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Pubblicità nelle classi per comprare banchi e sedie

La provincia di Barletta-Andria-Trani per ridurre il proprio impegno finanziario ha messo a disposizione di sponsor privati le suppellettili delle sue scuole, fissando la tariffa a 69,80 euro (Iva esclusa). Le reazioni dal mondo politico non si sono fatte attendere. "Ci siamo - dice Antonio Decaro del PD - i tagli alla scuola della Gelmini cominciano a dare i primi frutti"

di andrea maggiolo 6 ottobre 2010
Che le casse delle scuole fossero vuote (o quasi) si sapeva da tempo, ma ora la situazione sta prendendo delle pieghe tragicomiche. La provincia di Barletta-Andria-Trani per ridurre il proprio impegno finanziario ha messo a disposizione di sponsor privati le suppellettili delle sue scuole, fissando anche la tariffa: 69,80 euro (Iva esclusa). Le aziende potranno in questo modo farsi pubblicità su un placca posizionata su banchi, sedie e via dicendo.

Non è una proposta provocatoria, né un'idea destinata a essere dimenticata da un giorno all'altro. E' stato indetto un vero concorso pubblico, e per partecipare le aziende avranno tempo fino al prossimo 30 novembre. Il tariffario è molto dettagliato: sponsorizzare il completo banco-sedia dell'alunno costa 69,80 euro oltre l'iva, di cui 49,90 euro per il banco e 19,90 euro per la sedia. In futuro probabilmente potranno essere sponsorizzate anche lavagne, computer e tutti gli arredi di una normale scuola.

Le reazioni dal mondo politico non si sono fatte attendere. "Ci siamo - dice Antonio Decaro del PD - i tagli alla scuola del manager dell'istruzione Mariastella Gelmini, cominciano a dare i primi frutti. Invece di andare a scuola, agli studenti pugliesi sembrerà di andare a fare shopping. E invece di prendere le distanze dal mondo dorato e finto della pubblicità, ci si immergeranno testa e piedi, perdendo definitivamente il rapporto con la realtà e il vero significato della cultura".

aula_scolastica_vuotaE' stato l'assessore provinciale all'Istruzione, Pompeo Camero, ad avere l'idea di cercare gli sponsor per ognuna delle 53 scuole secondarie della provincia: "E' una idea compatibile con la pubblica amministrazione in una visione moderna della stessa. Sicuramente non ci saranno controindicazioni".

Camero dice che queste soluzioni sono necessarie perché la scuola non è più al centro degli interessi della società. "Sono un padre anche io e spero di lasciare il segno alle nuove generazioni. Rispetto a loro - afferma - mi ritengo fortunato perché mi sono collocato bene e ho avuto una scuola accettabile. Qui c'è il rischio serissimo che il piano dell'offerta formativa possa degradare proprio perché i soldi sono sempre di meno in tutta la filiera della pubblica amministrazione, quindi nella pubblica istruzione".
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Commenti

Fabrizio mercoledì, 13 ottobre 2010

meglio del sole delle alpi..

per lo meno al momento del voto ci saranno cittadini più coscenziosi.

n° 3
Alex mercoledì, 13 ottobre 2010

R: meglio del sole delle alpi..

> per lo meno al momento del voto ci saranno cittadini più coscenziosi.
Nel senso che saranno stati così rincitrulliti dalla bieca ottica del mercato che voteranno il berlusca?
O che si saranno resi conto che uno come lui non va mai votato?
Quale delle 2?

Alex lunedì, 11 ottobre 2010

i rischi...

Se si limitasse a qualche "marchio" sugli arredi potrebbe anche andar bene. Certo, alle elementari è brutto che dei bambini indifesi si debbano sorbire pubblicità, più o meno occulta.
Vedo però parecchi rischi: ricordo di una industria chimica che scaricava liquidi tossici in un fiume. Le analisi delle acque "ufficiali" la assolvevano, dicevano che l'acqua era pulitissima. Guarda caso, i chimici incaricati lavoravano per quella ditta! I cittadini dovettero incaricare dei chimici indipendenti per avere risultati veritieri.
Rischiamo di avere ricercatori universitari sul libro paga di qualche multinazionale trafficona dedita alla corruzione e alle tangenti (cosa assai diffusa nell'Italietta di oggi).

n° 2
omg mercoledì, 6 ottobre 2010

ohmioddio

Tutto procede secondo i piani (del governo): la scuola pubblica si sta entamente trasformando in un "bisnes", in un'azienda privata soggetta alle regole del mercato...

n° 1
Susanna giovedì, 14 ottobre 2010

R: ohmioddio

> Tutto procede secondo i piani (del governo): la scuola pubblica si sta entamente trasformando in un "bisnes", in un'azienda privata soggetta alle regole del mercato...

Si bisnes XD business per gli amici

Fabrizio mercoledì, 20 ottobre 2010

R: R: ohmioddio

> > Tutto procede secondo i piani (del governo): la scuola pubblica si sta entamente trasformando in un "bisnes", in un'azienda privata soggetta alle regole del mercato...
>
> Si bisnes XD business per gli amici
...certo che se non hai neanche capito l'ironia, era pure tra virgolette...

vincenzo mercoledì, 2 marzo 2011

R: R: R: ohmioddio

finalmente si danno da fare invece di stare sempre a mungere la mucca pubblica !!!!!
se anche l'università si muovesse a trovare sponsor privati per le sue ricerche avrebbe le risorse per pagare tanto i ricercatori e docenti prestigiosi e non i figli di qualcuno..
eviteremmo ricercatori che scaldano la sedia da decenni e le fughe di cervelli di chi ha voglia di lavorare e guadagnare ed i nostri laureati acquisirebbero prestigio sul mercato del lavoro

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