Dal mese di settembre
gli istituti tecnici e professionali perderanno circa 10.000 insegnanti. E' questo il numero di tagli che riguarderà questo settore delle scuole superiori nell'ambito della riforma scolastica del Ministro Gelmini. Il taglio degli insegnanti, previsto per il prossimo anno scolastico nelle scuole superiori, si abbatterà soprattutto sugli
istituti che offrono una formazione più tecnica e specifica. La riduzione del numero di insegnanti in queste scuole porterà anche ad una
riduzione del numero settimanale di ore di lezione. Dallo scorso anno scolastico l'orario settimanale è già stato ridotto da 36 a 32 ore per tutte le prime classi. Dal mese di settembre, invece, la riduzione riguarderà anche le
terze classi degli istituti professionali e le
terze, quarte e quinte classi degli istituti tecnici.

Una riduzione che riguarderà principalmente le ore di
matematica, informatica, materie tecniche e laboratorio. I sindacati insorgono per il fatto che i tagli colpiranno le scuole tecniche e professionali, rischiando così di determinare "
classi sempre più affollate ed orari ridotti all'osso".
Mimmo Pantaleo, segretario nazionale della Flc Cgil, ha espresso perplessità, in un'intervista al free press Leggo, su questo taglio del numero degli insegnanti, perché
si penalizza la formazione tecnica.
Secondo Pantaleo, infatti, la
riduzione oraria in tutte le classi "
significa minori possibilità di formazione adeguata, priva di laboratori e materie tecniche". Inoltre "
in questi istituti si addensa il maggior numero di bocciati, di stranieri e di disabili", quindi "un taglio simile è insostenibile". Pantaleo conclude il suo discorso sostenendo che, con la riforma, "
gli istituti tecnici e professionali sono sempre più i parenti poveri dell'istruzione", contraddicendo il fatto che
questa riforma avrebbe migliorato la formazione tecnica.