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La promozione dipende dal voto in condotta

Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ritiene che il voto in condotta deve essere preso in considerazione per la promozione degli studenti

di Barbara Leone 14 luglio 2008

mariastella gelminiIl ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ritiene che il voto in condotta deve avere un ruolo determinante per la promozione degli studenti: "Col forum degli insegnanti e degli studenti stiamo ragionando sull’ipotesi di legare la promozione anche alla condotta. Io trovo incomprensibile che non si valuti in alcun modo il comportamento dei ragazzi. In qualche modo anche la condotta ha la sua valenza, è importante conoscere l’italiano o la matematica ma anche il rispetto delle regole deve avere la giusta considerazione".
Nel prossimo anno scolastico, quindi, la promozione potrebbe dipendere anche dal voto che ogni studente ottiene per il suo comportamento in classe.
Mariastella Gelmini ha infatti dichiarato di avere in mente un progetto importante che presenterà nelle prossime settimane e che sarà basato sul merito, per premiare gli studenti che oltre a studiare con profitto, si comportano bene in classe.

E già sono arrivate le prime proteste contro l'idea del ministro. L'Unione degli Studenti, il sindacato studentesco che si batte per i diritti degli studenti, ha dichiarato che il ministro Gelmini "ha commesso una leggerezza che dimostra la sua poca conoscenza del mondo della scuola e dei diritti degli studenti, sostenendo di voler valutare il comportamento ai fini del successo formativo, tramite il voto di condotta. E' inutile ricordare che il voto di condotta ai fini della bocciatura è stato abolito con l'istituzione dello statuto dei diritti degli studenti, una grande conquista del movimento studentesco e della democrazia nelle scuole".
Per l'UdS "tornare ai vecchi Decreti regi, istituiti sotto la disciplina fascista, sembra un ritorno al passato che già il ministro Moratti aveva provato a mettere in atto, senza successo. Per questo promettiamo battaglia non solo per difendere i diritti sanciti, ma soprattutto per il rispetto degli stessi".

Anche il sindacato studentesco Rete degli Studenti, che sottolinea di non aver avuto contatti con il Ministro per discutere della proposta, si dichiara contrario a questa idea, perchè "la convivenza democratica ha bisogno di regole che coinvolgano anche gli aspetti del comportamento, ma questo non può in nessun modo ledere il diritto inalienabile di ogni studente di essere valutato per ciò che ha appreso, in modo separato rispetto alla valutazione sul comportamento e la disciplina". La Rete degli Studenti ritiene inoltre che "la mancanza di risposte efficaci per rilanciare la scuola pubblica non può essere continuamente scaricata sulla negazione dei diritti degli studenti".

Angela Nava, presidente del Coordinamento dei genitori democratici, è contraria alla valutazione del voto in condotta, in quanto "rischia di essere una scorciatoia rispetto ai problemi reali della scuola e del rapporto alunni-docenti. Quella del voto di condotta è una vecchia campagna: ci aveva già provato la Moratti facendo anche dei sondaggi tra le famiglie. La valutazione delle singole discipline di per sè già non è sganciata dalla condotta che il ragazzo tiene in classe, perché quando attenzione e partecipazione non ci sono è impossibile che ci siano le competenze".
Quindi per il Coordinamento dei genitori, pensare di prendere in considerazione il voto in condotta per la promozione o la bocciatura di uno studente è "un passo indietro e non è l'unica strada per ridare credibilità alla scuola e agli insegnanti".

Per il Ministro però questa proposta non rappresenta un ritorno al passato, ma una necessità perchè "di fronte al ripetersi di gravissimi episodi di bullismo, accanto alla disponibilità a capire e affrontare il disagio di tanti giovani, va pure ristabilito il principio di autorità dando strumenti adeguati ai docenti".
E c'è qualcuno che si dichiara favorevole alla proposta del ministro. Il presidente dell'Associazione nazionale presidi, Giorgio Rembado, ritiene infatti che l'idea di un ritorno del voto in condotta ai fini della promozione sia da prendere seriamente in considerazione, in quanto "la svalutazione del comportamento degli studenti ha portato risultati negativi sia nella crescita della disciplina degli alunni che nella loro educazione. Ritornare semplicemente al passato è difficile. Occorre quindi una riflessione e una discussione seria sulla questione, che porti a individuare le modalità più adeguate per ridare peso a questa valutazione aggiuntiva".

