Faccine che ridono, ammiccano e fanno la linguaccia, e
nonsolo,
corredano ogni giorno in Italia 260 milioni di messaggi tra sms ed
email, segno e veicolo di una rivoluzione culturale
che in pochi anni ma in modo radicale ha modificato rapporti
interpersonali, stili di vita e codici di comunicazione.
Non sorprenda allora che un quindicenne nulla sappia della suggestione
di una cartolina proveniente da un luogo esotico: un mms è
ugualmente “efficace”, è più
economico ma soprattutto dà vita a una comunicazione
sincrona, in barba ai meridiani, e “integrata”:
video, musica, voce, grafica, scrittura…
Dedicata come sempre ai giovani e alla cultura contemporanea, a cui
guarda con gioia e ironia, con senso critico e partecipazione, Smemoranda
16 mesi - XXXI Edizione esplora i nuovi territori
della
comunicazione a partire dallo strumento principe, l’sms e
dalla sua regola aurea, la rapidità, bene esemplificati
entrambi nel titolo “Msg For You!”.
Tema
attualissimo che Smemo svolge con l’usuale apertura,
riconoscendo alla rete e ai nuovi codici il merito di aver sdoganato
in modo trasversale la parola scritta, creando connessioni
altrimenti impossibili, ma anche sorridendo delle sintesi da 160
caratteri, ironizzando su tic, manie e fobie legati alla tecnologia e
riflettendo sull’eccessiva disinvoltura con cui oggi la
parola (il pensiero?) è piegata a un consumo immediato,
sincopata, anche bistrattata, il tempo per la riflessione
ridotto a un click.
E che dire dell’amore ai tempi del T9? Gli
sms romantici non restano certo incisi come cuori nella corteccia; in
una scheda sim, se mai.
Meno male che c’è un bellissimo angelo, “l’angelo
Tivibì” che custodisce “le
Parole d’Amore Perdute, incasellate per ordine alfabetico in
una gigantesca parete-libreria piantata nel cosmo (…) e
quando un giorno tutto si calmerà e gli uomini torneranno a
vivere di occhi, di voci, di mani, di cuori, di scritte indelebili e
sogni che durano una notte intera, milioni di scatole da scarpe con
tanto di nastro di raso ci riporteranno le parole scritte in fretta
pigiando i tasti minuscoli delle nostre frenesie
(…).” (Smemoranda 2009, Gino e Michele)
:
Sul tema “Msg For You!” scrivono e disegnano anche
quest’anno un centinaio di collaboratori tra attori
e cantanti, autori televisivi e deejay, giornalisti e campioni sportivi,
con pezzi e vignette inediti dallo stile brillante, ironico e sempre
originale nello sguardo, nei riferimenti, nella voce.
Direttore editoriale: Nico Colonna; direttori: Gino e Michele, Nico
Colonna; redazione: Anna Trezzi, Stefano Giomi, Dolores Redaelli,
Caterina Calducci; progetto grafico: Zetalab.com.
Accanto alle firme storiche (tra le più conosciute quelle di
Antonio Albanese, Claudio Bisio, Aldo Giovanni
& Giacomo, Lella Costa, Enrico Brizzi,
Luciana Littizzetto, la Gialappa's Band, Gino
Strada e i condirettori Gino & Michele), diverse le giovani new
entry: Alessandro Cattelan (conduttore di TRL-Live,
noto programma di MTV), Giuliano Sangiorgi (voce
dei Negramaro) Gianluca Morozzi (scrittore e musicista bolognese)
Cristiano Cavina (scrittore) Serena Sinigaglia
(autrice e regista teatrale milanese) Katia Follesa (dal palco di
Zelig) Teresa Mannino (dal palco di Zelig) Diego Parassole (dal palco
di Zelig) Sergio Parisse (capitano della nazionale italiana di rugby) Alessandro
Troncon (detiene il record di 101 presenze nella nazionale
italiana di rugby).
Sul fronte dei contenuti, sono una cinquantina i pezzi
inediti, oroscopo incluso, e più di cento le vignette,
accanto ad altre simpatiche (e utili) novità, tra le quali
30 sticker colorati in stile sms, una mappa dell’agenda,
segnalazioni a pié di pagina di gruppi musicali e canzoni,
una scheda con foto “segnaletica” dei
collaboratori, una pagina per gli indirizzi email e una per i siti web
preferiti, prima dell’immancabile rubrica a fine agenda.
