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Sciopero della scuola, è polemica sui numeri

a cura di Redazione

redatto giovedì 09.10.2008

Il personale della scuola è sceso in piazza per protestare contro i tagli alla formazione approvati in via definitiva dal Senato, ma accanto a professori e personale Ata a manifestare sono stati anche studenti, genitori ed universitari arrivati a Roma da tutta Italia

La manifestazione di giovedì 30 ottobre che ha visto migliaia di persone scendere in piazza in tutta Italia ma, soprattutto, una imponente partecipazione al corteo di Roma promossa dalle sigle sindacali della scuola, ha scatenato polemiche tra i rappresentanti del governo -che hanno minimizzato l'entità della protesta- e l'opposizione che ha invece voluto ribadire l'importanza di questo movimento di piazza.

"Ho letto che a Roma ci sarebbero state un milione di persone. Purtroppo c'è il vezzo di moltiplicare per dieci le cifre reali... Ma 100mila persone sono comunque tante'' ha commentato il Ministro dell'Interno Maroni.

"Vedo una sinistra scandalosa che ha la capacità di rovesciare il vero e dire il contrario della verità". Così il presidente del Consiglio Berlusconi ha commentato da Palazzo Chigi la manifestazione di oggi.

"Il movimento contro la Riforma Gelmini" - ha voluto ribadire la Rete degli Studenti- "a differenza di quanto affermato dal Presidente Berlusconi, si è invece affermato come plurale e trasversale. Il movimento non ha permesso a nessuno di farsi strumentalizzare. Gli unici a rovesciare la verità sono il Governo ed il ministro Gelmini, che da giorni continuano a dire che queste riforme miglioreranno la qualità della scuola italiana".

Per il leader del Partito Democratico Walter Veltroni ora "il governo deve ascoltare questa protesta, non può restare sordo alla voce di chi nella scuola vive ogni giorno".

In merito alle mobilitazioni del 30 ottobre Guglielmo Epifani - segretario generale della CGIL- ha dichiarato: "In tutte le citta' d'Italia ci sono migliaia di studenti in piazza, e' davvero una manifestazione nazionale, sia per quelli che sono venuti a Roma sia per quelli che restano a manifestare nelle loro citta'. Credo che sia la piu' grande manifestazione mai fatta sulla scuola''.


Quale sarà il futuro della protesta? Il Ministro dell'Interno Maroni ha già messo in guardia gli studenti:  ''Chi occupa abusivamente, impedendo ad altri di studiare sarà denunciato. Finora il fenomeno si è limitato a manifestazioni fisiologiche di dissenso. La continuità didattica è stata garantita''.
Ma su questo punto gli studenti non hanno dubbi e, secondo un'inchiesta di Studenti.it, il 64% è convinto che le proteste continueranno a tempo indeterminato.


La cronaca della manifestazione romana
di Flavia Grossi

L'onda sommerge la Capitale. Un fiume di manifestanti già dal giorno prima si è messo in marcia per lo sciopero, per esserci. Diversi pullman bloccati sul Grande Raccordo Anulare, Metro affollate di giovani che cantano con i genitori che li accompagnano. Docenti, ma anche anziani, affollano i vagoni che si dirigono a Piazza della Repubblica. La Piazza è gremita di persone, i colori degli striscioni stridono col grigio delle nuvole e i cori non cessano mai.   
“La Cultura fa paura”. Su slogan come questi il camioncino dei Sindacati alla testa del corteo ha iniziato a muoversi stamattina dalla Piazza per far largo agli altri manifestanti che, in quella piazza, non c'entravano più.
 Pochi passi e i primi politici cominciano a spuntare tra i colori dei sindacati e gli striscioni dei docenti: Veltroni, Mussi, Epifani, Di Pietro, Giordano e Bindi si sono accodati al corteo in direzione di Piazza del Popolo.

Un corteo insolito, guidato dalla parte politica - anche se la presenza dei partiti tra bandiere e manifesti è stata quasi inesistente, al contrario delle sigle sindacali che erano sparse ovunque – seguito dagli adulti, genitori e docenti delle scuole primarie in maggioranza e gli studenti delle scuole superiori. Loro soprattutto, si dicono demotivati, disgustati da una politica che non li ascolta, che interviene sulle loro vite senza informarli, senza renderli partecipi. Per tutti, anche se il decreto è stato convertito in legge, non ci si deve fermare, ma continuare a lottare.

Il colpo d'occhio è impressionante, la piazza trabocca e spreme i manifestanti verso piazza Barberini e Via Cavour. Una biforcazione importante perché scinde il corteo in due, da un lato, verso Via Sistina, i Sindacati, i docenti e i genitori con bambini al seguito, dall'altro gli studenti; solo loro, senza sigle, acronimi e chiare appartenenze politiche. Scendono verso i Fori Imperiali con un camioncino improvvisato dj-set e bar, diversificandosi tra universitari in camice che si domandano come faranno a fare ricerca senza fondi e le diverse Facoltà, giunte in corteo dalla Sapienza. Il bersaglio è “Meri Star”, la Ministra così ribattezzata dal nuovo movimento studentesco che è deciso a non fermarsi e continuare, verso una piazza, un Ministero, fino a quando non verranno ascoltati.

> Forum: movimento studentesco

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carlotta sabato, 1 novembre 2008

Continueremo e continueremo e continueremo

facinorosi! siam 4 facinorosi!4 facinorosi! siam 4 facinorosi!

si dai eravamo poco più di un centinaio di persone..io ero lì e ho visto poca gente avete ragione voi che eravate chiusi a chiave nelle vostre casupole.

MA ANDATEVENE A MORì AMMAZZATI.