Inoltre la proposta è stata accolta favorevolmente dall'Associazione nazionale presidi e dal Moige. Il Movimento italiano genitori ha apprezzato l'idea del ripristino di norme ''che non solo consentono una valutazione più ampia della crescita e della maturazione dei ragazzi, ma soprattutto mirano a restituire alla scuola l'autorità che merita attraverso l'ordine, la legalità e il rigore''. Per il Movimento Studenti Cattolici "c'è la necessità di affrontare il tema del comportamento a scuola attraverso regole chiare e condivise da tutta la comunità scolastica che prevedano sanzioni disciplinari adeguate". 
E voi cosa ne pensate? 

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Commenti

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Giuseppe mercoledì, 1 ottobre 2008

Perché dire no alla riforma

La riforma Gelmini, in fase di approvazione, poirterà notevoli cambiamenti nell'istruzione (per chi non lo sapesse: maestro unico alle elementari, riduzione delle classi e aumento del numero di studenti per classe, reintroduzione del voto in condotta, chiusura di molti istituti scolastici e ritorno del vecchio "avviamento al lavoro" al termine della scuola media).
Tale riforma vuol dire non solo un ritorno alla scuola antecedente il Sessantotto, con un maggiore rischio repressione non solo per i bulli, ma anche per quegli alunni che contestano i prof o il preside o che sono avversi a questi ultimi, ma anche un peggioramento della qualità dell'istruzione, specie alle elementari.
Una recente statistica ha verificato che i fondi spesi per alunno sono superiori alla media OCSE solo alle scuole elementari. Tale statistica é stata usata da politici e imprenditori per giustificare tagli all'istruzione (come se fossero soldi sprecati!!) e per sdrammatizzare sul basso livello qualitativo della scuola italiana.
Sempre secondo questa statistica, infatti, la scuola italiana é peggiore di quella messicana e cilena, ma un importante dirigente di Confindustria, intervistato alcuni giorni fa dal Corriere, ha dichiarato "E'vero, ma la scuola italiana é migliore di quella della Slovacchia" (senza offesa per la Slovacchia, però non mi sembra qualcosa di cui andare molto fieri...)
L'avviamento al lavoro, inoltre, é un ritorno a quanto prevedeva la riforma Moratti, con la separazione netta tra avviamento liceale e professionale e la chiusura degli accessi universitari a coloro che scelgono quest'ultimo. Un'idea antiquata, basata sulla concezione dello studente professionale come nullafacente da avviare solo al lavoro, dimenticando che all'università, in molti casi, si parte da zero e che in alcune facoltà gli studenti delle professionali si troverebbero addirittura leggermente avvantaggiati rispetto agli altri.
L'unica cosa buona di tale riforma é il ritorno dell'educaione civica, al fine di ridurre la dilagante ignoranza degli studenti su tematiche politico-sociali.
Pertanto non posso non invitare tutti gli studenti alla mobilitazione contro tale riforma, é il caso di dirlo... prima che sia troppo tardi e che una partecipazione ad una protesta voglia dire 7 in condotta!!

n° 21
superdc94 mercoledì, 23 luglio 2008

bo

da noi in trentino il voto di condotta c'è gia xò nn lo vorrei

n° 20
Bonito martedì, 22 luglio 2008

ma io cosa ci vado a fare a scuola allora..

cosi ci saranno leccaculo ad ogni angolo di scuola..
meglio di ogni previsione si torna indietro..
se sono i professori i balordi non e colpa degli studenti..
perchè allora non ci mettiamo la divisa...

n° 19
chiara mercoledì, 23 luglio 2008

Re: ma io cosa ci vado a fare a scuola allora..

