempo per la sua acquisizione. Ma più di ogni altra cosa, la messa a disposizione di file su internet esclude il paradigma antropologico del dono, fondato sul rapporto fra donatore e ricevente e sulla tensione della perdita. Negli scambia via web, nessuno rinuncia ad un oggetto per farne dono ad un altro, il donatore non conosce l'identità del ricevente, ridotto ad una unità nel conteggio delle visite o dei download. Se è vero che la rete permette di raggiungere dati e beni altrimenti appannaggio di pochi privilegiati, è altrettanto vero che la negazione dell'atto del dono rende molto più complicato stabilire rapporti significativi. Le persone condividono sempre di più (immagini, musiche, esperienze, testimonianze, oggetti) ma senza mai entrare davvero in contatto l'uno con l'altro e senza che lo scambio si traduca in una conoscenza dell'altro. Quella stessa rete che sembra poter dare ad ogni utente tutto ciò di cui ha bisogno, in realtà gli nega la cosa di cui hanno più bisogno: la relazione profonda con altri esseri umani, la possibilità di conoscere se stessi attraverso l'interrogazione e l'ascolto dei propri simili.