1. NON CI FATE PAURA MA PROPRIO PER NIENTE
2. CONTINUEREMO E FARE TUTTO QUELLO CHE è NECESSARIO PER OPPORCI A QUESTO REGIME DITTATORIALE E FATTO DI MAFIOSI E CORROTTI
3. POTETE DENIGRARCI E DIFENdERE GLI SQUADRISTI VIOLENTI DI DESTRA , POTETE DIRE TUTTE LE BALLE CHE VOLETE MA LA GENTE CI VEDE E CI SENTE MOOOLTO BENE
4. NON SOTTOVALUTATE MAI LA POTENZA CREATIVA DEI GIOVANI.

se dio vuole vecchiacci morirete tutti e in breve tempo.
cossiga ha già la demenza senile...berlusconi manie di onnipotenza, la gelmini..mah chi è...bho un burattino.
ci vorrebbe una bella epidemia. chissà se troviamo qualche super virus per farvi fuori tutti..

n° 55
Huygens91 venerdì, 31 ottobre 2008

Non fermiamoci!

Studenti di tutta Italia!!
il movimento avviatosi in questi giorni non va assolutamente fermato!! Il fatto che il decreto Gelmini sia ormai divrentato legge non deve assolutamente scoraggiare nessuno!
Ciò che si è mosso in questi giorni, non è il solito movimento manovrato politicamente!
è spontaneo!
è l'ONDA!
noi non siamo stati sconfitti! e dobbiamo continuare a oltranza! tutte le città si sono smosse e in campo c'erano numeracci spaventosi non poche centinaia di migliaia!! La mia città (Palermo), come Torino, Bologna, Milano, Napoli, era sommersa di gente in piazza!
solo che l'attenzione dei media e dei mezzi di infomazione, come al solito, si è riversata solo su Roma..
Conosciamo il decreto, abbiamo finalmente assunto la più nobile delle posizioni! quella apolitica e imparziale! non diamo retta nè a una destra scoraggiante nè a una sinistra poco organizzata. Non c'è buona politica in Italia e non possiamo farci trascinare dai soliti raccontaballe!
Continuiamo la nostra lotta, il nostro movimento. Siamo studenti! sappiamo cosa vogliamo perchè ciò che vogliamo è il nostro futuro! NOI NON APPOGGIAMO I RETTORI UNIVERSITARI! siamo consci della loro baronia e dei loro sbagli immondi. Ma quello che mi sento di dire ai politici è "vai a tagliare i fondi con più oculatezza! danneggia i rettori e mandali a @#?*%$re! non distruggere l'intera università! non ha senso!"
Un taglio del genere è giustificato solo dal fatto che esiste una crisi economica che ci viene nascosta. Un sacco di palle ci sono state raccontate: ci è stato detto che l'economia italiana non avrebbe risentito minimamente della crisi dei mututi! Grandissima @#?*%$ata! A voglia se c'è la crisi! e perchè è successo? perchè ci ritroviamo pure nella @#?*%$a insieme gli USA? semplicissimo! perchè in tutto questo tempo, i governi di questi ultimi 10 anni non hanno fatto altro che privatizzare l'economia limitandosi a ridistribuire i redditi al posto di creare nuova produttività e ricchezza. Non è solo la scuola ad essere stata danneggiata! finora è rimasta come ultimo baluardo contro la privatizzazione.. ora tocca anche a lei!
Il decreto Gelmini, nella sua terribile gravità, non è l'unico motivo della riscossa degli studenti! c'è tutta una serie di precedenti, il popolo è stanco! Rianimatevi e non perdetevi d'animo!

Fino alla fine contro il decreto!
Studenti d'Italia,
L'italia s'è desta!

n° 54
Giulio Ballio venerdì, 31 ottobre 2008

Lettera agli studenti del Politecnico

Cari Allieve e Allievi del Politecnico di Milano,

In questi giorni ho ricevuto molti messaggi da parte Vostra.
In essi vi sono domande volte a cercare di comprendere meglio la attuale situazione, sono espresse preoccupazioni per il futuro di Voi giovani e del nostro Ateneo.
Siamo tanti, più di 2.500 fra docenti, tecnici e amministrativi, quasi 40.000 gli allievi: non possiamo certo riunirci tutti.

Userò quindi il web per mettere a Vostra disposizione quello che so e che ho imparato in questi anni, presentandovi soprattutto i punti che non sempre appaiono chiari nel confuso dibattito che i media ci presentano. Cercherò di individuare i vostri dubbi e di rispondere alle vostre domande. Presenterò le mie opinioni e il percorso che stiamo intraprendendo, terminerò con alcune conclusioni.

I decreti Gelmini
Sulla stampa, in molti striscioni, nelle manifestazioni si richiamano due realtà completamente diverse: la proposta del Ministro Gelmini sulla Scuola elementare e la legge 133/08 relativa al contenimento della spesa pubblica, il cui testo ricalca le proposte del Ministro Tremonti.
Vi intratterrò soltanto sulla seconda che riguarda anche le Università.
La legge 133/08 sul contenimento della spesa riguarda tutte le amministrazioni pubbliche, dai Ministeri alle Regioni, dai Comuni alla Polizia, dalle Università a tutte gli innumerevoli enti che sono prevalentemente finanziati dallo Stato.
Le riduzioni previste sono indistinte e colpiscono indiscriminatamente, senza considerare le differenze di funzioni, compiti e risultati delle varie tipologie di amministrazioni.
Per quanto è relativo alle Università statali come la nostra, le due conseguenze più rilevanti di questa legge approvata prima dell'Agosto 2008 sono le seguenti:
• una riduzione del finanziamento statale al sistema universitario (FFO = Fondo di Finanziamento Ordinario) a partire dal bilancio 2010 (quindi dal 1° gennaio 2010);
• la drastica riduzione del turn over (ogni 10 persone che vanno in pensione, ne possono entrare soltanto 2 fino al 2012 e poi 5 dal 2013)
• la possibilità di trasformare le università in Fondazioni di diritto privato.

