
La
Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha stabilito che la
presenza del crocifisso nelle aule scolastiche rappresenta ""una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e una
violazione alla libertà di religione degli alunni". L'episodio che ha portato a questa sentenza risale al 2002, quando
Soile Lautsi Albertin, cittadina italiana di origine finlandese, ha chiesto all'
Istituto Comprensivo Statale Vittorino da Feltre di Abano Terme, in provincia di Padova, dove erano iscritti i suoi due figli, di
togliere i crocefissi dalle aule per il principio di laicità dello Stato.
La Direzione della scuola non ha accolto la richiesta della donna, che successivamente si è rivolta al Tar del Veneto. Nel 2004 la Corte Costituzionale italiana aveva dichiarato "manifestamente inammissibile" il ricorso presentato dal Tar. Nel 2005 il ricorso è stato nuovamente respinto dal Tribunale amministrativo regionale, con la spiegazione che "il crocifisso è simbolo della storia, della cultura italiana e dell'identità del Paese ed è il simbolo dei principi di eguaglianza, libertà e tolleranza e del secolarismo dello Stato".
Nel 2006 il Consiglio di Stato ha nuovamente confermato la legittimità della presenza del crocifisso nelle aule scolastiche. Ma la donna non ha abbandonato la sua idea e n
el 2007 si è rivolta alla Corte europea di Strasburgo, che ora le ha dato ragione.
I giudici di Strasburgo hanno stabilito che
il governo italiano dovrà versare alla donna "un risarcimento di 5.000 euro per danni morali". Questa è la prima volta che la Corte di Strasburgo si occupa di una questione legata alla presenza di simboli religiosi nelle aule scolastiche. Nella sentenza della Corte si legge: "La presenza del crocifisso, che è impossibile non notare nelle aule scolastiche, potrebbe essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un simbolo religioso. Avvertirebbero così di
essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione. Tutto questo potrebbe essere incoraggiante per gli studenti religiosi, ma fastidioso per i ragazzi che praticano altre religioni, in particolare se appartengono a minoranze religiose o sono atei. La Corte non è in grado di comprendere
come l'esposizione, nelle classi delle scuole statali, di un simbolo che può essere ragionevolmente associato con il cattolicesimo, possa servire al pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una società democratica così come è stata concepita dalla Convenzione europea dei diritti umani, un pluralismo che è riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana".
Immediate le reazioni alla sentenza. Per il Ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini "la presenza del crocifisso in classe non significa adesione al Cattolicesimo ma è un simbolo della nostra tradizione.
La storia d'Italia passa anche attraverso simboli, cancellando i quali si cancella una parte di noi stessi. Nel nostro Paese
nessuno vuole imporre la religione cattolica, e tantomeno la si vuole imporre attraverso la presenza del crocifisso. E' altrettanto vero che nessuno, nemmeno qualche corte europea ideologizzata, riuscirà a cancellare la nostra identità.
La nostra Costituzione inoltre riconosce, giustamente, un valore particolare alla religione cattolica. Non vorrei che alcune norme a cui si rifanno i giudici della Corte di Strasburgo fossero in contrasto con il nostro dettato costituzionale. Non è eliminando le tradizioni dei singoli paesi che si costruisce un'Europa unita, bisogna anzi valorizzare la storia delle nazioni che la compongono. Per questi motivi, secondo me
il crocifisso rappresenta l'Italia e difenderne la presenza nelle scuole significa difendere la nostra tradizione".
Luca Zaia, Ministro per le Politiche agricole, ha dichiarato: "Non posso che schierarmi con tutti coloro, credenti e non, religiosi e non, cristiani e non, che si sentono offesi da una sentenza astratta e fintamente democratica". Il Vaticano, prima di esprimersi sulla sentenza, aspetta di leggere la motivazione della Corte di Strasburgo.
Padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, ha dichiarato: "Credo che ci voglia una riflessione, prima di commentare". Per la
CEI, Conferenza episcopale italiana, invece, la sentenza rappresenta il "sopravvento di una visione parziale e ideologica che ignora o trascura il molteplice significato del crocifisso, considerato non solo simbolo religioso ma anche segno culturale. Non si tiene conto del fatto che nell'esperienza italiana l'esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici è in linea con il riconoscimento dei principi del cattolicesimo come parte del patrimonio storico del popolo italiano, ribadito dal Concordato del 1984".
Per
Gianfranco Fini "bisognerà attendere le motivazioni della sentenza della Corte europea, ma fin d'ora mi auguro non venga salutata come giusta affermazione della laicità delle istituzioni che è valore ben diverso dalla negazione, propria del laicismo più deteriore, del ruolo del cristianesimo nella società e nell'identità italiana".
Pierluigi Bersani del Pd ha così commentato: "Penso che su questioni delicate come questa qualche volta il buonsenso finisce di essere vittima del diritto. Io penso che un'antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno".
Per
Pier Ferdinando Casini dell'Udc la sentenza "è la conseguenza della pavidità dei governanti europei, che si sono rifiutati di menzionare le radici cristiane nella Costituzione europea. Il crocefisso è il segno dell'identità cristiana dell'Italia e dell'Europa".
Paola Binetti del Pd si augura "che la sentenza sia semplicemente orientativa, che si collochi cioè nel rispetto delle credenze religiose". Per
Alessandra Mussolini "a questo punto è urgente e necessario inserire le radici cristiane nella Costituzione italiana". Secondo
Mario Baccini dei Cristiano popolari del Pdl "il crocifisso rappresenta valori universalmente riconosciuti. La deriva pagana della Corte europea è evidente".
Il sindaco di Roma,
Gianni Alemanno, si dichiara "esterrefatto di questa sentenza folle. Il governo italiano reagisca con la massima durezza". Per
Massimo Donadi, capogruppo di Italia dei valori alla Camera, "la sentenza di Strasburgo non è una buona risposta alla domanda di laicità dello Stato, che pure è legittima e condivisibile". Per
Debora Serracchiani, europarlamentare e segretaria del Pd del Friuli, questa è una "sentenza formalmente corretta e condivisibile, ma la tradizione culturale dalla Chiesa si intreccia con la storia del nostro Paese e richiede un approccio più complesso e una maggiore profondità di coinvolgimento". Secondo
Roberto Calderoli, "la Corte europea dei diritti dell'uomo ha calpestato i nostri diritti, la nostra cultura, la nostra storia, le nostre tradizioni e i nostri valori. In ogni caso i crocifissi da noi resteranno sulle pareti delle nostre scuole, dove sono sempre stati".
Favorevole alla sentenza l'Unione degli Studenti: "Accogliamo con favore la sentenza della Corte di Strasburgo che dice no al crocifisso nelle scuole italiane. Da sempre
chiediamo una scuola plurale, democratica, laica e interculturale, che non ostacoli la libertà di scelta religiosa e la sensibilità degli studenti. Sono questi i principi che devono caratterizzare le nostre scuole e riteniamo che anche il Governo e le forze politiche debbano agire in questa direzione perchè si parta proprio dai luoghi della cultura e dell'educazione per raggiungere un
costruttivo dialogo tra le varie culture e le varie fedi, in primo luogo tra i cittadini europei".
Per
Raffaele Carcano, segretario nazionale dell'Unione degli atei e degli agnostici razionalisti, questo è "un grande giorno per la laicità italiana" e per
Piergiorgio Bergonzi, responsabile scuola dei Comunisti italiani, questa sentenza rappresenta "un forte monito per riaffermare il valore della laicità della scuola e dello Stato".
Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista esprime "un plauso per la sentenza: uno Stato laico deve rispettare le diverse religioni, ma non identificarsi con nessuna". Secondo
Vincenzo Vita, vice presidente della commissione Cultura del Senato "la sentenza non delegittima la religione cattolica, ma la riconsegna a una spiritualità che non ha bisogno di simboli esibiti in luoghi non adibiti al culto". Esprime soddisfazione anche
Adel Smith, presidente dell'Unione musulmani d'Italia, per il quale "i sostenitori del crocefisso in aula dovevano aspettarselo: in uno Stato che si definisce laico non si possono opprimere tutte le altre confessioni esibendo un simbolo di una determinata confessione".
Il Crocifisso per i Cattolici
La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo forse non avrebbe potuto usare un linguaggio diverso da quello che ha usato,ma, certo, per i cristiani la motivazione non può essere quella dei giudici.Per i cristiani, infatti, il Crocifisso non può essere un "simbolo passivo" e non si può esporre come se si trattasse di un automobile o di un attrezzo da lavoro. Per i cristiani, infatti, il Crocifisso è solamente un vero e proprio “simbolo religioso in quanto mira a sollecitare l’adesione riverente verso il fondatore della religione cristiana” ed é il simbolo che richiama la Resurrezione di Cristo motivo di fede e speranza.E questo a prescindere dal luogo dove è posto.
R: Il Crocifisso per i Cattolici
> La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo forse non avrebbe potuto usare un linguaggio diverso da quello che ha usato,ma, certo, per i cristiani la motivazione non può essere quella dei giudici.Per i cristiani, infatti, il Crocifisso non può essere un "simbolo passivo" e non si può esporre come se si trattasse di un automobile o di un attrezzo da lavoro. Per i cristiani, infatti, il Crocifisso è solamente un vero e proprio “simbolo religioso in quanto mira a sollecitare l’adesione riverente verso il fondatore della religione cristiana” ed é il simbolo che richiama la Resurrezione di Cristo motivo di fede e speranza.E questo a prescindere dal luogo dove è posto.
...cioè?
Sei favorevole o contrario alla sentenza della Corte di Strasburgo??
R: R: Il Crocifisso per i Cattolici
La mia riflessione si riferisce all'eccesso di entusiasmo manifestato da tanti cristiani ai quali vorrei dire di stare attenti perché il linguaggio dei giudici ha valore in chiave legislativo non religioso. In definitiva, come cittadino italiano (europeo) sono contento che la Suprema Corte abbia riconosciuto che la Croce, simbolo cristiano, faccia parte della cultura e identità dei paesi europei (particolarmente dell'Italia), ne condivido l'impostazione generale dal punto di vista giuridico ( e la Corte non poteva fare altro) ma, come credente non accetto l'idea di "simbolo passivo".
R: R: R: Il Crocifisso per i Cattolici
> La mia riflessione si riferisce all'eccesso di entusiasmo manifestato da tanti cristiani ai quali vorrei dire di stare attenti perché il linguaggio dei giudici ha valore in chiave legislativo non religioso. In definitiva, come cittadino italiano (europeo) sono contento che la Suprema Corte abbia riconosciuto che la Croce, simbolo cristiano, faccia parte della cultura e identità dei paesi europei (particolarmente dell'Italia), ne condivido l'impostazione generale dal punto di vista giuridico ( e la Corte non poteva fare altro) ma, come credente non accetto l'idea di "simbolo passivo".
Ah OK, ora ho capito, io invece sono in disaccordo con te in quanto, come cittadino italiano ed europeo, non condivido affatto l'ultima sentenza della Corte che afferma il contrario della sentenza di cui tratta quest'articolo, mentre come Cristiano sento di non aver bisogno di un simbolo della mia religione esposto nelle scuole statali e laiche dell'obbligo per non rischiare di perdere la mia identità, se vivessi negli stati mussulmani mi sentirei a disagio a veder esposti in luoghi pubblici come le scuole simboli della religione islamica ma di certo a me personalmente non dà fastidio un crocefisso, è solo che io penso anche agli altri e sto ben attento che la mia libertà finisca davvero dove comincia quella del mio prossimo!!!
