Che l'edilizia scolastica abbia bisogna di una svolta è chiaro da tempo, ma l'idea del Governo di creare una società per azioni a cui affidare le scuole italiane non è piaciuta a molti. E' bastata un'anticipazione a fare partire un vivace botta e risposta tra maggioranza e opposizione. Vediamo i dettagli della questione.
IL PROGETTO "SCUOLA S.P.A."Il governo sta studiando la costituzione di una società per azioni cui affidare la proprietà degli edifici scolastici. Alla S.p.A andrebbe anche la competenza per la manutenzione e la messa in sicurezza degli edifici. L'anticipazione del Sole 24 Ore ha trovato alcune conferme: in questo modo
"ci sarebbe un miglior utilizzo dei fondi di spesa mentre il rendimento sarebbe garantito dall'incasso di canoni per la locazione e servizi pagati dagli enti locali che cederebbero la proprietà".Il progetto viene studiato in questi giorni da 3 ministeri, Economia, Istruzione e Infrastrutture. La formula è inedita. Entro fine ottobre forse sarà emanato un provvedimento legislativo o un piano operativo al riguardo. L'operazione potrebbe coinvolgere le fondazioni bancarie mentre al momento è esclusa la partecipazione della Cassa depositi e prestiti. Al ministero della Pubblica istruzione fanno notare che il consenso degli enti locali è uno degli aspetti delicati dell'operazione.
Il tema dell'intervento nelle scuole è discusso da tempo e si rincorrono da tempo le voci di un possibile intervento dei privati nel mondo della scuola. Un'indagine del Miur ha stabilito che quasi 15.000 edifici scolastici su tutto il territorio hanno urgente necessità di essere messi in sicurezzza con interventi di manutenzione straordinaria. datto ancor più impressionante, per 10.000 edifici i tecnici avrebbero proposto la demolizione. Scuole S.p.A si occuperebbe quindi dell'edilizia scolastica, ma non solo. Non è escluso che alla Scuole S.p.A. possa essere assegnato anche lo svolgimento di servizi di mensa e di assistenza agli studenti.
LA RETE DEGLI STUDENTI NON CI STA
La Rete degli Studenti critica aspramente quella che per ora, ricordiamolo, è soltanto una voce.
"Ecco il progetto di rottamazione della scuola italiana. Dopo aver tagliato 8 miliardi di euro all'istruzione, dopo aver promesso un miliardo di euro per gli interventi urgenti, in seguito alla tragedia del liceo Darwin di Rivoli, finalmente si scopre il piano perfetto per scaricare le macerie sulle spalle di studenti e famiglie. Con una semplice magia, Tremonti e Gelmini pensano di far sparire dal bilancio statale l'annoso problema dell'edilizia scolastica"Il rischio più concreto è ben delineato dall'associazione studentesca: "Prima si cederebbero gli edifici scolastici a delle società per azioni, poi si chiederebbe agli enti locali di pagare salati canoni d'affitto, per la fornitura di servizi come le mense e magari persino per diritti fondamentali come l'assistenza ai disabili. Uno splendido sistema per sottrarre gli interventi di manutenzione e messa in sicurezza da ogni controllo, affidando la nostra salute alle regole del mercato e del profitto",Che la scuola abbia bisogno di interventi è però parere condiviso: "Per lo stato fatiscente delle nostre scuole servono finanziamenti, non vergognosi sotterfugi utili soltanto ad aggirare le regole. I dati parlano da soli: il 40% degli edifici scolatici ha bisogno di interventi urgenti, il 45% manca di strutture base come laboratori e palestre. Per un vero piano straordinario dell'edilizia scolastica, per smetterla con tutte le vuote promesse, dimenticate insieme alle vittime di tanta noncuranza, chiediamo che vengano investiti 20 miliardi di euro nella messa in sicurezza e innovazione delle nostre scuole."LE POLEMICHE
Ovviamente non possono mancare le polemiche.
Dario Franceschini del Pd è incredulo:
''La notizia di costituire una Spa cui affidare la proprietà degli edifici scolastici e la competenza per la loro costruzione, manutenzione e messa in sicurezza è talmente assurda e inqualificabile che non posso nemmeno credere che sia vera; è una proposta molto pericolosa che ricorda tanto il tentativo di costituire una Protezione civile Spa per sottrarla da tutte le regole e garanzie. Sarebbe una scelta grave".
Dall'opposizione si levano anche altre voci critiche: "Ipotesi come la Scuola spa sono mere speculazioni che scatenano comprensibilmente grandi appetiti, in considerazione dei 42mila plessi scolastici italiani, ma che devono rimanere nel cassetto dei sogni dei noti grandi gruppi immobiliari", dicono i senatori Francesco Ferrante e Roberto Della Seta.
E'
opinione condivisa che l'operazione, sebbene innovativa avrebbe assoluto bisogno di alcuni
paletti di trasparenza sullo svolgimento dei lavori, sull'assegnazione degli appalti. Alcuni osservatori mettono in luce altri
eventuali rischi. Gli enti locali che oggi gestiscono le scuole pagherebbero infatti alla SpA un canone di locazione. Facile immaginare cosa accadrà quando non pagheranno il canone di locazione:
la SpA li potrà cedere ad altri istituti privati che garantiscono invece il canone e decidono tariffe di iscrizione a scuola e piani didattici. Un rischio che la scuola pubblica non si può certo permettere.
La strada di Scuola S.p.A. è già in salita.LINK UTILI
Scuole, che degrado! Un edificio su cinque non è sicuro
Inchiesta 2009/2010 sull'edilizia scolastica di Studenti.it