Il Finanziamento statale del sistema universitario
Ogni anno la Finanziaria stabilisce l'ammontare del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), cioè i soldi che vanno al Sistema Universitario statale.
Questa somma è a disposizione del Ministero che la ridistribuisce fra i differenti Atenei. La somma è cresciuta dal 1995 al 2005 ed è praticamente stazionaria da tre anni. Vale oggi circa 7 Miliardi di euro. La legge prevede una riduzione di circa il 20% in tre anni di tale somma senza considerare che, nel nostro Paese, il finanziamento alle Università è fra i più bassi di Europa.
(Basta guardare i dati dell'OCSE).
Bisogna combattere affinché tale riduzione non avvenga: ciò è reso difficile non solo dalla situazione economica mondiale che sta peggiorando di giorno in giorno, ma anche dalla disuniformità e dalla credibilità attuale del sistema universitario.
Vi sono Atenei che hanno utilizzato bene la loro autonomia ed altri meno bene. Vi sono Atenei che hanno investito per migliorare i servizi agli studenti e le infrastrutture di ricerca, altri hanno soltanto assunto persone, talvolta calpestando il merito di altre.
Ma non si può fare di tutta l'erba un fascio, altrimenti si finisce col dire che nulla funziona e si butta via il bambino con l'acqua calda!

Gli effetti del taglio di finanziamento possono essere ricondotti a due tipologie differenti.
La prima riguarda quegli Atenei che hanno esagerato nelle assunzioni di personale ed oggi hanno un costo del personale che praticamente mangia tutta la loro dotazione statale (forse avete sentito dire che il rapporto fra spese di personale e FFO di ogni Ateneo non dovrebbe superare il 90%, che vi sono Atenei che hanno superato tale rapporto, che con gli adeguamenti stipendiali questo rapporto continuerà ad aumentare). Questi Atenei, se la legge venisse mantenuta inalterata, sono destinati, chi subito, chi fra due-tre anni a fallire perché non saranno più in grado di pagare i loro dipendenti.

La seconda riguarda quegli Atenei, come il nostro, che, pur avendo aumentato negli anni il loro personale docente, tecnico e amministrativo, sono stati attenti a non caricarsi da impegni di spesa troppo onerosi (il Politecnico di Milano ha spese fisse di personale pari al 67% di FFO a fronte di una media nazionale dell'86%) ed hanno utilizzato la differenza per investimenti in attrezzature, infrastrutture, creazione e miglioramenti dei servizi offerti. Di fronte a un taglio di finanziamento statale, questi Atenei non sono condannati al fallimento, ma dovranno ridurre spese e servizi. Chi, come noi, ha già fatto ogni tipo di razionalizzazione e di economia, dovrà cercare, in tutti i modi possibili, di mantenere la qualità di tutti quei servizi che vi fanno apprezzare il nostro Ateneo.
Io confido che, a meno di cataclismi economici, il Governo dovrà rivedere le sue decisioni, almeno nei riguardi di quegli Atenei che hanno dimostrato di saper bene gestire le risorse loro assegnate.
Se insisterà nella sua decisione, vorrà dire che il Governo desidera uccidere le nostre università, portando il nostro Paese a diventare vassallo di altre Nazioni, in particolare di quelle che molto stanno investendo in formazione e ricerca.

La riduzione del turn over
La riduzione imposta dalla legge per il turn over nasce forse da un ragionamento meramente economico, ma non considera le conseguenze che sono devastanti per tutti.
Il ragionamento è il seguente: riduciamo le persone, così riduciamo il costo degli stipendi e quindi compensiamo con tale riduzione il minor finanziamento. A supporto di tale ragionamento si portano i difetti del sistema: modalità di reclutamento non sempre irreprensibili, proliferazione di corsi di laurea istituiti per soddisfare più gli interessi dei docenti che le necessità formative degli allievi, scarsa presenza dei docenti negli Atenei, incapacità di auto governarsi correttamente, autoreferenzialità e mancanza di valutazione dei risultati. In fondo si è contribuito a creare uno slogan che purtroppo sta attecchendo nella opinione pubblica: le amministrazioni pubbliche sono costose e inefficienti, l'università è una amministrazione pubblica, quindi la università è inefficiente e sprecona. E' un ragionamento che combatto da 5 anni e che non è facile da contestare perché l'opinione pubblica è sempre più attenta agli aspetti negativi che le vengono presentati che a quelli positivi. Basta una truffa a un test di medicina in un Ateneo per dire che tutti gli Atenei stanno truffando, basta una assunzione chiacchierata per dire che tutti i concorsi universitari sono truccati, basta dire che una università ha scoperto un buco nel suo bilancio per dire che il sistema delle università pubbliche è fallito.
Il gusto della generalizzazione purtroppo ormai caratterizza tutti, molti si accontentano di soli slogan, pochi amano ancora conoscere prima di parlare.
La legge è devastante perché colpisce tutti indiscriminatamente e ingiustamente. Chi ha limitato il numero di assunzioni, chi ha fatto una programmazione attenta dei ricambi generazionali viene colpito irrimediabilmente.
La legge colpisce drammaticamente tutti i giovani che oggi collaborano a vario titolo con i docenti (dottorandi, post doc, assegnisti di ricerca) e che contavano un giorno non troppo lontano di entrare in una posizione stabile in università.
In definitiva si deve combattere per modificare la decisione legislativa perché è profondamente ingiusta, perché taglia le gambe al ricambio generazionale, perché colpisce le aspettative dei giovani, perché va esattamente nel senso contrario al riconoscimento del merito, perché
indebolisce in modo irreversibile l'università che, senza l'immissione di giovani, diventerà vecchia e obsoleta nel giro di pochi anni.