Così come il tema, ipercontemporaneo è
anche il look, con tre colori base per le copertine (viola,
arancio e nero) e sette colori per i dettagli (verde acido, arancio,
viola, blu, nero, bianco e argento) combinati in quattro formati, per
un totale di 36 varianti (Formato grande: 2 nere, 2 argento, 2 viola;
formato medio: 4 nere, 3 viola, 3 arancio; formato piccolo: 4 nere, 3
viola, 3 arancio; formato pocket: 4 nere, 3 viola, 3 arancio.
Combinazioni cromatiche: Cover nera con dettagli in blu o bianco o
argento o nero; cover viola con dettagli in verde acido o argento o
arancio; cover arancio con dettagli in nero o argento o blu). Il prezzo
di copertina è 13,00 euro per tutti i formati.
Due parole sugli inediti (firme storiche e new entry):
Antonio Albanese
Sociologico. I giovani non sono un problema ma un risorsa e non
è banale ricordarlo se educatori, operatori scolastici e
consiglieri religiosi non danno loro spazio sufficiente (nemmeno spazio
fisico) per esprimersi, sperimentare, condividere: “Non
c’è navigatore satellitare in grado di trovare la
destinazione che i nostri signori del buonsenso ci indicano”.
Aldo, Giovanni & Giacomo
Colto (revisionista). Un esercizio di stile: Shakespeare adattato anzi
“tradotto” e inserito in uno scambio da chat che
suona così: “RM, RM, XCHÉ 6 TU
RM?” Il séguito non è da meno, anzi la
tecnologia può cambiare il corso della storia…
Sarà tragedia o lieto fine?
Alessandro Bergonzoni
Calembour. Dal re della parola giocata, manipolata, elevata alla
potenza, un finto scambio (ma finto per davvero?), tra il surreale e il
grottesco, tratto da un (verosimile) forum di discussione dove si
incontrano improbabili personaggi dai nomi assurdi come Ramengo (che,
neanche a dirlo, sta andando), o Salvo (che fa parte di
un’associazione contro la pena di morte) e Assunta, che
lavora nella fabbrica dei Pensieri…
Enrico Bertolino
Rreale/virtuale. Ironizza sul tema, sollevando la questione della
creatività e della fantasia che la tecnologia tende a
spegnere anziché alimentare, e proponendo un brillante
excursus sugli aspetti più grotteschi della nuova
comunicazione digitale, dalle difficoltà di utilizzo del
“T9” alla quantità ridicola di password
da memorizzare, alle nuove dinamiche di relazione, basate
più sullo scambio virtuale che sul confronto diretto, reale:
“… inutile entrare in Second Life come Avatar se
non stai vivendo nemmeno la First Life come persona”.
Claudio Biso
Riepilogativo. Propone un utile vademecum, diligentemente raccolto
online, per orientarsi tra avatar, nick, netiquette e criptiche
sintesi. Una chicca su tutte: “Wtf hai ftto! Sr x il trplq,
but sn d frt… g2g. Cmq nn t prcpr, brb (btw
tvumdb)… CY!” (Traduzione:
“What the fuck hai fatto! Sorry per il turpiloquio, ma sono
di fretta… I have got to go. Comunque non ti preoccupare,
torno presto (be right back) e by the way ti voglio un mondo di bene.
See you!”
Alessandro Cattelan
Sull'amore e l'amicizia (nel sistema binario). Il mo(n)do dei teenager
in poche frasi: “Sono un ragazzo come tutti, con i suoi sogni
e le sue passioni, e il fatto che per occuparmi di tutto ciò
che m’interessa non debba nemmeno uscire di casa…
beh la trovo una figata.” E ancora: “Non mi
scollego mai da internet perché non voglio perdermi nemmeno
un momento di vita. Dio solo sa cosa succede là fuori quando
vado a dormire e se fosse per me starei sempre sveglio per i miei
amici.” Infine, pensando alla sua lei: “Passavamo
ore al telefono… ora ci sentiamo un po’ meno ma
per fortuna ci sono le promozioni sugli sms, ora ne ho 100 al giorno
gratis!”
Cristiano Cavina
Generazionale (Amaro). Lui ha “qualche”
anno più di lei, liceale alle prese con Tasso e Ariosto ma
poco incline allo studio. Lui l’aiuta, le passa i temi per
l’esattezza, e lo fa via sms, condensando in pochi caratteri
biografie illustri e grandi classici. Un amore privo di vocali e zeppo
di K e punti esclamativi. Fino al punto fermo: quando
finisce, finiscono gli sms, e tutto appare spento proprio come il
cellulare perché - ammetterà lui - “il
mio telefonino saltellava come un bambino a Natale, prima di aprire i
regali. Sembrava proprio felice. Io, di sicuro, lo ero alla follia.
