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Un anno in meno di scuola "per svegliare i ragazzi"

Non sarebbe una novità assoluta. In molti paesi europei infatti ci si iscrive all'università nell'anno in cui si raggiunge la maggiore età. Il progetto di accorciare la durata delle superiori è già stato preso in considerazione nel recente passato, ma poi non se ne fece nulla. Ma c'è chi dice che non bisognerebbe accelerare l'adolescenza

di andrea maggiolo 5 maggio 2010
E' un'idea del rettore dell'Università Bocconi, "per svegliare i ragazzi": un anno in meno di scuola superiore, per permettere ai ragazzi di affacciarsi al mondo universitario e professionale a 18 anni.

Affronta l'argomento il Corriere della Sera. Guido Tabellini, rettore dell'ateneo milanese, ha sondato il terreno durante un convegno per le prospettive dell'istruzione secondaria. Non sarebbe una novità assoluta. In molti paesi europei infatti ci si iscrive all'università nell'anno in cui si raggiunge la maggiore età. Il rettore sottolinea come una caratteristica dei giovani italiani sia di "essere un passo indietro su tutto: nell'uscire di casa, nel formare una famiglia, nel cercare un lavoro".

Uno studio fatto in Svizzera qualche tempo fa ha dimostrato come chi esce prima da scuola non sia assolutamente penalizzato nel suo percorso di studi rispetto a chi rimane un anno in più tra i banchi delle superiori. E poi, come dice Tabellini, da ragazzi si hanno più energie e "si può dare molto di più".

Fino a qui le parole. Trasformare il progetto in realtà sarebbe comunque complicato perchè bisognerebbe riorganizzare tutto il sistema scolastico. La situazione italiana tra l'altro è aggravata dal sostanziale fallimento del 3+2 universitario. Quasi tutti gli studenti per avere tra le mani un titolo spendibile in modo efficace sul mercato del lavoro prendono la laurea specialistica e restano quindi cinque anni all'università.

studenti_allegriIl progetto di accorciare la durata delle superiori è già stato preso in considerazione nel recente passato. Mimmo Pantaleo della Cgil dice al Corriere: "Prima Berlinguer poi la Moratti hanno valutato la fattibilità, ma non si è fatto nulla. Ora però quella di allinearsi agli altri paesi europei è un'esigenza molto sentita. Per farla bisogna programmare un riordino di tutti i cicli, per renderli omogenei gli uni agli altri. Dall'infanzia alle superiori, un unico sistema senza bruschi salti".

Un discorso quindi di qualità dell'insegnamento, ma Marco Lodoli, giornalista, scrittore e allo stesso tempo professore in una scuola della periferia romana, non è d'accordo con la proposta: "I cinque anni di liceo sono preziosi, non bisognerebbe accelerare l'adolescenza. Senza contare che bamboccioni non si è a 18 anni, anche perché fuori ci sono poche occasioni da sfruttare. Se il problema è allinearsi con l'Europa allora potremmo pensare di mandare i bambini a scuola a 5 anni".

Tra i numerosi problemi che si trova ad affrontare oggi il mondo della scuola, questo non è forse tra i più urgenti. E l'articolo del quotidiano di via Solferino si chiude con una battuta del preside dello scientifico milanese Vittorio Veneto, Michele D'Elia: "E' una bestialità, abbiamo una scuola che ci invidiano anche all'estero. Questa idea è solo uno specchietto per le allodole".

Fonte: Corriere della Sera

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Commenti

Tizio giovedì, 6 maggio 2010

Discutibile.

Non mi pare vivendoci dentro che gli universitari siano poi così svegli, anzi, spesso a sentirli aprir bocca c'è di che piangere.
In più il livello della scuola superiore è già abbastanza scarso.E' lì che si dovrebbe acquisire una cultura personale utile nella vita, andando poi ad affinarsi e "specializzarsi" nelle università.
Peccato non bastando le penose scuole superiori si abbia ormai anche una istruzione universitaria da baraccone, fatta giusto per tenere in ammollo qualche anno in più futuri disoccupati tanto illusi quanto pretenziosi.
Ridurre i tempi morti è una buona idea.Io direi di lasciare così le superiori e migliorare l'università: frequenza obbligatoria per tutti, progress tests in itinere, via esami inutili e via tutti quei provvedimenti burocratici perditempo che non val la pena di nominare, regole condivise per tutte le università e possibilità di tirocini/approfondimenti seri.Concludendo corsi di lingua straniera e informatica (fatti seriamente) obbligatori per tutti.

n° 4
titti giovedì, 6 maggio 2010

scuola

sarebbe bello ma secondo me è inutile ora manca 1 mese dall esame di maturità e poi addio scuola!

n° 3
tweety giovedì, 6 maggio 2010

R: scuola

> sarebbe bello ma secondo me è inutile ora manca 1 mese dall esame di maturità e poi addio scuola!
2° me + che dell'addio scuola dovresti pensare al benvenuto lavoro!