La possibilità di trasformare le università in Fondazioni
E' stato detto in molti interventi che l'articolo di legge che consente alle università statali di trasformarsi in Fondazioni di diritto privato e non dice come e con la partecipazione di chi, che è talmente vago da essere non attuabile, che, con esso, si annuncia un cambiamento di strategia da parte del Governo nei riguardi del sistema della formazione e della ricerca italiano.
Vediamo di ragionarci un attimo. Un Ateneo potrebbe trasformarsi in fondazione se, accanto allo Stato, intervenissero dei partner privati disposti a sostenere economicamente l'Ateneo.
L'On. Mauro, vice presidente del Parlamento europeo, si è chiesto recentemente in un convegno: dove si può trovare un imprenditore così pazzo da caricarsi l'onere di contribuire finanziariamente alle spese correnti di un Ateneo o di una Scuola che, per definizione, non sono in grado di restituire utili? Quale privato può investire a fondo perduto?
Si potrebbe pensare a una Fondazione che veda Stato, Regione, Provincia, Comune insieme a Fondazione Bancarie e Associazioni varie. Ci si dimentica che è necessario una quota di contribuzione privata maggiore del 50% per rendere "privata" una fondazione e quindi per renderla indipendente dalle regole imposte dal contenimento della spesa pubblica (i famosi parametri
di Maastricht).
E' oggi impensabile che le Fondazioni bancarie si sostituiscano in larga misura allo Stato per finanziare annualmente il sistema della formazione e della ricerca e quindi gli Atenei.
Non vi sono altre alternative: in tutto il mondo le Università funzionano perché ricevono il loro prevalente fabbisogno finanziario o dalla Collettività Sociale o dalla contribuzione diretta degli Allievi. Nel primo caso l'Università si caratterizza come pubblica, nel secondo come privata
(in Italia la prima è denominata statale, la seconda non statale).
Il primo modello considera prevalente il vantaggio di avere formazione e ricerca a servizio della competitività della intera Comunità sociale. Il secondo modello considera prevalente il vantaggio del singolo (allievo o impresa) che riceve la possibilità di incrementare la propria
competitività personale.
In Europa è sicuramente prevalente il primo modello tanto che la quasi totalità di studenti universitari frequentano università pubbliche (in Italia sono oggi il 94%).

Cosa fare
Resta un anno per cercare di rovesciare la situazione e certamente non si possono aspettare gli ultimi mesi del 2009 per riuscirvi. D'altra parte è evidente che azioni non coordinate non possono che essere inutili e controproducenti.
Credo che ognuno, prima di partecipare ad una qualsiasi iniziativa, dovrebbe ragionare non in base ai propri sentimenti, bensì valutando razionalmente le possibili conseguenze.
Mi spiego con un esempio: le attuali manifestazioni spontanee possono essere considerate esaltanti da chi vi partecipa per il loro forte impatto mediatico, ma il monitoraggio delle loro conseguenze sembra dimostrare che nella opinione pubblica sta crescendo il fastidio e quindi il rafforzamento
delle posizioni più contrarie alla nostra università. Ciò rende ancora meno condiviso dalla maggioranza dell'opinione pubblica il tentativo di mitigare gli effetti della legge e di mantenere pubblico il nostro sistema universitario. Rende invece più condiviso qualsiasi atto teso a
penalizzare i nostri Atenei.
Quello che bisogna fare subito, tutti insieme, riguarda soprattutto la politica interna degli Atenei. E' quanto mai necessario che ogni Ateneo risponda, il più rapidamente possibile, alle critiche che vengono mosse in modo generalizzato, o per dimostrare di esserne esente o per modificare i propri comportamenti.


Quali sono queste critiche?
a) Le Università sono accusate di aver prolificato i corsi di laurea e gli insegnamenti per favorire i desideri dei docenti. Si deve rimodulare la didattica in modo da erogarla sempre più all'insegna del principio della effettiva centralità della formazione dell'allievo e delle sue concrete possibilità di trovare s@#?*%$ lavorativi soddisfacenti.
b) Le Università sono accusate di dissipare tempo e soldi in una ricerca inutile e costosa che serve soltanto alla carriera accademica di chi la produce. Si deve promuovere una ricerca sempre più al servizio della competitività internazionale del nostro Paese e quindi ci si deve battere affinché il Governo promuova il riconoscimento della qualità e del merito a seguito di valutazioni attendibili, analoghe a quelle ormai abituali in molti paesi europei.
c) Le Università sono accusate di seguire processi poco trasparenti nel reclutamento dei giovani e nell'avanzamento di carriera dei docenti. Si deve promuovere un sistema di valutazione che porti a una qualità certificata da parametri obiettivi e procedure innovative nel reclutamento dei docenti e dell'inserimento dei giovani.
c) Le Università sono accusate di aver prolificato a dismisura le loro sedi didattiche. Si deve promuovere una revisione della distribuzione a livello regionale o macroregionale della propria offerta formativa e della ricerca nell'interesse dei territori, anche sviluppando interazioni ed integrazioni forti tra Atenei in un'ottica di complementarietà;
d) Le Università sono accusate di avere una visione corporativa nelle proprie modalità di governo. Bisogna testimoniare l'impegno di modificare il proprio assetto di governance interno per evitare derive autoreferenziali attraverso una netta separazione tra funzioni di indirizzo delle attività didattiche e scientifiche, e responsabilità di gestione delle risorse;
e) Le Università sono accusate di non riuscire a verificare l'impegno dei propri docenti nella didattica e nella ricerca. Ci deve attivare per garantire sempre di più il rispetto di un codice etico di comportamento, anche misurando la produttività dei propri docenti.

Allora cosa fare verso l'esterno?
Bisogna combattere per convincere tutti gli Atenei ad attivarsi in queste direzioni. Bisogna combattere perché alcuni im@#?*%$no questa strada fin da subito, nella speranza di essere di esempio per gli altri. Bisogna mettersi in discussione di fronte al Paese all'insegna della trasparenza e dell'obiettività. Bisogna essere disponibili a confrontarsi con esperti del Ministero dell'Economia e delle Finanze sui propri bilanci e sui criteri di gestione adottati, superando ogni forma di autoreferenzialità.