“
Lella Costa
Storico Perplesso. Richiama Mc Luhan e la sua celebre equazione
“Il mezzo è il messaggio” la breve
rassegna dei significati di “messaggio”, a partire
dagli anni Sessanta fino ai giorni nostri, indicando ora il contenuto
ora la sua forma ora il canale utilizzato. Oggi, questo è
evidente ai più, la parola messaggio designa semplicemente
un sms.
Geppi Cucciari
Onirico. Geppi torna su un tema a lei caro, quello delle relazioni
interpersonali, in particolare ripercorre l’approccio
uomo-donna, a partire dagli anni Ottanta - i bigliettini ad esempio o i
messaggi recapitati a mezzo agenda con la complicità di un/a
compagno/a: “Come la barca lascia la scia, io ti lascio la
firma mia” – soppiantate dall’efficienza
monocorde della segreteria telefonica, in auge negli anni
Novanta. Ma fa tutto parte del passato, e mentre lei sogna di
sei messaggi molto speciali, osserva che di norma “sono
affidati a codici fiscali, alla mercé di giovani molto
intuitivi che non li leggono ma li indovinano”.
Giuseppe Culicchia
Ossessivo compulsivo. Inviare un sms è facile, molto facile,
pure troppo. E così a qualcuno può anche capitare
che la cosa gli prenda un po’ la mano, che a un breve
innocente messaggino ne segua un altro e poi un altro e un altro ancora
e poi un ulteriore, ma solo come verifica di ricezione, e magari un
altro con due parole due, giusto per capire se è tutto a
posto…
Gialappa's Band
Provocatorio. L’’incipit chiarisce la posizione:
“basta, non se ne può più!”,
con preciso riferimento alla tragica scomparsa delle vocali dalla
lingua contemporanea; quanto segua la argomenta, con una sottile
disamina fonologico-semantica: si usano le vocali per manifestare le
emozioni (ah-ah-ah!, uau!, ahi!, uhè!) e non certo le
consonanti (sgrunt) che hanno la meglio solo nel turpiloquio, e un
motivo pure ci sarà, no?
Gino e Michele
Creme de la crème. Tre curiose e divertenti storielle
trovate per caso nella rete, per ridere e sorridere non della
tecnologia ma della fissazione un po’ ottusa che molti hanno.
Gioele Dix
Romance Hi-Tech. Protagonista qui la tipica dinamica
telefonico-relazionale tra teenager: lui le scrive un lunghissimo
messaggio di addio, adducendo ragioni e argomenti, ma si sa che a
rivedere un testo lo si può sempre migliorare e
così, di sintesi in sintesi, di bozza in bozza,
l’addio si fa sempre più conciso, anzi contratto,
fino a che lei lo precede con un tenero messaggino di scuse che lo
farà capitolare. In un clic.
Luciana Littizzetto
Gran Mogol dei Balenghi. Scoppiettante come sempre, tra legittimo
sdegno e provocazione pungente, l’artista torinese firma
un’ineccepibile invettiva contro il computer (“Ma
perché mi chiedi se voglio salvare quello che ho scritto?
(…) Certo che voglio salvare! Non me lo devi neanche
chiedere… testa di cretino, gran Mogol dei balenghi, stronzo
ciclopico!) e una precisa richiesta a Bill Gates: “Guarda,
fai un computer come la moka (…) la moka non la usi per
vedere i film e scaricare la musica, no la moka fa solo
caffè ma non si spegne di colpo e non ti chiede se vuoi
inviare una segnalazione alla Lavazza…”.
Teresa Mannino
Apologetico. È un inno al Novecento e alle sue conquiste ma
anche una critica alle sue tante contraddizioni irrisolte il
testo della radiosa attrice siciliana che dubita
dell’esistenza del wireless (“Io vedo fili
dappertutto”) e si rammarica di ricevere 300 sms al giorno e
nemmeno un invito a bere un caffè, pur rincuorata al
pensiero di non rischiare il rogo, al massimo di finire su
YouTube…
Diego Parassole
Razionalista. Utili consigli, alcune riflessioni e qualche monito per
trarre giovamento pratico, affettivo, psicologico ed economico
dall’utilizzo delle nuove tecnologie: “Meglio
fidanzarsi con persone che usano il vostro stesso operatore”,
oppure “Per le funzioni del cellulare vale la regola del
coltellino svizzero: più cose ci sono, meno le
usi” e infine “Non siamo noi che cambiamo
telefonino… sono i telefonini che hanno cambiato
noi!”