R: R: R: R: Il Crocifisso per i Cattolici
Sono con te quando scrivi: "come Cristiano sento di non aver bisogno di un simbolo della mia religione esposto nelle scuole statali e laiche dell'obbligo per non rischiare di perdere la mia identità" né, aggiungere, la mia fede. Sul resto della Sentenza possiamo non condividere qualche aspetto o sottolineare qualche concetto purché, come cristiani, resti salda l'idea che il crocifisso non é "un simbolo passivo".
Un abbraccio
R: R: R: R: R: Il Crocifisso per i Cattolici
> Sono con te quando scrivi: "come Cristiano sento di non aver bisogno di un simbolo della mia religione esposto nelle scuole statali e laiche dell'obbligo per non rischiare di perdere la mia identità" né, aggiungere, la mia fede. Sul resto della Sentenza possiamo non condividere qualche aspetto o sottolineare qualche concetto purché, come cristiani, resti salda l'idea che il crocifisso non é "un simbolo passivo".
>
> Un abbraccio
Sì, sono d'accordo con quel che hai detto in questo messaggio; ricambio l'abbraccio :-)
VERAMENTE LIBERI!, mercoledì 10 febbraio in aula 4
Papa Ratzinger: "No all'eutanasia.La vita umana in ogni sua fase è degna del massimo rispetto"
Bioetica, tensione in Senato. Vietato lo stop alla nutrizione.Veronesi attacca: "vita artificiale imposta per legge"
Pacs e aborto, la condanna del Papa «La pillola abortiva, farmaco che nasconde la gravità dell'aborto.Non legittimare forme improprie di matrimonio"
Aborto, sì alla mozione sulla moratoria.Impegna il governo a promuovere all'Onu la risoluzione di condanna dell'aborto.
Vaticano: «No alla depenalizzazione dell'omosessualità da parte dell'Onu»
Omofobia, testo bocciato alla camera.
Ci raccontano che le nostre società occidentali sono il baluardo della libertà individuale, della democrazia, della laicità. In nome di queste libertà si condannano gli integralismi islamici e si conducono guerre. Ma, guardando all'Italia, ci rendiamo conto che durante i nostri percorsi di vita incontriamo delle barriere invisibili che ci ostacolano e ci limitano nelle scelte che riguardano il nostro corpo, i nostri affetti, la nostra morte.
Che ruolo ha la Chiesa cattolica nell'orientare le scelte di ognuno di noi, indipendentemente dalla (non) appartenenza religiosa?
Che ruolo ha la politica e che cosa dovrebbe fare uno stato laico?
Cosa possiamo fare per essere VERAMENTE LIBERI?
Discutiamone insieme!
Interverrà MARILISA D'AMICO (costituzionalista)
schifo made in italy
io credo che da questa vicenda sia venuto fuori il vero spirito italiano: fazioso, violento, ignorante e vigliacco.
e mi riferisco soprattutto agli attacchi che ha subito e subisce ancora (per fortuna ora molto meno) la famiglia albertin, quella che ha presentato il caso alla corte di strasburgo.
moltissimi, anche qui, si sperticano parlando di loro senza conoscerli, senza sapere nulla di loro. nei primi giorni, dopo che e' scoppiato questo caso, hanno ricevuto decine di telefonate minatorie, minacce e quant'altro, e fortunatamente sono stati tutti troppo vigliacchi per passare dalle parole ai fatti.
ovviamente in questo paese e' considerato lecito prendersela con gli sconosciuti, e con i piu' deboli, visto che questa famiglia non ha alle spalle partiti politici o cose cosi'.
classico schifo made in italy. poi parliamo degli stranieri.
R: schifo made in "italy"
Bravo!
R: R: schifo made in "italy"
> Bravo!
domanda per curiosità:come mai il numero dei messaggi sta continuando a scendere al ritmo di uno all'ora?finora ne sono scomparsi una dozzina ma non capisco quali e perchè!
Ma lasciamolo!
Siamo in un paese cristiano, lasciamolo! Eppoi k fastidio dà?
R: Ma lasciamolo!
