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Le condizioni del nostro sistema scolastico
richiedono scelte coraggiose di rinnovamento: non sono
sostenibili posizioni di pura difesa dell'esistente. Non si
può ripartire da zero ogni volta che cambia il quadro
politico. Una analisi oggettiva su basi rigorosamente tecniche
è contenuta nel "Quaderno bianco" presentato un anno fa dal
governo Prodi. Il confronto parta da lì", ha invitato
Napolitano. "Occorre muoversi con spirito costruttivo, con uno
sforzo di maggiore serenità, nel confronto tra maggioranza e
opposizione in Parlamento e tra governo e parti sociali.
Si parta dai problemi che nessuno può negare e si
discutano con spirito aperto tutte le diverse soluzioni.
Facciano tutti uno sforzo per evitare contrapposizioni pericolose e
mostrino senso della misura e realismo. Questo approccio
è essenziale per affrontare il problema delle risorse.
La
spesa per l'istruzione va collocata fra le priorità
per l'avvenire del paese e merita una speciale considerazione.
Ma è anche vero che l'Italia nel suo
stesso vitale interesse ha assunto l'impegno di ridurre a zero il
deficit pubblico nei prossimi anni. Nessuno
può sfuggire a questo imperativo. Ciò comporta,
inutile negarlo, un contenimento della spesa per la scuola anche se
l'obiettivo di una minore spesa non può prevalere su tutti
gli altri, e va formulato, punto per punto, con grande attenzione, in
un clima di dialogo. Ma ciò non può risolversi
nel rifiuto di ogni revisione necessaria a fini di risparmio. Deve
invece tradursi nel massimo sforzo sul piano della razionalizzazione e
del maggior rendimento della spesa per la scuola, sul piano del
sostanziale miglioramento della sua qualità".
Il Capo dello Stato ha ricordato che "la scuola non deve separarsi
dalla società, deve istruire; ma deve anche far crescere il
senso civico" e in questo senso ha salutato con soddisfazione la
proposta del ministro Gelmini di sperimentare l'insegnamento
dell'educazione civica, dei principi e dei valori della Costituzione
che costituisce la base del nostro stare insieme, come italiani, nel
rispetto di tutte le diversità.
Il rinnovamento
deve valorizzare gli insegnati con livelli adeguati di partecipazione e
di riconoscimento sociale nonchè il contributo
delle famiglie perché esse, ha concluso, sono impegnate
nella stessa missione educativa della scuola".
Nel corso dell'inaugurazione dell'anno scolastico
il Ministro Gelmini
ha celebrato l'importanza della scuola considerata uno dei
pilastri della Repubblica Italiana, una dichiarazione che
non
ha però convinto le associazioni studentesche che si
chiedono come possa conciliarsi questa affermazione con una politica di
tagli di oltre 7 miliardi di € nei prossimi 3 anni.
Per protestare contro riforme e tagli l'
Unione
degli Studenti il 10 ottobre scenderà in piazza
in più di 100 città.
tagliare-tagliare-tagliare
L'istituzione scolastica è un'istituzione che punta sul futuro di svariate generazione che poi dovranno intraprendere il mondo del lavoro etc... Quindi fare dei tagli alla scuola significa fare dei tagli al futuro!!!! Vergogna!!! Invece di tagliare i finanziamenti diretti alle scuole tagliatevi gli stipendi!!! E lasicate in pace la scuola che darà le basi culturali a quelli che in un futuro prossimo dovranno rappresentare il nostro PAESE!!!!
Fatti non parole
Geniale!!
-Spese +Rendimento
Idea nuova e rivoluzionaria, e sopratutto possibilissima
istruzione
...quel che serve è PROGRESSO, quel che abbiamo è REGRESSO...