Pirrolo giovedì, 6 maggio 2010

R: R: scuola

Ma quale lavoro?

.. giovedì, 6 maggio 2010

R: R: R: scuola

> Ma quale lavoro?
Quello di passare intere giornate davanti allo schermo attaccato ad Internet per perseguitare psicologicamente uno sconosciuto???
E' vero, TU almeno ce l'hai un "lavoro"...

Pirrolo mercoledì, 5 maggio 2010

scuola più snella

La scuola così com'è fa schifo e tenerci a forza i ragazzi fino a 19 anni è inutile.

Non solo quindi è bene ridurre la durata della scuola, in modo da rimetterla in linea con quella dei paesi sviluppati (Regno Unito, Francia, Stati Uniti), ma è bene anche fare selezione in ingresso all'università in modo da selezionare la preparazione di chi entra.

Questo è un bene per i ragazzi, in modo che chi non ha voglia di studiare se ne renda conto subito e trovi con un anno d'anticipo una via per il lavoro.

Ed è bene anche per i nostri conti pubblici, visto che si tratta di un anno di scuola in meno (con conseguente minore bisogno di docenti).

n° 2
.. giovedì, 6 maggio 2010

R: scuola più snella

> La scuola così com'è fa schifo e tenerci a forza i ragazzi fino a 19 anni è inutile.
>
> Non solo quindi è bene ridurre la durata della scuola, in modo da rimetterla in linea con quella dei paesi sviluppati (Regno Unito, Francia, Stati Uniti), ma è bene anche fare selezione in ingresso all'università in modo da selezionare la preparazione di chi entra.
>
> Questo è un bene per i ragazzi, in modo che chi non ha voglia di studiare se ne renda conto subito e trovi con un anno d'anticipo una via per il lavoro.
>
> Ed è bene anche per i nostri conti pubblici, visto che si tratta di un anno di scuola in meno (con conseguente minore bisogno di docenti).

Rimorsi? Rimpianti? Se avessero deciso di fare così prima che tu entrassi all'università non avresti perso (inutilmente) anni della tua (inutile) vita credendo di aver voglia di studiare??? Allora avrei potuto essere d'accordo anch'io, ma ormai che abbiamo comunque uno sfigàto frustrato e represso per non essere riuscito all'università tanto vale!!!

Pirrolo giovedì, 6 maggio 2010

R: R: scuola più snella

non ti preoccupare, la delusione per non essere stato nei tempi giusti l-ho archiviata.

ora cio' che mi angustia e' che tra due anni mezzo mi scade la borsa di dottorato e che il mio guppo non ha soldi per pagarmi il post-doc.
tradotto, invecchiando le preoccupazioni si shiftano dalla scuola, all'universita' al lavoro:la mancanza di quest'ultimo e' il problema finale, sostanzialmente irrisolvibile in italia a meno di cambiamenti epocali che pero' non vi saranno...

.. giovedì, 6 maggio 2010

R: R: R: scuola più snella

> non ti preoccupare, la delusione per non essere stato nei tempi giusti l-ho archiviata.
>
> ora cio' che mi angustia e' che tra due anni mezzo mi scade la borsa di dottorato e che il mio guppo non ha soldi per pagarmi il post-doc.
>
> tradotto, invecchiando le preoccupazioni si shiftano dalla scuola, all'universita' al lavoro:la mancanza di quest'ultimo e' il problema finale, sostanzialmente irrisolvibile in italia a meno di cambiamenti epocali che pero' non vi saranno...

"Escapismo"... Con questa parola di origine inglese si definisce una condizione come la tua, quella di chi tende a rifugiarsi nei sogni e nella fantasia dell'irrealtà quando la realtà che prova su sé stesso è troppo amara da accettare... E se non l'avessi capito l'intero messaggio è un'analisi delle tue dichiarazioni sulla tua fantomatica "carriera POST(quando non c'è stata neanche una PRE)universitaria"... PUAH!!!!!!!!!

Tizio mercoledì, 5 maggio 2010

Discutibile.

Non mi pare vivendoci dentro che gli universitari siano poi così svegli, anzi, spesso a sentirli aprir bocca c'è di che piangere.
In più il livello della scuola superiore è già abbastanza scarso.E' lì che si dovrebbe acquisire una cultura personale utile nella vita, andando poi ad affinarsi e "specializzarsi" nelle università.
Peccato non bastando le penose scuole superiori si abbia ormai anche una istruzione universitaria da baraccone, fatta giusto per tenere in ammollo qualche anno in più futuri disoccupati tanto illusi quanto pretenziosi.
Ridurre i tempi morti è una buona idea.Io direi di lasciare così le superiori e migliorare l'università: frequenza obbligatoria per tutti, progress tests in itinere, via esami inutili e via tutti quei provvedimenti burocratici perditempo che non val la pena di nominare, regole condivise per tutte le università e possibilità di tirocini/approfondimenti seri.Concludendo corsi di lingua straniera e informatica (fatti seriamente) obbligatori per tutti.

n° 1
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