Come vedete bisogna imboccare una strada stretta, difficile e in salita che richiede l'impegno di tutti e soprattutto il rispetto delle Istituzioni di appartenenza.
Il Politecnico di Milano, insieme ad altri Atenei, può già dimostrare di essere esente da molte delle critiche che vi ho sopra riportato e di aver già preso la decisione di attuare processi che gli consentano ulteriori miglioramenti.
Noi, Rettori di questi Atenei, abbiamo il compito di combattere su diversi tavoli per fare in modo che il Governo possa riconoscere la utilità di queste azioni, per convincerlo a stipulare un "patto di stabilità", cioè un accordo di programma individualizzato Ateneo per Ateneo, che accordi un finanziamento dignitoso a fronte di precisi obiettivi da raggiungere nella didattica, nella ricerca, nella gestione.

Conclusioni
Insieme ad altri Rettori sto combattendo in tutte le direzioni che Vi ho delineato, ho bisogno dell'appoggio di tutti e soprattutto di Voi allievi.
Se dovessero arrivare dal Governo segnali precisi di non disponibilità alla discussione sulla base delle linee che Vi ho indicato, allora sarà chiara la sua volontà di penalizzare anche gli Atenei più aperti al cambiamento ed i loro Rettori saranno costretti ad assumere tutte le iniziative necessarie
per evitare la catastrofe dell'intero sistema universitario pubblico del Paese.
Non possiamo perdere la battaglia volta a migliorare la competitività internazionale del nostro Paese, competitività necessaria per assicurare un futuro a tutti Voi.

Resto a Vostra disposizione per approfondire i temi che più Vi interessano, per confrontarmi con Voi, convinto che soltanto attraverso il dialogo possiamo costruire un futuro sempre migliore del nostro Ateneo.

Giulio Ballio
rettore

n° 53
ilaria venerdì, 31 ottobre 2008

non facciamoci intimorire!

io non sono d'accordo sul decreto ma è inutile che si dice che chi occupa gli edifici pubblici verranno denunciati perchè loro lo possono anche fare e se lo fanno dovrebbero denunciare un milione di persone (perchè a roma ne erano un milione è inutile dire bugie su bugie)io dico di non farci intimorire e di continuare questa protesta raccogliendo come prima cosa le firme per un referendum così il governo si deve solo stare. se è vero come dicono che loro pensano ai cittadini italiani e all'italia intera e non hanno mai pensato ai propri interessi (cosa che non credo proprio) lo devono dimostrare ora!! RAGAZZI CONTINUIAMO NON MOLLIAMO!!!

n° 52
progelmini venerdì, 31 ottobre 2008

Finalmente!!!

Finalmente un cambiamento, dopo anni di immobilismo.Una scuola che fa schifo, una scuola fatta solo per pagare stipendi, una scuola con le caste e le baronie;qualcuno ha avuto il coraggio di dire BASTA: razionalizzare e quindi risparmiare, altro che tagli e basta. Complimenti al ministro e mi raccomando non dia retta a chi è solo capace di farsi strumentalizzare dalla sinistra, vera colpevole del disastro che attualmente caratterizza la scuola italiana,sempre favorevole ad assunzioni di massa senza necessità; ragazzi non fatevi strumentalizzare!!!

n° 51
Alessandra domenica, 2 novembre 2008

Re: Finalmente!!!

volevo vedere se uno dei tuoi genitori era un insegnante e quindi per tanto avresti rischiato di perdere uno stipendio..(magari l'unico)..nn si può all' improvviso "tagliare" e lasciare le persone senza un futuro..per me parli a sproposito!!!...io dico AGIRE SI perchè la scuola italiana sta andando a pezzi...ma "insegnante unico" e "privatizzazione" non sono le chiavi per agire!..anzi così facendo torneremo ai tempi degli antichi romani.."patrizi e plebei"...invece studiare è un diritto DI TUTTI! anche dei meno abbienti!!e menomale che qui dovrebbe prevalere la DEMOCRAZIA....qui mi sa tanto di TOTALITARISMO!!!

non capisco venerdì, 31 ottobre 2008

Re: Finalmente!!!

> Finalmente un cambiamento, dopo anni di
> immobilismo.Una scuola che fa schifo, una scuola
> fatta solo per pagare stipendi, una scuola con le
> caste e le baronie;qualcuno ha avuto il coraggio di
> dire BASTA: razionalizzare e quindi risparmiare,
> altro che tagli e basta. Complimenti al ministro e
> mi raccomando non dia retta a chi è solo capace di
> farsi strumentalizzare dalla sinistra, vera
> colpevole del disastro che attualmente caratterizza
> la scuola italiana,sempre favorevole ad assunzioni
> di massa senza necessità; ragazzi non fatevi
> strumentalizzare!!!


