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Msg For You: la Smemoranda 2009

La XXXI edizione dell'agenda Smemoranda esplora i nuovi territori della comunicazione a partire dallo strumento principe, l'sms e dalla sua regola aurea, la rapidità

di Redazione Studenti 23 maggio 2008

Faccine che ridono, ammiccano e fanno la linguaccia, e nonsolo, corredano ogni giorno in Italia 260 milioni di messaggi tra sms ed email, segno e veicolo di una rivoluzione culturale che in pochi anni ma in modo radicale ha modificato rapporti interpersonali, stili di vita e codici di comunicazione.
Non sorprenda allora che un quindicenne nulla sappia della suggestione di una cartolina proveniente da un luogo esotico: un mms è ugualmente “efficace”, è più economico ma soprattutto dà vita a una comunicazione sincrona, in barba ai meridiani, e “integrata”: video, musica, voce, grafica, scrittura…
Dedicata come sempre ai giovani e alla cultura contemporanea, a cui guarda con gioia e ironia, con senso critico e partecipazione, Smemoranda 16 mesi - XXXI Edizione esplora i nuovi territori della comunicazione a partire dallo strumento principe, l’sms e dalla sua regola aurea, la rapidità, bene esemplificati entrambi nel titolo “Msg For You!”.

smemoranda 2009Tema attualissimo che Smemo svolge con l’usuale apertura, riconoscendo alla rete e ai nuovi codici il merito di aver sdoganato in modo trasversale la parola scritta, creando connessioni altrimenti impossibili, ma anche sorridendo delle sintesi da 160 caratteri, ironizzando su tic, manie e fobie legati alla tecnologia e riflettendo sull’eccessiva disinvoltura con cui oggi la parola (il pensiero?) è piegata a un consumo immediato, sincopata, anche bistrattata, il tempo per la riflessione ridotto a un click.
E che dire dell’amore ai tempi del T9? Gli sms romantici non restano certo incisi come cuori nella corteccia; in una scheda sim, se mai.
Meno male che c’è un bellissimo angelo, “l’angelo Tivibì” che custodisce “le Parole d’Amore Perdute, incasellate per ordine alfabetico in una gigantesca parete-libreria piantata nel cosmo (…) e quando un giorno tutto si calmerà e gli uomini torneranno a vivere di occhi, di voci, di mani, di cuori, di scritte indelebili e sogni che durano una notte intera, milioni di scatole da scarpe con tanto di nastro di raso ci riporteranno le parole scritte in fretta pigiando i tasti minuscoli delle nostre frenesie (…).” (Smemoranda 2009, Gino e Michele)
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Sul tema “Msg For You!” scrivono e disegnano anche quest’anno un centinaio di collaboratori tra attori e cantanti, autori televisivi e deejay, giornalisti e campioni sportivi, con pezzi e vignette inediti dallo stile brillante, ironico e sempre originale nello sguardo, nei riferimenti, nella voce.
Direttore editoriale: Nico Colonna; direttori: Gino e Michele, Nico Colonna; redazione: Anna Trezzi, Stefano Giomi, Dolores Redaelli, Caterina Calducci; progetto grafico: Zetalab.com.
Accanto alle firme storiche (tra le più conosciute quelle di Antonio Albanese, Claudio Bisio, Aldo Giovanni & Giacomo, Lella Costa, Enrico Brizzi, Luciana Littizzetto, la Gialappa's Band, Gino Strada e i condirettori Gino & Michele), diverse le giovani new entry: Alessandro Cattelan (conduttore di TRL-Live, noto programma di MTV), Giuliano Sangiorgi (voce dei Negramaro) Gianluca Morozzi (scrittore e musicista bolognese) Cristiano Cavina (scrittore) Serena Sinigaglia (autrice e regista teatrale milanese) Katia Follesa (dal palco di Zelig) Teresa Mannino (dal palco di Zelig) Diego Parassole (dal palco di Zelig) Sergio Parisse (capitano della nazionale italiana di rugby) Alessandro Troncon (detiene il record di 101 presenze nella nazionale italiana di rugby).

