"
Nel momento critico,
non fai ciò che sai di dover fare, fai ciò che sei allenato a fare"
Questo è ciò che la scuola non capirà mai: nel momento critico
sprofondi al livello dell'allenamento, che tu sia
allenato o meno, purtroppo. E un allievo dovrebbe passare sempre
attraverso tre fasi:
1) fare ciò che gli viene detto

2) fare ciò che sa di dover fare
3) diventare ciò che fa, cioè migliore (grazie a ciò che ha
imparato).
Nelle nostre scuole invece:
1. Chi insegna non conosce questo concetto
2. Lo intuisce, ma non sa come metterlo in pratica
3. Lo conosce, sa come metterlo in pratica e lo fa ma dopo i primi
fallimenti affida la responsabilità all'esterno (studenti, colleghi,
istituto o istituzioni, madre natura, universo, destino, televisione,
forze dell'essere, etc.) e rinuncia con la coscienza pulita di chi ha
lottato con onore una battaglia che non poteva vincere ed è stato
sconfitto ma conserva l'onore delle armi
Alla domanda:
Come
associare allo studio delle sensazioni piacevoli? La
risposta trovata è stata:
Puniamo
chi non studia e terrorizziamo chi non lo fa maniacalmente con compiti
ed interrogazioni a sorpresa! Con il risultato che
l'elite premiata dal sistema scolastico sono per lo più
"nerds".
La nozione principale che
si impara a scuola è "evitare di commettere errori".
Questo perché molti professori non sanno in cosa consiste
l'apprendimento.
Ricordate il proverbio
"sbagliando si impara"? Invece la
scuola insegna fin da subito che un errore si paga
con un brutto voto e ti insegna a correre il rischio più
grande di tutti: non rischiare. I bambini
imparano a scrivere, a leggere, a far di conto, tutte cose
nobili, certo, ma sapete per imparare
questo cos'altro insegnano a quei
bambini? Insegnano a stare seduto, a rimanere in silenzio, ad
alzare la mano, a parlare solo se interrogato e a colorare gli spazi
rimanendo rigorosamente nei bordi; tutte cose apparentemente innocue.
Il problema è che poi, tornato a casa, un genitore si
preoccupa più di quello che pensa la maestra piuttosto che di
quello che suo figlio sta implicitamente imparando per la sua
vita.
Un bambino di queste cose se ne accorge:
la scuola ha insegnato
a tutti noi che c'è un modo giusto ed uno sbagliato
di fare le cose, che se non fai quello che tutti si
aspettano,
se non
accetti senza discutere regole che si trovavano lì ben prima del tuo
arrivo, subirai punizioni e disonore. Poi ci stupiamo che
gli alunni non se la sentano di interagire durante le lezioni.
Più di tutto
la scuola ci
ha insegnato che "dovere" e "volere" non sono la
stessa cosa. E infatti guardatevi intorno: un popolo che
preferisce votare controvoglia una classe politica che disprezza perché
già convinto fino nel midollo che non valga la pena di lottare per
cambiare le cose.
Ci
hanno indottrinato per bene a stare seduti in silenzio, quando non
avevamo difese...
Scusate lo sfogo, questa è e resta una rubrica a-politica...
Buona settimana
Lorenzo
Disciplina o dialogo?
Ho paura che tu non sia mai stato insegnante.
Mi sembra di capire che piuttosto che disciplina tu vorresti dialogo nella scuola.
Ero d'accordo con te, finchè non sono diventato insegnante.
Dialogo con i miei alunni che, nei dovuti modi, possono discutere con me su tutto e anche criticare quello che non ritengono giusto. Risultato?
Approfittano della mia buona fede, perchè per loro un insegnante che si comporta così è un debole. Non studiano e passano il tempo a polemizzare su OGNI cosa. Arrivano addirittua al punto di discutere il fatto che io tratti determinati argomenti e non altri. Questa è presunzione, ci vorrebbe più fiducia nel fatto che un uomo di 30 anni laureato ne sa più di te che ne hai 15.
Ma non c'è fiducia nè rispetto della tua figura.
L'alunno vede l'insegnante come un nemico da sconfiggere e per farlo è disposto a qualsiasi mezzo.
Imbrogliare copiando, fare pressioni psicologiche, dire bugie.