Sergio Parisse e Alessandro Troncon
Televisivo. Una simpatica intervista doppia ai due campioni sportivi
che toglie ogni curiosità sull’improbabile binomio
“rugby & nuove tecnologie”. Idea geniale:
estendere il “Terzo Tempo” a tutti gli sport di
squadra!
Giuliano Sangiorgi
Da musicare. Cantautore e poeta, Sangiorgi compone due pezzi
(Isteri.com e My space is mine) sul tema del tempo e dello spazio nel
mondo dei bit: tempo e spazio stravolti, dilatati, privati di senso,
portando il “navigatore” a un approdo indefinito e
comunque solitario: “Navigando / senza vento / in
un mare di files / sento il mondo / senza tempo /
ad un palmo / di pixel / isteri.com / isteri.com / isteri.com / le mie
dita / come remi / sopra zattere / di tasti / mai
naufragio / al pensier mio / concedono /
un approdo è ovunque / (…)”.
Un filo azzardato il binomio “naufragio-pensier
mio” ma il testo è intenso, manca giusto lo
spartito.
Nicola Savino
Autobiografico. A partire dalla propria esperienza, sottolinea il
concetto del multitasking ovvero la capacità di applicarsi,
anche contemporaneamente e con buoni risultati a più
attività anche molto diverse tra loro, come scrivere un
articolo mentre si ascolta la radio con la tv accesa, interrompendosi
giusto per leggere un sms, per dare un’occhiatina online ai
risultati di calcio, al blog di un amico, alle news del quotidiano
mentre… si risponde a un’email, pensando
(e, si diceva, scrivendo) tutt’altro. E chiude con
un quesito (senza risposta): “Non era meglio la
biro sulla carta e via andare?”.
Gino Strada
Msg in a bottle. Agli antipodi della tecnologia il messaggio scelto dal
grande chirurgo, affidato all’Oceano: Strada immagina di
ricevere una lettera di Dred Scott, schiavo nero al quale la Corte
Suprema degli Stati Uniti nel 1857 negò la
libertà oltre che la cittadinanza, perché nero
(quattro anni più tardi sarebbe scoppiata la Guerra di
Secessione). E gli risponde sul tema: dopo centocinquant’anni
la schiavitù non è stata ancora abolita, forte
anzi di nuovi modelli e di un sistema che considera la
libertà e i diritti civili e inalienabili un privilegio di
pochi.
Serena Sinigaglia
Non raggiungibile. Ovvero, la tecnologia è utile, quando
funziona. Qui il romantico incontro di due ragazzi: lei lo
aspetta in uno sperduto paesello di montagna ma dubita
verrà, lui per raggiungerla fa ore e ore di autostop, i due
riusciranno infine a ritrovarsi, a dispetto del navigatore del
cellulare fuori servizio, dell’internet point chiuso e della
rete che quando serve nemmeno a parlarne. E allora diciamolo,
“Fanculo la tecnologia”.
News e numeri:
1.000.000
di copie distribuite da giugno in tutta Italia; 3.500.000 euro
investiti dalla Fondazione Smemoranda nel nuovo progetto
ospedaliero di Emergency in Nicaragua, per la costruzione e
l'avviamento di un nuovo centro di ostetricia e ginecologia in una zona
dove il tasso di mortalità neonatale è
spaventosamente alto; 800.000 di euro di comunicazione pubblicitaria su
tv radio stampa e web, on air durante tutta l'estate 2008; 1 nuova
agenda tematica firmata Smemoranda, accanto alla tradizionale Smemo
16mesi: si chiama All Black Smemo, è
disegnata per un pubblico giovane ma non più teenager,
dedicata al tema del nero nelle sue tante accezioni: black music, black
humour, noir letterario e cinematografico... con splendide foto e
citazioni; 1 progetto di riforestazione in Lombardia,
per compensare le emissioni di CO2 prodotte dall’agenda; 1
sito web rinnovato nella grafica e nei contenuti (archivio di tutte le agende)
che propone news aggiornate e recensioni, blog, giochi interattivi e
concorsi.
Smemoranda: www.smemoranda.it
strabll!!
strabella la smemo 2009!!cos so già cosa x prenedre x l'anno prox