> cosi ci saranno leccaculo ad ogni angolo di scuola..
> meglio di ogni previsione si torna indietro..
> se sono i professori i balordi non e colpa degli
> studenti..
> perchè allora non ci mettiamo la divisa...

non temere, la reintrodurranno

Je venerdì, 19 settembre 2008

Re: ma io cosa ci vado a fare a scuola allora..

noi all'alberghiero l abbiamo x le ore di pratica,
il bello è che se sotto la divisa di cucina non hai i calzini bianchi dopo la 3° volta ti becchi anche la nota sul registro!! che schivitù!!

fabbry giovedì, 24 luglio 2008

Re: ma io cosa ci vado a fare a scuola allora..

>> cosi ci saranno leccaculo ad ogni angolo di
>scuola..
>> meglio di ogni previsione si torna indietro..
>> se sono i professori i balordi non e colpa degli
>> studenti..
>> perchè allora non ci mettiamo la divisa...
>
>non temere, la reintrodurranno
>


Non sarebbe affatto una brutta idea. Ordine, disciplina e rispetto sono i primi requisiti che uno studente dovrebbe avere, e questo anche per il proprio interesse. Autogestioni dove si esibiscono imbecilli che fanno animali coi palloncini, assemblee dove si proiettano film di Vanzina, cialtroni che vengono vestiti a scuola come guappi di Scampia o sciacquette conciate come prostitute (peraltro spesso neppure carine), in un clima di orgia caotica collettiva sono usanze che devono essere neutralizzate con ogni sistema, se non vogliamo arrivare a mettere i metal detector all'ingresso delle scuola (cosa su cui sarei profondamente d'accordo). E non vedo perchè non istituire anche un sistema di vigilanza, con addetti autorizzati a riportare ordine nei corridoi, nei gabinetti, alle macchinette del caffè perennemente occupate da pelandroni analfabeti che hanno anche il coraggio di pretendere diplomi-omaggio. La pessima qualità della scuola italiana passa innanzitutto per la cialtroneria dei suoi frequentatori: alunni le cui famiglie di debosciati non hanno insegnato loro nulla se non a comportarsi da delinquentelli o, al limite, a rimbecillirsi davanti alla TV e che pensano che i docenti debbano levarsi il cappello di fronte a questa razza di lestofanti. I primi responsabili sono, ovviamente, i genitori: ignoranti e presuntuosi, convinti di avere dei figli intelligenti e che invece al massimo sanno trasformarsi in alberi di natale con piercing e company o trascorrere le loro giornate mandando sms al vicino di casa. La divisa, il decoro, le espulsioni, le punizioni facili (esattamente come si fa coi clandestini: queste sono le regole, se non ti vanno, RAUS), sono il primo passo per restituire alla scuola italiana decoro e qualità.
Il lassismo e la tracotanza di giovinastri impasticcati, che non leggono nulla se non il manuale di istruzione del cellulare, perennemente semi-alcoolizzati e vestiti come sul set di un film porno di bassa qualità, con l'appoggio di madri e padri analfabeti, vanno RAPIDAMENTE RIPORTATI ALL'ORDINE.
Saluti

ale giovedì, 24 luglio 2008

Re: ma io cosa ci vado a fare a scuola allora..