Il vero problema è che non sono abbastanza maturi per discutere e nemmeno sono abbastanza educati per conoscere le regole del vivere insieme, posso io come insegnante sopperire a queste deficienze?
Ecco che l'unica soluzione per ottenere che imparino qualcosa è la disciplina una soluzione costretta e non scelta.
risposta a un intervento
Wowww....questo intervento è fantastico e pieno di verità ke gia si sentivano nell'aria ma nessuno dicevaa...kiunque tu sia ad averlo scritto hai tutta la mia stima e riconoscenza x aver deto ciò ke tutti pensano..la scuola italiana non educa un ragazzo...ma gli insegan delle nozioni..e ad ubbidiere a regole..tralasciando totalmente l'opinione o le idee e prediscposizioni dell'alunno
io ke ho avuto sempre il coraggio di parlare direttamente e dire a professoresse e direttrici cio k pensavo vedo come mi sono ridotto...malvisto dai professori e sull'orlo della bocciatura per aver dato dell'incapace alla preside..ke tralaltro resto fermo nel fatto di dire k èp vero!
a scuola si impara anche sbagliando
E' vero, a scuola e nella vita si impara anche sbagliando. Ma non è vero che a scuola gli insegnanti sono tutti stupidi. Io ne conosco molti che ti aiutano a crescere proprio guardando i tuoi errori e quelli dei compagni, e anche i loro, che succedono. Questa è una bella scuola, dove tutti (quasi tutti) siamo insieme ed impariamo un sacco di cose, sul mondo e su di noi.
Piuttosto il problema è come fare perché tutti i prof capiscano che si può fare meglio così.
sono spesso una voce fuori dal coro!
la scuola non mi ha insegnato molto a parte studiare argomenti in vista di una interrogazione;avevo dimenticato il piacere di aprire un libro,eppure ho frequentato il liceo classico,che ho riscoperto all'universita' con il desiderio di farmi un bagaglio culturale,solo per diletto personale,sapere un po' di tante cose e non essere informati,sapere tutto ma di pochi argomenti.La scuola italiana non da spazio alla creativita'individuale,non incoraggia a credere nei propri sogni,nelle aspirazioni che chiunque a quell'eta' coltiva e di cui si nutre per non rimanere nell'anonimato,per sentirsi vivo e per credere che con il proprio contributo si possa davvero giungere a capovolgere questa societa' che ci vuole sempre piu' come un gregge di pecore,senza aver nulla contro le pecore..voglio solo dire che c'e' una personalita' che contraddistigue ogni essere umano che,pero'si assopisce e finisce con l'omologarsi a quelle degli altri per non sentirsi "diversi" estranei a tutto quello che gira intorno.Si finisce col perdere di vista i propri sogni e non e' una banalita',sono una scatola di colori che per quanto abbia gia' dei propri colori la realta' le danno quel tocco in piu',creano le sfumature che conferiscono originalita'.I "miei"insegnanti non mi hanno dato nulla,a parte qualcuno che davvero bacchettava per tirar fuori il meglio,se penso che la prof.ssa di latino mi faceva i versi quando le chiedevo qulcs perche' le stavo antipatica,perche' tenevo ad andare ben vestita e questo le dava fastidio(?).....quale insegnamento ne posso trarre?Ora ci rido su quando capita di pensarci,ma durante la scuola non era una situazione facile.Ora sono all'universita',e se cerco di mantenere una buona media lo faccio solo per me stessa,perche' mi piace ad essere informata,leggo quanti piu' libri mi e' possibile,anche se il tempo si riduce a poco,non bisogna mai limitarsi alla lezione del prof o ad un unico libro,ma spingersi a spaziare su piu' libri,tornera' utile.In un futuro,spero,di poter stare dalla parte dei piu' piccoli,a salvaguardia dell'infanzia,indurli a credere nei desideri e custodirli con tenacia,abolire i voti dei prof,ma autovotarsi per crescere l'autostima...e' questo cio' che dovrebbe insegnare la scuola:L'AUTOSTIMA,ognuno ha un proprio dono e deve lavorarci su per trovarlo,senza lasciarsi scoraggiare da niente e nessuno....spero di essere stata chiara,ritorno ai miei studi,buona serata spero di aver fatto comprendere il mio pensiero anche se avrei voluto dire molto altro ancora ma il dovere chiama
Re: sono spesso una voce fuori dal coro!