ma è possibile che la sinistra in Italia sia colpevole di tutto quello che non va bene?! la disinformazione(sempre su qualsiasi dibattito politico) la strumentalizzazione(ricordiamoci cos'ha fatto la destra prima delle elezioni sulla sicurezza..e soprattutto cos'ha fatto dopo..ha mandato l'esercito..come in congo..hahahaha..spendendo tra l'altro soldi che potevano essere investiti in cc e polizia..senza risolvere il problema..)la scuola è nello stato attuale ovviamente per colpa della sinistra(la destra negli ultimi anni è stata più al governo che la sinistra..come mai non ha mai fatto nulla?!ma va bene così giusto?!)l'Alitalia non si sa ancora oggi come andrà a finire visto che non c'è ancora la firma definitiva(ma ovviamente fatemi indovinare..è colpa della sinistra che strumentalizza e impedisce ai sindacati di firmare per far perdere consensi al governo..giusto?! non perchè il cavaliere aveva detto che la cordata era pronta subito dopo le elezioni invece ci sono voluti 3mesi per formarla e ormai sono arrivati al punto che o si firma entro questa sera o si chiude!!)..la povertà delle famiglie è colpa della sinistra che ha alzato le tasse inutilmente(non perchè grazie a tremonti era stato aperto un procedimento ai nostri danni da parte dell'UE..per altro chiuso grazie al governo prodi..(unico successo di quel governo..tra l'altro negato dallo stesso tremonti anche di fronte all'evidenza..cioè lo diceva l'UE non un fesso qualsiasi..)e tra l'altro nn credo che berlusconi dopo essersi tolto l'ICI pensi ad abbassare le tasse..per sua stessa ammissione..abbiamo i fondi per intervenire nelle banche..ma ci sono pochi fondi per le famiglie(bene...vorrei ricordare che i costi per un semplice c/c in Italia sono molto più alti rispetto al resto d'Europa..e le banche falliscono lo stesso?! ma siamo matti..dove li hanno messi i soldi?!..e comunque il più grande errore della sinistra è non aver mai fatto una legge seria sul conflitto d'interessi..se si continua a vedere la sinistra come il diavolo e la destra come l'acqua santa andremo sempre peggio..bisogna capire che ormai di veri politici in Italia non ne abbiamo più...questa è la mia opinione..ovviamente discutibile o meno..

haparlatoilcanedelservodeiserv venerdì, 31 ottobre 2008

Re: Finalmente!!!

> Finalmente un cambiamento, dopo anni di
> immobilismo.Una scuola che fa schifo, una scuola
> fatta solo per pagare stipendi, una scuola con le
> caste e le baronie;qualcuno ha avuto il coraggio di
> dire BASTA: razionalizzare e quindi risparmiare,
> altro che tagli e basta. Complimenti al ministro e
> mi raccomando non dia retta a chi è solo capace di
> farsi strumentalizzare dalla sinistra, vera
> colpevole del disastro che attualmente caratterizza
> la scuola italiana,sempre favorevole ad assunzioni
> di massa senza necessità; ragazzi non fatevi
> strumentalizzare!!!

CONOSCERE LA LEGGE 133\2008
PER DIFENDERE L’UNIVERSITA’ PUBBLICA!!

• TAGLIO DELLE RISORSE ECONOMICHE DESTINATE ALL’UNIVERSITA’PUBBLICA per un totale di 1441.5 milioni di euro almeno fino al 2013.

• TURN OVER (articolo 66)
La legge 133 impone invece un turn over bloccato al 20%, ovvero un nuovo assunto ogni cinque pensionamenti o licenziamenti.:
- Le facoltà devono ridurre gli organici entro i termini imposti dalla legge, licenziando o pensionando forzatamente
- Si può procedere all’assunzione ogni 5 pensionamenti e/o licenziamenti

• TRASFORMAZIONE DELLE UNIVERSITA’ PUBBLICHE IN “FONDAZIONI DI DIRITTO PRIVATO”
Con il passaggio a fondazione l’università potrà (e vista la mancanza di fondi, dovrà) chiedere qualunque cifra agli studenti, senza dover rispondere a nessun tetto prefissato. Una retta universitaria da 10’000 euro potrebbe essere uno standard per il prossimo anno accademico. L’università da pubblica diventerebbe un privilegio per i pochi che potrebbero permettersi rette universitarie altissime, mentre il livello qualitativo dell’insegnamento pubblico crollerebbe a picco per la mancanza di docenti e la soppressione di esami, nonché probabilmente anche di corsi di laurea meno frequentati o considerati “di minore rilievo”. Si sta cercando di distruggere la nostra cultura ed obbligando le università a svendersi a
privati per sopravvivere, senza poi garantire un livello di istruzione accettabile.

!!!!DIFENDIAMO L’UNIVERSITA’ PUBBLICA!!!!

TUTTI IN CORTEO:
Giovedì 30 Ottobre alle 9:30
Partenza da CAIROLI (Milano)

PASSATEPAROLA!!!!!

ito domenica, 2 novembre 2008

ma se la laurea diventerà costosa ..

...e a carico delle famiglie....
cari indutriali scordateveli gli apprendisti laureati a 600 euro al mese perchè la botte piena e la moglie ubriaca non si può avere!


in USA una laurea prestigiosa costa 160 mila euro ma dopo il laureato lo devi pagare 3000 al mese e non meno di 1000 come qui!!

mi ricorda tanto i tempi quando chi lavorava nelle cave doveva comperarsi in proprio il piccone per poter lavorare sotto padrone.....


Ma perchè i soldi da regalare alle Banche e Alitialia cisone e per la scuola mancano sempre?


OK va bene mandiamo a casa i prof incapaci ma non credo che questa legge tagliaspese colpisca gli incapaci ma anzi colpirà i migliori anche tra i prof.

Altri tempi!!

ito domenica, 2 novembre 2008

ma se la laurea diventerà costosa ..

...e a carico delle famiglie....
cari indutriali scordateveli gli apprendisti laureati a 600 euro al mese perchè la botte piena e la moglie ubriaca non si può avere!


in USA una laurea prestigiosa costa 160 mila euro ma dopo il laureato lo devi pagare 3000 al mese e non meno di 1000 come qui!!

mi ricorda tanto i tempi quando chi lavorava nelle cave doveva comperarsi in proprio il piccone per poter lavorare sotto padrone.....


Ma perchè i soldi da regalare alle Banche e Alitialia cisone e per la scuola mancano sempre?


OK va bene mandiamo a casa i prof incapaci ma non credo che questa legge tagliaspese colpisca gli incapaci ma anzi colpirà i migliori anche tra i prof.

Altri tempi!!

----- venerdì, 31 ottobre 2008

Re: Finalmente!!!