>>> cosi ci saranno leccaculo ad ogni angolo di
>>scuola..
>>> meglio di ogni previsione si torna indietro..
>>> se sono i professori i balordi non e colpa degli
>>> studenti..
>>> perchè allora non ci mettiamo la divisa...
>>
>>non temere, la reintrodurranno
>>
>
>
>Non sarebbe affatto una brutta idea. Ordine,
>disciplina e rispetto sono i primi requisiti che
>uno studente dovrebbe avere, e questo anche per il
>proprio interesse. Autogestioni dove si esibiscono
>imbecilli che fanno animali coi palloncini,
>assemblee dove si proiettano film di Vanzina,
>cialtroni che vengono vestiti a scuola come guappi
>di Scampia o sciacquette conciate come prostitute
>(peraltro spesso neppure carine), in un clima di
>orgia caotica collettiva sono usanze che devono
>essere neutralizzate con ogni sistema, se non
>vogliamo arrivare a mettere i metal detector
>all'ingresso delle scuola (cosa su cui sarei
>profondamente d'accordo). E non vedo perchè non
>istituire anche un sistema di vigilanza, con
>addetti autorizzati a riportare ordine nei
>corridoi, nei gabinetti, alle macchinette del caffè
>perennemente occupate da pelandroni analfabeti che
>hanno anche il coraggio di pretendere
>diplomi-omaggio. La pessima qualità della scuola
>italiana passa innanzitutto per la cialtroneria dei
>suoi frequentatori: alunni le cui famiglie di
>debosciati non hanno insegnato loro nulla se non a
>comportarsi da delinquentelli o, al limite, a
>rimbecillirsi davanti alla TV e che pensano che i
>docenti debbano levarsi il cappello di fronte a
>questa razza di lestofanti. I primi responsabili
>sono, ovviamente, i genitori: ignoranti e
>presuntuosi, convinti di avere dei figli
>intelligenti e che invece al massimo sanno
>trasformarsi in alberi di natale con piercing e
>company o trascorrere le loro giornate mandando sms
>al vicino di casa. La divisa, il decoro, le
>espulsioni, le punizioni facili (esattamente come
>si fa coi clandestini: queste sono le regole, se
>non ti vanno, RAUS), sono il primo passo per
>restituire alla scuola italiana decoro e qualità.
>Il lassismo e la tracotanza di giovinastri
>impasticcati, che non leggono nulla se non il
>manuale di istruzione del cellulare, perennemente
>semi-alcoolizzati e vestiti come sul set di un film
>porno di bassa qualità, con l'appoggio di madri e
>padri analfabeti, vanno RAPIDAMENTE RIPORTATI
>ALL'ORDINE.
>Saluti
>


caro fabbry tu devi essere proprio un povero sfigato di quelli che se ne sta tutto il giorno tra casa e chiesa, fortunatamente di gente come te non ce n'è tanta in giro altrimenti il termine scuola e il termine campo di concentramento potrebbero benissimo essere sinonimi.
goditi la vita ke è una sola

Bonito martedì, 22 luglio 2008

Ma

dopo io cosa ci vado a fare a scuola..

n° 18
ameno venerdì, 18 luglio 2008

Ripeto: valutare!

il fatto che in classe si debba tenere un giusto e corretto comportamento nei confronti dei colleghi, dei professori e degli operatori scolastici, nonchè delle strutture che ci circondano è ovvio.
E' giusto dare un maggior peso al rispetto delle regole, per una migliore convivenza civile e costruire il ragazzo del presente e l'uomo del domani...il problema sta nel valutare questo strumento del voto in condotta...
Secondo me NON è giusto in quanto potrebbe essere un valido mezzo di RICATTO verso NOI studenti. Ragazzi possiamo essere ricattati.
Immaginiamo studenti che vanno bene o anche abbastanza bene e che decidano di fare qualcoasa (autogestione, giornata di protesta...qualsiasi COSA!): alcuni professori potrebbero legarsela al dito e non potendo abbassare il voto nei confronti di studenti motivati e bravi decidano, insieme al consiglio di classe, di dare un voto negativo alla condotta....sarebbe un modo per TENERE IN SCACCO gli studenti che come automi devono OBBEDIRE senza dir di no a padroni frustrati e altrettanto sfruttati di nome professore.
Non è questo il giusto e corretto cammino, NON CI DEVONO ESSERE RICATTI,RICATTATI e RICATTATORI...la buona condotta si ottiene con il dialogo, con una condotta positiva dei professori e dei genitori che devono dare l'esempio.
Si possono ottenere ottimi risultati anche organizzando (magari il pomeriggio o saltando qualche ora) delle lezioni interattive, basate sulla peer education che possano dare spazio maggiormente a un buon rapporto professore-alunno....anzi ALUNNO-professore!
Non pensiamo che la repressione sia la miglor arma...abbiamo la prevenzione e il dialogo.

n° 17
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