Un ragazzo tra i 18 ed i 20 anni è entrato in un istituto di formazione per disoccupati, nel centro di Atene, ed ha aperto il fuoco contro uno studente che si trovava lì. Tra le prime notizie, pare che il ragazzo si sentisse "vessato dai compagni", per questo motivo ha deciso di "farsi giustizia" da solo, sparando contro altri ragazzi. Nel corso della sparatoria sono rimaste ferite altre due persone, oltre al suo compagno dell'istituto. Lo studente infatti, dopo aver sparato al compagno di scuola, ha diretto l'arma verso due operai che stavano lavorando in un cantiere vicino all'istituto e che al momento degli spari si sono avvicinati alla scuola per capire cosa stava succedendo.
Infine il giovane si è sparato alla testa ed è morto in ospedale mentre i medici lo stavano operando per cercare di salvargli la vita. Le tre persone ferite dallo studente sono state ricoverate in ospedale: il compagno di scuola è il più grave, in quanto è stato ferito al torace, mentre i due operai hanno riportato ferite leggere alle gambe e non sono in pericolo di vita. Secondo quanto riportato dalle forze dell'ordine, il ragazzo aveva due armi di piccolo calibro, era di etnia greca ed era emigrato ad Atene dall'Abkhazia, la repubblica secessionista della Georgia. Dopo la sparatoria, la scuola è stata sgomberata. Dimitris Souras, psichiatra del ministero della Sanità che si è occupato dei feriti, ha dichiarato: "è la prima volta che in Grecia accade una cosa del genere, non si era mai vista una cosa così".