> Finalmente un cambiamento, dopo anni di
> immobilismo.Una scuola che fa schifo, una scuola
> fatta solo per pagare stipendi, una scuola con le
> caste e le baronie;qualcuno ha avuto il coraggio di
> dire BASTA: razionalizzare e quindi risparmiare,
> altro che tagli e basta. Complimenti al ministro e
> mi raccomando non dia retta a chi è solo capace di
> farsi strumentalizzare dalla sinistra, vera
> colpevole del disastro che attualmente caratterizza
> la scuola italiana,sempre favorevole ad assunzioni
> di massa senza necessità; ragazzi non fatevi
> strumentalizzare!!!



ma progelmini delle mie balle..ma guarda che fino a 3anni fa c'era la moratti al governo(che per altro si vantava di aver fatto un ottimo lavoro) come mai adesso hanno cambiato tutto e di quella riforma non hanno preso nulla?!! e non mi dire perchè prima c'è stato fioroni..perchè è tutta una @#?*%$ata..tanto che la stessa gelmini in parlamento ha sostenuto di non voler toccare la maggior parte dei provvedimenti presi dall'ex ministro..(vedi l'ammissione agli esami e gli esami di riparazione mai menzionati)...

progelmini venerdì, 31 ottobre 2008

Re: Finalmente!!!

Bravo,la prima cosa che sai fare è subito quella di rispondere in maniera cafonesca.Ho solo detto che la figura del precario nella scuola è stata istituita dalla sinistra che ha sempre voluto assumere di più rispetto alle reali necessità,che permette di iscriversi al IX corso Ssis ma nello stesso tempo blocca le graduatorie impedendo ai corsisti di accedervi,quindi per non dire di no dice si ma blocca tutto.Finalmente dopo decenni qualcuno ha avuto il coraggio di fermare questa scia di sprechi e malaistruzione.E comunque riguardo alla moratti non mi sembra che l'idea del maestro unico sia molto diversa rispetto a quella del prevalente della moratti,ora in uso nelle scuole primarie d'Italia.E non parliamo dell'università,perchè lì gli sprechi sono da far schifo perchè a dirigerle c'è la solita casta di docenti che vogliono fare i manager ma non sanno neanche come gestire dei capitali o forse fanno finta di farlo.Il bello è vedere questi docenti che protestano contro chi vuol loro,tramite i risparmi,rendere il loro stipendio adeguato a quello che è il loro mestiere,perchè 1200E per un insegnante di scuola primaria è davvero poco, così come 3500E per uno di università è davvero troppo! I veri riformisti sono al governo!

haparlatoilcanedelservodeiserv venerdì, 31 ottobre 2008

Re: Finalmente!!!

> Bravo,la prima cosa che sai fare è subito quella di
> rispondere in maniera cafonesca.Ho solo detto che
> la figura del precario nella scuola è stata
> istituita dalla sinistra che ha sempre voluto
> assumere di più rispetto alle reali necessità,che
> permette di iscriversi al IX corso Ssis ma nello
> stesso tempo blocca le graduatorie impedendo ai
> corsisti di accedervi,quindi per non dire di no
> dice si ma blocca tutto.Finalmente dopo decenni
> qualcuno ha avuto il coraggio di fermare questa
> scia di sprechi e malaistruzione.E comunque
> riguardo alla moratti non mi sembra che l'idea del
> maestro unico sia molto diversa rispetto a quella
> del prevalente della moratti,ora in uso nelle
> scuole primarie d'Italia.E non parliamo
> dell'università,perchè lì gli sprechi sono da far
> schifo perchè a dirigerle c'è la solita casta di
> docenti che vogliono fare i manager ma non sanno
> neanche come gestire dei capitali o forse fanno
> finta di farlo.Il bello è vedere questi docenti che
> protestano contro chi vuol loro,tramite i
> risparmi,rendere il loro stipendio adeguato a
> quello che è il loro mestiere,perchè 1200E per un
> insegnante di scuola primaria è davvero poco, così
> come 3500E per uno di università è davvero troppo!
> I veri riformisti sono al governo!