Sul fronte dei contenuti, sono una cinquantina i pezzi inediti, oroscopo incluso, e più di cento le vignette, accanto ad altre simpatiche (e utili) novità, tra le quali 30 sticker colorati in stile sms, una mappa dell’agenda, segnalazioni a pié di pagina di gruppi musicali e canzoni, una scheda con foto “segnaletica” dei collaboratori, una pagina per gli indirizzi email e una per i siti web preferiti, prima dell’immancabile rubrica a fine agenda.
Così come il tema, ipercontemporaneo è anche il look, con tre colori base per le copertine (viola, arancio e nero) e sette colori per i dettagli (verde acido, arancio, viola, blu, nero, bianco e argento) combinati in quattro formati, per un totale di 36 varianti (Formato grande: 2 nere, 2 argento, 2 viola; formato medio: 4 nere, 3 viola, 3 arancio; formato piccolo: 4 nere, 3 viola, 3 arancio; formato pocket: 4 nere, 3 viola, 3 arancio. Combinazioni cromatiche: Cover nera con dettagli in blu o bianco o argento o nero; cover viola con dettagli in verde acido o argento o arancio; cover arancio con dettagli in nero o argento o blu). Il prezzo di copertina è 13,00 euro per tutti i formati.

Due parole sugli inediti (firme storiche e new entry):

Antonio Albanese
Sociologico. I giovani non sono un problema ma un risorsa e non è banale ricordarlo se educatori, operatori scolastici e consiglieri religiosi non danno loro spazio sufficiente (nemmeno spazio fisico) per esprimersi, sperimentare, condividere: “Non c’è navigatore satellitare in grado di trovare la destinazione che i nostri signori del buonsenso ci indicano”.
Aldo, Giovanni & Giacomo
Colto (revisionista). Un esercizio di stile: Shakespeare adattato anzi “tradotto” e inserito in uno scambio da chat che suona così: “RM, RM, XCHÉ 6 TU RM?” Il séguito non è da meno, anzi la tecnologia può cambiare il corso della storia… Sarà tragedia o lieto fine?
Alessandro Bergonzoni
Calembour. Dal re della parola giocata, manipolata, elevata alla potenza, un finto scambio (ma finto per davvero?), tra il surreale e il grottesco, tratto da un (verosimile) forum di discussione dove si incontrano improbabili personaggi dai nomi assurdi come Ramengo (che, neanche a dirlo, sta andando), o Salvo (che fa parte di un’associazione contro la pena di morte) e Assunta, che lavora nella fabbrica dei Pensieri…
Enrico Bertolino
Rreale/virtuale. Ironizza sul tema, sollevando la questione della creatività e della fantasia che la tecnologia tende a spegnere anziché alimentare, e proponendo un brillante excursus sugli aspetti più grotteschi della nuova comunicazione digitale, dalle difficoltà di utilizzo del “T9” alla quantità ridicola di password da memorizzare, alle nuove dinamiche di relazione, basate più sullo scambio virtuale che sul confronto diretto, reale: “… inutile entrare in Second Life come Avatar se non stai vivendo nemmeno la First Life come persona”.

Claudio Biso

Riepilogativo. Propone un utile vademecum, diligentemente raccolto online, per orientarsi tra avatar, nick, netiquette e criptiche sintesi. Una chicca su tutte: “Wtf hai ftto! Sr x il trplq, but sn d frt… g2g. Cmq nn t prcpr, brb (btw tvumdb)… CY!”  (Traduzione: “What the fuck hai fatto! Sorry per il turpiloquio, ma sono di fretta… I have got to go. Comunque non ti preoccupare, torno presto (be right back) e by the way ti voglio un mondo di bene. See you!”
Alessandro Cattelan
Sull'amore e l'amicizia (nel sistema binario). Il mo(n)do dei teenager in poche frasi: “Sono un ragazzo come tutti, con i suoi sogni e le sue passioni, e il fatto che per occuparmi di tutto ciò che m’interessa non debba nemmeno uscire di casa… beh la trovo una figata.” E ancora: “Non mi scollego mai da internet perché non voglio perdermi nemmeno un momento di vita. Dio solo sa cosa succede là fuori quando vado a dormire e se fosse per me starei sempre sveglio per i miei amici.” Infine, pensando alla sua lei: “Passavamo ore al telefono… ora ci sentiamo un po’ meno ma per fortuna ci sono le promozioni sugli sms, ora ne ho 100 al giorno gratis!”
Cristiano Cavina
Generazionale (Amaro). Lui ha “qualche” anno più di lei, liceale alle prese con Tasso e Ariosto ma poco incline allo studio. Lui l’aiuta, le passa i temi per l’esattezza, e lo fa via sms, condensando in pochi caratteri biografie illustri e grandi classici. Un amore privo di vocali e zeppo di K  e punti esclamativi. Fino al punto fermo: quando finisce, finiscono gli sms, e tutto appare spento proprio come il cellulare perché - ammetterà lui - “il mio telefonino saltellava come un bambino a Natale, prima di aprire i regali. Sembrava proprio felice. Io, di sicuro, lo ero alla follia. “
Lella Costa
Storico Perplesso. Richiama Mc Luhan e la sua celebre equazione “Il mezzo è il messaggio” la breve rassegna dei significati di “messaggio”, a partire dagli anni Sessanta fino ai giorni nostri, indicando ora il contenuto ora la sua forma ora il canale utilizzato. Oggi, questo è evidente ai più, la parola messaggio designa semplicemente un sms.