> Siamo in un paese cristiano, lasciamolo! Eppoi k fastidio dà?
NO. NON siamo un paese cristiano. Siamo uno stato laico. A maggioranza cristiana. Ma siamo in una democrazia. Non in una dittatura della maggioranza. E quando dico "siamo" intendo "noi Italiani" dal primo all'ultimo. Perché ci sono moltissimi Italiani che non sono cristiani. Italiani figli d'Italiani. E se loro non vogliono lasciarlo hanno il diritto di non vederselo davanti agli occhi. Perché la scuola è pubblica e non deve avere simboli religiosi. Punto. E tu invece di religione dovresti ripassare la lingua italiana. Signorina "eppoi k".
R: R: Ma lasciamolo!
Veramente io sn abituata a scrivere csì su Internet. Tornando al crocifisso, tieni conto k è un po' cm un soprammobile. Se, mettiamo, t vai a casa di un amico e vedi un vaso k nn ti piace nn dici :"Quel vaso nn mi piace, toglilo!". In più su un altro sito k parla d scuola ho trovato il commento di una ragazza islamica k recitava esattamente così: "Non voglio che sia tolto il crocifisso. Chi ha detto che il crocifisso è un ostacolo all'integrazione è un pazzo, non dà nessun fastidio!" Come vedi agli stranieri il crocifisso NN DA' PROBLEMI!
R: R: R: Ma lasciamolo!
Pessima abitudine, evidentemente non ti interessa farti comprendere.
R: R: R: Ma lasciamolo!
(Bramo di conoscere esattamente quale punto del regolamento stia violando per vedermi insistentemente censurato codesto messaggio e quale sia precisamente la parola o la frase contestatami, perché nel caso non ve ne siano mi sfugge il motivo di tale accanimento e non potrei giammai credere che si tratti di qualcosa di aprioristico o peggio personale)
"Veramente io sn abituata a scrivere csì su Internet."
Questo è un tuo problema, e vantatene già che ci sei!
"Tornando al crocifisso, tieni conto k è un po' cm un soprammobile."
E' un simbolo religioso, come la mezzaluna islamica, non un soprammobile.
"Se, mettiamo, t vai a casa di un amico e vedi un vaso k nn ti piace nn dici :"Quel vaso nn mi piace, toglilo!"."
puttantroi, la scuola pubblica è di tutti, indipendentemente dalla loro religione, dato che tutti pagano le tasse per la scuola pubblica, quindi è la casa di tutti, piscimerd.
"In più su un altro sito k parla d scuola ho trovato il commento di una ragazza islamica k recitava esattamente così: "Non voglio che sia tolto il crocifisso. Chi ha detto che il crocifisso è un ostacolo all'integrazione è un pazzo, non dà nessun fastidio!" Come vedi agli stranieri il crocifisso NN DA' PROBLEMI!"
Brava, sei riuscita a beccare l'unica non cristiana che la pensa così, peccato che tutti gli altri, e fra loro includi anche un gran numero di cristiani, la pensano esattamente al contrario: mettiti l'anima in pace, in uno stato laico non esiste che nelle strutture pubbliche si possa imporre un simbolo religioso, sfortunatamente per te, e per tutti i vari perbenisti benpensanti bigotti, l'Italia non è una teocrazia come il Vaticano, anche se la mentalità di molti gli è, ahimè, ancora soggiogata come se fossimo ancora nel Medioevo.
scuolaica@gmail.com
La Fgci apre uno sportello online - scuolaica@gmail.com - per promuovere ricorsi al Tar e poi alla Corte Europea dei diritti dell'Uomo al fine di chiedere la rimozione del crocifisso dalle scuole italiane. I proventi delle condanne, tenuto conto del fatto che lo Stato italiano pur non essendo obbligato ad adeguarsi a quanto stabilito dalla Corte è comunque tenuto a risarcire il danno a chi deve sopportare l'illegittima ostensione del crocifisso, verranno destinati ad un fondo nazionale per libri di testo in comodato d'uso.