CONOSCERE LA LEGGE 133/2008
PER DIFENDERE L’UNIVERSITA’ PUBBLICA
"La storia umana diventa sempre di più una gara tra la cultura e la catastrofe"
H.G. Wells
Cercherò di essere il più breve e comprensivo possibile, ben sapendo che in ogni caso vi saranno
molte cose di cui scrivere, sperando che tutti abbiano il tempo e la pazienza di leggere quanto
riportato sotto, e trovino la spinta per informarsi ed informare quanta più gente possibile intorno a
se, perché si tratta di salvare l’università, una cultura di qualità per tutti coloro che desiderano
riceverla.
Più che una legge, è un enorme calderone all’interno del quale è stato gettato di tutto, ogni
argomento con una qualche valenza di tipo economico.
Il testo della legge potete trovarla a questo indirizzo ,
pubblicata sul sito web della Camera dei Deputati del Parlamento Italiano.
Basti pensare che questa legge ha chiamato in causa le seguenti commissioni
- Commissione V BILANCIO E TESORO e VI FINANZE
- COMITATO PER LA LEGISLAZIONE
- Commissione I AFFARI COSTITUZIONALI
- Commissione II GIUSTIZIA
- Commissione III AFFARI ESTERI
- Commissione IV DIFESA
- Commissione VII CULTURA
- Commissione VIII AMBIENTE
- Commissione IX TRASPORTI
- Commissione X ATTIVITA’ PRODUTTIVE
- Commissione XI LAVORO
- Commissione XII AFFARI SOCIALI
- Commissione XIIIAGRICOLTURA
- Commissione XIV POLITICHE UNIONE EUROPEA
- COMMISSIONE PARLAMENTARE PER LE QUESTIONI REGIONALI
L’iter parlamentare di questa maxi legge ha avuto inizio con la prima lettura alla Camera dei
Deputati il 2 LUGLIO, per concludersi con l’approvazione il 6 AGOSTO 2008, e passare al Senato.
Un mese di discussione, due o tre giorni per settimana, nel completo silenzio dei media nel periodo
di minima attenzione dell’opinione pubblica, in vacanza, ferie…
Arriviamo a discutere cosa questa legge decreta al riguardo dell’università pubblica.
TAGLIO DELLE RISORSE ECONOMICHE
DESTINATE ALL’UNIVERSITA’PUBBLICA
E’ stata decisa da questa legge il taglio dei fondi destinati all’università pubblica (FFO - fondo per il
finanziamento ordinario delle università) nella seguente maniera.
Riduzione di:
- 63.5 milioni di euro per l’anno 2009
- 190 milioni di euro per l’anno 2010
- 316 milioni di euro per l’anno 2011
- 417 milioni di euro per l’anno 2012
- 455 milioni di euro a decorrere dell’anno 2013
per un totale di 1441.5 milioni di euro almeno fino al 2013.
TRASFORMAZIONE DELLE UNIVERSITA’ PUBBLICHE
IN “FONDAZIONI DI DIRITTO PRIVATO”
Per sopperire all’improvviso ammanco dei finanziamenti pubblici, lo stato consente alle università
di trasformarsi in fondazioni di diritto privato..
Questo passo sancirebbe la morte di un’istruzione pubblica per tutti, consentendo alle fondazioni
universitarie di decidere l’entità delle tasse per gli studenti, ed andando a ledere il fondamentale
diritto allo studio univesitario, tutelato dalla Costituzione Italiana attraverso l’articolo 33, che recita:
Art. 33.
L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e
gradi.
Attualmente la legge difatti sancisce che nell’anno solare, il gettito delle tasse degli studenti non
deve superare il 20% dell’importo del finanziamento ordinario dello Stato (FFO), cosa che di fatto
pone un tetto massimo alle tasse che si possono far pagare ad uno studente.
Con il passaggio a fondazione l’università potrà (e vista la mancanza di fondi, dovrà) chiedere
qualunque cifra agli studenti, senza dover rispondere a nessun tetto prefissato.
Una retta universitaria da 10000 euro potrebbe essere uno standard per il prossimo anno
accademico.
Raggiungeremmo uno standard tipo college americano, dove o si vince una borsa di studio per
meriti sportivi, o si è abbastanza ricchi da poter far fronte ad una richiesta economica di tale portata.
Con l'entrata in vigore della legge 133/2008 si è andati a ledere questo principio costituzionali,
garantendo il diritto allo studio ed ad una formazione di qualità solamente a chi può far
affidamento su una grande capacità economica, andando a ledere il principio costituzionale di
eguaglianza e pari dignità tra i cittadini decretata dall’articolo 3
Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di
sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di
fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e
l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del
Paese.
Al contempo assisteremo alla definitiva violazione dell’articolo 9, che recita
Art. 9.
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica
vista la sostanziale impossibilità delle università di mantenere una gestione pubblica a seguito dei
tagli economici e di personale docente, di ricerca e tecnico – amministrativo subiti.
Oltre a questo vi sono implicazioni riguardanti i poteri economici.
Le università potranno “trovarsi uno sponsor” che li finanzi. Inutile dire gli effetti devastanti che
avrebbe un controllo economico di questo tipo sulla ricerca in tutti i vari settori universitari.
La ricerca verrebbe condotta secondo le direttive impartite dalle società finanziatrici, in base alla
redditività a livello economico!
TURN OVER (articolo 66)
La stessa legge ha imposto una drastica riduzione del personale universitario alle facoltà stesse, che
si trovano costrette improvvisamente a mandare obbligatoriamente in pensione chi ha maturato i
requisiti necessari, o altrimenti licenziare parte del proprio organico.
Logica vorrebbe una sostituzione nelle posizioni didattiche per mantenere l’offerta d’insegnamento.
La legge 133 impone invece un turn over bloccato al 20%, ovvero un nuovo assunto ogni
cinque pensionamenti o licenziamenti.
Come pensiamo di mantenere una didattica di buon livello in questa maniera?
Riassumendo:
- Le facoltà devono ridurre gli organici entro i termini imposti dalla legge, licenziando o
pensionando forzatamente
- Si può procedere all’assunzione ogni 5 pensionamenti e/o licenziamenti
Matematicamente qualcosa non torna. Si rinuncia a personale docente, chiedendo ai ricercatori di
mantenere il ruolo di insegnanti, mantenendo la stessa retribuzione e lavorando fuori dai compiti
stabiliti dal loro contratto (che prevede 60 ore di ricerca, e nessun obbligo all’insegnamento).
Con questa situazione, l’unica soluzione sarebbe sopprimere corsi d’insegnamento, fino a giungere
addirittura alla cancellazione dei corsi di laurea meno frequentati o considerati di minor interesse.
In questo rapido excursus informativo sono stati citati solamente i problemi più grossi a cui questa
legge condurrebbe, ma basta leggere con attenzione il testo della legge, o informarsi con chi già lo
ha fatto prima di noi perché vi si dischiudano gli abissi entro cui verrà gettata l’università se tutto
questo viene approvato in parlamento.
L’università da pubblica diventerebbe un privilegio per i pochi che potrebbero permettersi
rette universitarie altissime, mentre il livello qualitativo dell’insegnamento pubblico
crollerebbe a picco per la mancanza di docenti e la soppressione di esami, nonché
probabilmente anche di corsi di laurea meno frequentati o considerati “di minore rilievo”.
Si sta cercando di distruggere la nostra cultura ed obbligando le università a svendersi a
privati per sopravvivere, senza poi garantire un livello di istruzione accettabile.
DIFENDIAMO L’UNIVERSITA’
PUBBLICA
DALLA LEGGE 133/2008

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