Geppi Cucciari
Onirico. Geppi torna su un tema a lei caro, quello delle relazioni interpersonali, in particolare ripercorre l’approccio uomo-donna, a partire dagli anni Ottanta - i bigliettini ad esempio o i messaggi recapitati a mezzo agenda con la complicità di un/a compagno/a: “Come la barca lascia la scia, io ti lascio la firma mia” – soppiantate dall’efficienza monocorde della segreteria telefonica, in auge negli anni Novanta.  Ma fa tutto parte del passato, e mentre lei sogna di sei messaggi molto speciali, osserva che di norma “sono affidati a codici fiscali, alla mercé di giovani molto intuitivi che non li leggono ma li indovinano”.
Giuseppe Culicchia
Ossessivo compulsivo. Inviare un sms è facile, molto facile, pure troppo. E così a qualcuno può anche capitare che la cosa gli prenda un po’ la mano, che a un breve innocente messaggino ne segua un altro e poi un altro e un altro ancora e poi un ulteriore, ma solo come verifica di ricezione, e magari un altro con due parole due, giusto per capire se è tutto a posto… 
Gialappa's Band
Provocatorio. L’’incipit chiarisce la posizione: “basta, non se ne può più!”, con preciso riferimento alla tragica scomparsa delle vocali dalla lingua contemporanea; quanto segua la argomenta, con una sottile disamina fonologico-semantica: si usano le vocali per manifestare le emozioni (ah-ah-ah!, uau!, ahi!, uhè!) e non certo le consonanti (sgrunt) che hanno la meglio solo nel turpiloquio, e un motivo pure ci sarà, no?
Gino e Michele
Creme de la crème. Tre curiose e divertenti storielle trovate per caso nella rete, per ridere e sorridere non della tecnologia ma della fissazione un po’ ottusa che molti hanno.

Gioele Dix
Romance Hi-Tech. Protagonista qui la tipica dinamica telefonico-relazionale tra teenager: lui le scrive un lunghissimo messaggio di addio, adducendo ragioni e argomenti, ma si sa che a rivedere un testo lo si può sempre migliorare e così, di sintesi in sintesi, di bozza in bozza, l’addio si fa sempre più conciso, anzi contratto, fino a che lei lo precede con un tenero messaggino di scuse che lo farà capitolare. In un clic.
Luciana Littizzetto
Gran Mogol dei Balenghi. Scoppiettante come sempre, tra legittimo sdegno e provocazione pungente, l’artista torinese firma un’ineccepibile invettiva contro il computer (“Ma perché mi chiedi se voglio salvare quello che ho scritto? (…) Certo che voglio salvare! Non me lo devi neanche chiedere… testa di cretino, gran Mogol dei balenghi, stronzo ciclopico!) e una precisa richiesta a Bill Gates: “Guarda, fai un computer come la moka (…) la moka non la usi per vedere i film e scaricare la musica, no la moka fa solo caffè ma non si spegne di colpo e non ti chiede se vuoi inviare una segnalazione alla Lavazza…”.
Teresa Mannino
Apologetico. È un inno al Novecento e alle sue conquiste ma anche una critica alle sue tante contraddizioni irrisolte il testo  della radiosa attrice siciliana che dubita dell’esistenza del wireless (“Io vedo fili dappertutto”) e si rammarica di ricevere 300 sms al giorno e nemmeno un invito a bere un caffè, pur rincuorata al pensiero di non rischiare il rogo, al massimo di finire su YouTube…
Diego Parassole
Razionalista. Utili consigli, alcune riflessioni e qualche monito per trarre giovamento pratico, affettivo, psicologico ed economico dall’utilizzo delle nuove tecnologie: “Meglio fidanzarsi con persone che usano il vostro stesso operatore”, oppure “Per le funzioni del cellulare vale la regola del coltellino svizzero: più cose ci sono, meno le usi” e infine “Non siamo noi che cambiamo telefonino… sono i telefonini che hanno cambiato noi!”