> la prox volta pubblica un articolo di giornale!!
la scuola non mi ha insegnato molto a parte
> studiare argomenti in vista di una
> interrogazione;avevo dimenticato il piacere di
> aprire un libro,eppure ho frequentato il liceo
> classico,che ho riscoperto all'universita' con il
> desiderio di farmi un bagaglio culturale,solo per
> diletto personale,sapere un po' di tante cose e non
> essere informati,sapere tutto ma di pochi
> argomenti.La scuola italiana non da spazio alla
> creativita'individuale,non incoraggia a credere nei
> propri sogni,nelle aspirazioni che chiunque a
> quell'eta' coltiva e di cui si nutre per non
> rimanere nell'anonimato,per sentirsi vivo e per
> credere che con il proprio contributo si possa
> davvero giungere a capovolgere questa societa' che
> ci vuole sempre piu' come un gregge di pecore,senza
> aver nulla contro le pecore..voglio solo dire che
> c'e' una personalita' che contraddistigue ogni
> essere umano che,pero'si assopisce e finisce con
> l'omologarsi a quelle degli altri per non sentirsi
> "diversi" estranei a tutto quello che gira
> intorno.Si finisce col perdere di vista i propri
> sogni e non e' una banalita',sono una scatola di
> colori che per quanto abbia gia' dei propri colori
> la realta' le danno quel tocco in piu',creano le
> sfumature che conferiscono originalita'.I
> "miei"insegnanti non mi hanno dato nulla,a parte
> qualcuno che davvero bacchettava per tirar fuori il
> meglio,se penso che la prof.ssa di latino mi faceva
> i versi quando le chiedevo qulcs perche' le stavo
> antipatica,perche' tenevo ad andare ben vestita e
> questo le dava fastidio(?).....quale insegnamento
> ne posso trarre?Ora ci rido su quando capita di
> pensarci,ma durante la scuola non era una
> situazione facile.Ora sono all'universita',e se
> cerco di mantenere una buona media lo faccio solo
> per me stessa,perche' mi piace ad essere
> informata,leggo quanti piu' libri mi e'
> possibile,anche se il tempo si riduce a poco,non
> bisogna mai limitarsi alla lezione del prof o ad un
> unico libro,ma spingersi a spaziare su piu'
> libri,tornera' utile.In un futuro,spero,di poter
> stare dalla parte dei piu' piccoli,a salvaguardia
> dell'infanzia,indurli a credere nei desideri e
> custodirli con tenacia,abolire i voti dei prof,ma
> autovotarsi per crescere l'autostima...e' questo
> cio' che dovrebbe insegnare la
> scuola:L'AUTOSTIMA,ognuno ha un proprio dono e
> deve lavorarci su per trovarlo,senza lasciarsi
> scoraggiare da niente e nessuno....spero di essere
> stata chiara,ritorno ai miei studi,buona serata
> spero di aver fatto comprendere il mio pensiero
> anche se avrei voluto dire molto altro ancora ma il
> dovere chiama
Teorie & Pratiche...
Ciao a tutti!
Ogni tanto mi avete chiesto di proporre iniziative concrete, reali, qualcuno inneggia alla rivoluzione...
Colgo l'occasione di un bell'invito fattomi da un Prof. della Sapienza per ribadire che questa rubrica è lo spazio in cui i messaggi vengono dati sotto forma di provocazione, disruption, rottura, "ma anche" (espressione abusata ultimamente, me ne rendo conto...) luogo di proposte ed iniziative concrete...
Se volete organizzare iniziative, incontri, dibattiti etc. nelle vostre scuole, licei, università, piazze, case, paesi, loft, camere da letto, blog, siti web, etc... io e lo Staff di 30eLodeSenzaStudiare siamo disponibili, fatevi avanti!
La mail dello staff è 30_e_lode@libero.it
Se invece vogliamo incontrarci dal vivo il prossimo incontro è questo:
Università “La Sapienza” di Roma
Lunedì 7 Aprile ore 15:00
Lorenzo Ait, ospite del prof. Paolo De Nardis, terrà una lezione sul Mindfucking
La lezione si terrà presso nell’aula Gerin presso l'Istituto di Medicina Legale (via Regina Elena, quasi angolo piazzale San Lorenzo)