Genitori ed insegnanti di Bologna hanno iniziato uno sciopero della fame a staffetta davanti all'Ufficio scolastico regionale, in via Castagnoli, che continuerà fino al 26 maggio, quando si svolgerà una
manifestazione provinciale per difendere la scuola pubblica e protestare contro i tagli imposti dal Ministero dell'Istruzione. Sempre per il 26 maggio l'
Assemblea genitori ed insegnanti delle scuole di Bologna e provincia hanno chiesto un incontro con il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale. La protesta è stata lanciata al grido di "
La scuola pubblica è già stata ridotta alla fame, è ora di dire basta". Al momento stanno partecipando allo sciopero della fame circa 60 genitori e 10 insegnanti. Durante il pomeriggio, per sostenere i manifestanti, vengono organizzati anche
spettacoli e laboratori per i bambini.
Molti genitori hanno spiegato al quotidiano Corriere della sera i motivi della protesta. Giancarlo Vitali dice: "
In questi anni ho visto sgretolarsi il modello di tempo pieno, sono sparite le ore di compresenza e non ci sono più due insegnanti per classe, e la colpa è dei tagli voluti da questo governo".
Francesco Errani ha dichiarato: "
Sono figlio del tempo pieno, lo frequentavo negli anni ’70, ho vissuto la qualità di questo modello che ora i nostri figli rischiano di non poter più avere".
Marina D’Altri protesta contro "
i tagli della riforma Gelmini, quelli della terza tranche mettono la scuola in una situazione umiliante, alle medie sono al collasso, costrette a fare classi con 27-29 alunni, con uno e due certificati, l’insegnante e quello di sostegno, magari in aule che possono contenere in tutto 25 persone. Ma quest’anno non lo faremo passare, siamo pronti a fare ricorsi".
Foto:
Corriere.it
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