Sergio Parisse e Alessandro Troncon
Televisivo. Una simpatica intervista doppia ai due campioni sportivi che toglie ogni curiosità sull’improbabile binomio “rugby & nuove tecnologie”. Idea geniale: estendere il “Terzo Tempo” a tutti gli sport di squadra!
Giuliano Sangiorgi 
Da musicare. Cantautore e poeta, Sangiorgi compone due pezzi (Isteri.com e My space is mine) sul tema del tempo e dello spazio nel mondo dei bit: tempo e spazio stravolti, dilatati, privati di senso, portando il “navigatore” a un approdo indefinito e comunque solitario: “Navigando / senza vento  / in un mare di files / sento il mondo  / senza tempo  / ad un palmo / di pixel / isteri.com / isteri.com / isteri.com / le mie dita / come remi / sopra zattere  / di tasti / mai naufragio  / al pensier mio  / concedono  / un approdo è ovunque / (…)”.  Un filo azzardato il binomio “naufragio-pensier mio” ma il testo è intenso, manca giusto lo spartito.
Nicola Savino
Autobiografico. A partire dalla propria esperienza, sottolinea il concetto del multitasking ovvero la capacità di applicarsi, anche contemporaneamente e con buoni risultati a più attività anche molto diverse tra loro, come scrivere un articolo mentre si ascolta la radio con la tv accesa, interrompendosi giusto per leggere un sms, per dare un’occhiatina online ai risultati di calcio, al blog di un amico, alle news del quotidiano mentre…  si risponde a un’email, pensando (e, si diceva, scrivendo) tutt’altro.  E chiude con un quesito (senza risposta):  “Non era meglio la biro sulla carta e via andare?”.
Gino Strada
Msg in a bottle. Agli antipodi della tecnologia il messaggio scelto dal grande chirurgo, affidato all’Oceano: Strada immagina di ricevere una lettera di Dred Scott, schiavo nero al quale la Corte Suprema degli Stati Uniti nel 1857 negò la libertà oltre che la cittadinanza, perché nero (quattro anni più tardi sarebbe scoppiata la Guerra di Secessione). E gli risponde sul tema: dopo centocinquant’anni la schiavitù non è stata ancora abolita, forte anzi di nuovi modelli e di un sistema che considera la libertà e i diritti civili e inalienabili un privilegio di pochi.
Serena Sinigaglia
Non raggiungibile. Ovvero, la tecnologia è utile, quando funziona.  Qui il romantico incontro di due ragazzi: lei lo aspetta in uno sperduto paesello di montagna ma dubita verrà, lui per raggiungerla fa ore e ore di autostop, i due riusciranno infine a ritrovarsi, a dispetto del navigatore del cellulare fuori servizio, dell’internet point chiuso e della rete che quando serve nemmeno a parlarne. E allora diciamolo, “Fanculo la tecnologia”.

News e numeri:
all black smemo1.000.000 di copie distribuite da giugno in tutta Italia; 3.500.000 euro investiti dalla Fondazione Smemoranda nel nuovo progetto ospedaliero di Emergency in Nicaragua, per la costruzione e l'avviamento di un nuovo centro di ostetricia e ginecologia in una zona dove il tasso di mortalità neonatale è spaventosamente alto; 800.000 di euro di comunicazione pubblicitaria su tv radio stampa e web, on air durante tutta l'estate 2008; 1 nuova agenda tematica firmata Smemoranda, accanto alla tradizionale Smemo 16mesi: si chiama All Black Smemo, è disegnata per un pubblico giovane ma non più teenager, dedicata al tema del nero nelle sue tante accezioni: black music, black humour, noir letterario e cinematografico... con splendide foto e citazioni; 1 progetto di riforestazione in Lombardia, per compensare le emissioni di CO2 prodotte dall’agenda; 1 sito web rinnovato nella grafica e nei contenuti (archivio di tutte le agende) che propone news aggiornate e recensioni, blog, giochi interattivi e concorsi.

Smemoranda: www.smemoranda.it

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Commenti

Stefano martedì, 3 giugno 2008

strabll!!

strabella la smemo 2009!!cos so già cosa x prenedre x l'anno prox

n° 1
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