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"Smonta il bullo", un servizio da 120 telefonate al giorno

Sono 4.437 le telefonate arrivate al numero verde attivato dal Ministero dell'Istruzione a sostegno delle vittime del bullismo. Un servizio di ascolto e denuncia che sta ottenendo un grande successo

di Marta Ferrucci 30 marzo 2007
E' da poco partita la campagna del Ministero dell'Istruzione "Smonta il bullo", finalizzata ad informare gli studenti e a dare loro gli strumenti per difendersi dagli episodi di bullismo. Un numero verde ed un sito internet di cui si sentiva evidentemente bisogno considerando la quantità di contatti che ci sono stati. Alle 10 postazioni di ascolto istituite dal Ministero della Pubblica Istruzione, infatti, nelle prime 6 settimane sono arrivate 4.437 telefonate, circa 120 al giorno: questo il bilancio, dal 5 febbraio al 27 marzo 2007, del numero verde antibullismo 800.66.96.96.
Il numero, al quale collaborano esperti in psicologia giuridica, permette di segnalare casi, chiedere informazioni generali sul fenomeno e su come comportarsi in situazioni critiche.


Chi è che chiama?

La maggior parte delle telefonate ricevute sono state effettuate dai genitori o familiari (37,5%), seguiti dagli insegnanti (31,4%) e dagli studenti vittime di episodi di bullismo (23,2%). Nel corso di queste prime sei settimane di attivazione si è registrato un progressivo aumento delle richieste di consulenza da parte degli insegnanti, segno che la scuola sta prendendo coscienza del fenomeno e sta cercando strumenti efficaci per affrontarlo. Il numero maggiore di denunce viene dalle scuole secondarie di primo grado (35%), poi dalle primarie (25%), dai licei (19%), dagli istituti tecnici e professionali (15%) e dalla scuola dell'infanzia (5%).
E' però importante segnalare che il 31% delle chiamate ha solo carattere informativo e che prepotenze, violenze o episodi isolati sono segnalati solo dal 9% dei chiamanti.

"La ha scuola non fa più lo struzzo, non ha paura dei più reticenti fenomeni di bullismo e ha acquisito la consapevolezza per intervenire -ha dichiarato il Ministro - ma è necessario dire basta alla gogna mediatica. Il bullismo è un fenomeno rilevante da un punto di vista qualitativo, ma irrilevante se pensiamo agli otto milioni di studenti e al milione di insegnanti. La scuola è fatta anche e soprattutto di tante buone pratiche che meritano di essere conosciute. Quello che serve è un patto reciproco di sostegno tra scuola e famiglia per affrontare e risolvere il problema''.

Link utili

> Smonta il bullo: tutte le info sulla campagna

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